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Sanità, economia e green deal: le prospettive del rilancio dopo la crisi

Smartworking, emergenza sanitaria, welfare, recovery plan, transizione climatica, imprese ed effetti psicologici della crisi. Questi sono stati alcuni dei macro temi del meeting svoltosi in streaming e a cui ha partecipato un parterre di illustri relatori.
Il dibattito è stato introdotto e moderato dall’Avv. Beatrice Lipari, che ha posto l’accento sull’importanza di organizzare strutture tecnocratiche, deputate a stendere i piani su cui orientare le future politiche pubbliche: «E’ questo il momento di individuare le migliori strategie di sviluppo per rilanciare il nostro Paese, non si può perdere la grande occasione dei fondi europei, occorre sfruttare al meglio il piano per la ripresa dell’Europa, i 209 i miliardi del recovery fund. E’ prioritario che siano subito impiegati strumenti di sostegno alla solvibilità, che mobiliteranno risorse private al fine di aiutare con urgenza le imprese europee che operano nei settori, nelle regioni e nei paesi più colpiti. Proteggere la salute significa inoltre proteggere l’economia, da qui occorre ripartire. Gli ultimi numeri relativi al confronto sulla spesa sanitaria dei paesi membri dell’OCSE, pubblicati nei giorni scorsi nel report Health at Glance, confermano che l’Italia è fanalino di coda in Europa riguardo agli investimenti sanitari. Occorre invertire questa rotta».
L’apertura delle relazioni è stata affidata al Dott. Alfredo Ferrante, dirigente dello Stato, che partendo dalla considerazione di una cultura datoriale, improntata a noti schemi di subordinazione, è giunto ad osservare come lo smartworking si sia rivelato un’opportunità, sebbene dovrà essere ora ben regolamentato e reso più flessibile, perché a seguito della decretazione d’urgenza, ci si è ritrovati di fronte ad una forma distorta di lavoro agile, più in linea con la definizione atecnica di homeworking.

Centrale e prezioso è stato l’intervento del Professor Giovanni Scambia, direttore scientifico del Policlinico universitario “A. Gemelli”, che in questi mesi si è trovato in prima linea nel contrasto alla diffusione del Covid19. Il Professore si è interrogato sull’efficacia delle risposte della sanità italiana alla pandemia, dichiarando che «Il nostro sistema ha retto l’urto, ma è necessario investire nella digitalizzazione, perché i big data rappresentano una risorsa indiscutibile, un sistema sanitario moderno deve essere digitalizzato. L’uso di soluzioni digitali in sanità innova i processi sanitari aumentandone la qualità. La e-health ridefinisce non solo i processi assistenziali, ma anche quelli organizzativi all’interno delle strutture sanitarie, permette la cura dei pazienti a distanza, tramite tecnologie che consentono l’interazione e il monitoraggio da remoto dei parametri clinici. Digitalizzare i dati sanitari aiuta a superare le differenze da regione a regione, a mettere insieme le esperienze, a creare dati valutabili per migliorare il sistema, per fare ricerca in maniera
efficace»
Nel corso dei lavori il Dott. Raffaele Trapasso, economista dell’OCSE, Centro per l’imprenditorialità piccole e medie imprese, in collegamento da Parigi, ha aggiunto che: «L’Italia spende decisamente meno della media dei Paesi industrializzati per l’istruzione, in particolare quella universitaria. E’ ben sotto la media per la percentuale di laureati e stenta a decollare l’istruzione tecnica superiore. Comunque va detto che l’Italia ha approvato diverse iniziative a sostegno della scuola, che negli ultimi mesi sta portando avanti. Il Pil del Paese dovrebbe aumentare del 4,3 % nel 2021 e del 3,2 nel 2022, insomma assisteremo ad una ripresa economica lenta, e che necessita di politiche di supporto efficaci».

Presa la parola Stefano Ciafani, presidente di Legambiente, ha affermato che: «La pandemia potrebbe essere un’opportunità per dare il via ad una corretta transizione climatica del nostro Paese. L’obiettivo dell’Unione Europea è raggiungere infatti la neutralità climatica entro il 2050 e destinare risorse alla transizione verde previsti dal recovery fund, in linea con il Green Deal e il Next Generation Eu. Servono investimenti green ambiziosi non più rimandabili, che mettano al centro la ripartenza e la riconversione ambientale dell’economia italiana. Per ottenere il taglio del 60% delle emissioni climalternanti, obiettivo
europeo entro il 2030, serve anche il pieno coinvolgimento del sistema agricolo. La nuova Pac dovrebbe favorire la transizione verso l’agroecologia e i fondi del Recovery Fund essere diretti ad un reale cambio di passo in tema ambientale».
Il Prof Giovanni Devastato, docente di servizio sociale, presso il dipartimento di scienze sociali ed economiche dell’università la Sapienza di Roma, autore del libro “Vite a distanza, dal contatto al contagio”, ha espresso invece preoccupazione riguardo la situazione attuale, perché la pandemia non ha rappresentato soltanto un’emergenza sanitaria, ma ha innescato una vera propria crisi economica e sociale, che secondo molti analisti, ha amplificato e inasprito disagi e disuguaglianze già esistenti. A fronte di questo
scenario, risulta preminente il ruolo del sistema di welfare per arginare e mitigare le criticità e rispondere adeguatamente alle sfide del futuro prossimo.
Vincenzo Linarello, fondatore del gruppo cooperativo Goel, esempio di economia pulita, ha basato il suo intervento sul rilancio di un modello di imprenditorialità etica, solidale, partecipata. Goel lavora infatti in settori differenti e che sono caratterizzati da un’impronta speciale, si pensi ai prodotti di Goel Bio, a Cangiari, la linea di alta moda che ha raggiunto le passerelle milanesi, ai viaggi etici di Goel.

A chiudere la carrellata di interventi è stata Daniela Chieffo, dirigente sanitario neuropsicologa e psicoterapeuta del Policlinico A. Gemelli.  La dottoressa ha analizzato le ripercussioni dell’emergenza sanitaria sulla tenuta psicologica di molte persone. «Una situazione difficile ed inedita ci sta facendo sperimentare il timore del contagio, le misure di isolamento, la solitudine, incertezze economiche: tutti elementi che hanno avuto ricadute serie ed effetti negativi sulla psiche. Abbiamo assistito ad un incremento esponenziale delle richieste d’aiuto, ma a cui stiamo facendo fronte».

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Redazionehttps://www.lanuovaecologia.it
Nata nel 1979. è la voce storica dell'informazione ambientale in Italia. Vedi qui la voce sulla Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/La_Nuova_Ecologia

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