Welcoming Europe, i risultati ottenuti dalla campagna

Nonostante la grande partecipazione, la campagna non ha raggiunto il milione di firme necessario per il deposito dell’Iniziativa dei cittadini europei presso la Commissione Ue. Ma dopo le elezioni di maggio si cercherà un confronto con il nuovo parlamento europeo

Nonostante il successo italiano, a livello europeo la campagna ‘Welcoming Europe’ non ha raggiunto il milione di firme necessario per il deposito dell’Ice (Iniziativa dei cittadini europei) presso la Commissione europea. Ma alcune delle sue proposte sono comunque già state prese in esame e hanno trovato una prima attuazione.

Un'immagine stilizzata rappresenta la campagna Welcoming Europe

In particolare, l’Ice chiedeva di rafforzare i programmi di sponsorship, strumento alla base dei corridoi umanitari – attuati con successo da alcune organizzazioni religiose in Italia e in Europa – e di modificare il sistema di accesso ai fondi europei allargando la tipologia di soggetti (enti locali, società civile) che possano promuovere programmi di corridoi umanitari.

Il 24 ottobre scorso, il Parlamento europeo ha adottato il bilancio per l’UE per il 2019 all’interno del quale una parte del fondo Fami (Fondo asilo migrazione integrazione) è stata destinata proprio alle autorità locali che potranno accedervi direttamente per programmi su asilo e immigrazione, tra cui la community sponsorship. Il Parlamento europeo ha inoltre approvato l’11 dicembre una risoluzione concernente i visti umanitari chiedendo che la Commissione europea presenti, entro il 31 marzo 2019, una proposta legislativa che istituisca un visto umanitario europeo rilasciato presso ambasciate e consolati all’estero degli Stati membri alle persone in cerca di protezione in modo che possano raggiungere l’Europa senza rischiare la vita.

Anche in merito alla proposta di modificare la direttiva ‘facilitazioni’ e impedire che si possa essere incriminati per aver prestato aiuto umanitario a persone senza documenti, sono stati fatti dei progressi grazie all’attività dei promotori: il 5 luglio, il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione relativa alla creazione di linee guida per gli Stati membri con lo scopo di prevenire la criminalizzazione dell’aiuto umanitario e a settembre scorso Parlamento europeo e Commissione europea hanno raggiunto un accordo sull’istituzione di un Osservatorio europeo sulla criminalizzazione. Ormai da mesi, alcuni governi hanno adottato misure sempre più restrittive in questo senso, criminalizzando non solo i migranti, ma associazioni, persone singole e istituzioni impegnate nel prestare soccorso e qualsiasi tipo di aiuto umanitario.

L’importante numero di firme raccolte in tutta Europa spinge adesso i promotori della campagna a portare avanti il loro impegno. Al nuovo Parlamento europeo che si insedierà dopo le elezioni del prossimo maggio verranno presentate le analisi e le proposte su cui sono state raccolte le firme. Si punterà, inoltre, a rafforzare la rete di realtà coinvolte a livello europeo per un’azione coordinata e quindi più efficace per cambiare le politiche su questi temi cruciali.

Come prosegue la campagna in Italia

In Italia, un documento con le proposte e gli obiettivi di ‘Welcoming Europe’ sarà consegnato ai candidati alle elezioni europee. Allo stesso tempo, le realtà italiane a livello nazionale continuano a chiedere la calendarizzazione della proposta di legge di iniziativa popolare della campagna ‘Ero straniero’ dal titolo ‘Nuove norme per la promozione del regolare permesso di soggiorno e dell’inclusione sociale e lavorativa di cittadini stranieri non comunitari’. Una proposta che intende affrontare il fenomeno migratorio in tutta la sua complessità innanzitutto introducendo la possibilità di regolarizzazione per i cittadini stranieri già radicati nel nostro paese e prevedendo canali diversificati di ingresso per lavoro, rivedendo gli attuali totalmente inefficaci. Nel rilanciare i contenuti della campagna, i promotori rivolgono ai parlamentari italiani un appello, affinché sia al più presto messa in calendario la discussione della proposta di legge.