Wwf: “Stile di vita europeo porta alla distruzione totale risorse”

L’allarme è stato lanciato insieme al Global Footprint Network per far capire l’urgenza con cui, in particolare nel Vecchio continente, si dovrebbe intervenire per salvare il pianeta Spariranno anche 5 milioni di insetti di M. L. Lauretti

L'immagine di una strada di Milano

Il limite potrebbe essere già superato. Dice, in sostanza, questo l’appello che hanno deciso di condividere Wwf e Global Footprint Network per far capire l’urgenza con cui, in particolare i Paesi europei, dovrebbero intervenire per evitare la compromissione degli ecosistemi naturali. Senza azioni serie da mettere in atto al più presto “lo stile di vita europeo” porterebbe “alla totale distruzione delle risorse” in una manciata di ore.

Di consumo delle riserve naturalistiche mondiali si parla nel rapporto che Wwf e Global Footprint Network hanno stilato – riprendendo le conclusioni dello studio Ipbes-Onu sulla perdita delle biodiversità – perché sotto accusa, secondo gli ambientalisti, ci sono proprio le (cattive) abitudini delle popolazioni industrializzate che avrebbero bisogno di “2,8 pianeti per soddisfare la loro domanda di risorse”. La pubblicazione del lavoro di Wwf e Gfn arriva a poche ore dal vertice di Sibiu, in Romania, dove i 27 leader dell’Ue si sono riuniti per decidere un piano di azioni per la salvaguardia del clima dell’Unione e non è certo un caso visto che i principali interlocutori di riferimento sono, necessariamente, i rappresentanti politici, quelli economici e delle imprese.

“E’ necessario incidere sull’economia perché perseverare con l’attuale meccanismo basato sulla crescita materiale indefinita è come continuare a segare il ramo sul quale siamo seduti. Abbiamo bisogno di attuare un’economia della post-crescita, che ci consenta di vivere nei limiti biofisici della nostra Terra” ha spiegato Gianfranco Bologna, direttore scientifico Wwf Italia. Anche per Wwf e Gfn non si può più rinviare la condivisione di un “New Deal” un nuovo accordo tra la specie umana e la natura entro il 2020. Solo così la vita sulla Terra potrà essere garantita in maniera globale: il ciclo dell’ossigeno e del carbonio e quello dell’acqua devono essere riconsiderati in riferimento alla produzione alimentare, per esempio, fissando delle azioni che mirino ad un uso più consapevole ed equilibrato delle stesse. Le abitudini degli europei sono sotto accusa: “La nostra società è in guai seri. Siamo la prima generazione che possiede gli strumenti per vedere come la Terra sia stata cambiata dall’uomo, ma anche l’ultima che può agire contro molti di questi cambiamenti, con azioni coraggiose”, ha detto Guenter Mitlacher, direttore della International Biodiversity Policy, WWF Germany.
Oltre al rapporto di valutazione globale IPBES, quasi 600 esperti di conservazione di tutto il mondo hanno anche sostenuto una Call4Nature per un’azione globale per arrestare il declino della natura. Tra loro c’era la grande scienziata e primatologa Jane Goodall, il conduttore televisivo Chris Packham e l’attrice francese Juliette Binoche. Call4Nature è una lettera aperta avviata dal WWF, che sottolinea l’urgente necessità di un’azione da parte dei leader politici per fermare l’allarmante scomparsa della vita sulla Terra