WaterMater, quando la musica incontra la sostenibilità

A 'Fa la Cosa Giusta!' la prima performance musicale dedicata all'acqua, al dramma dei cambiamenti climatici e alla piaga dell'inquinamento da plastica.

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I Paesi economicamente più forti continuano ad utilizzare l’acqua alla stregua di una risorsa infinita, ma non è così.

L’ultimo rapporto ONU, presentato a marzo dello scorso anno, ha rivelato infatti che nel 2050 tra 4,8 e 5,7 miliardi di persone potrebbero fronteggiare la carenza di risorse idriche e si calcola che nel mare potranno esserci più plastiche che pesci. Uno scenario apocalittico al centro, ormai da anni, delle campagne di sensibilizzazione di associazioni e artisti volte a sensibilizzare l’opinione pubblica.

Tra i protagonisti di questa vera e propria battaglia, al prossimo ‘Fa’ La Cosa Giusta’a Milano dall’8 al 10 marzo, troveremo anche il collettivo artistico del progetto ‘WaterMater’ che permetterà al pubblico di partecipare ad una performance immersiva dedicata al tema dell’acqua, dei cambiamenti climatici e dell’inquinamento da plastica.

Il progetto nasce da un gruppo di artisti e ambientalisti con storie e percorsi differenti le cui forme espressive si troveranno a dialogare: suoni, arte visiva, pittorica e narrazione si fonderanno a creare percorsi sempre più complessi, capaci di immergere lo spettatore nel pieno della performance.

Abbiamo chiesto a Lucia Schillaci, ideatrice del progetto WaterMater, autore e conduttrice del programma ‘Cosa c’è di buono’ su RadioinBlu, di raccontarci meglio la sua idea.

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Lucia Schillaci

Lucia, ti occupi di musica e radio da tanti anni, ma da quanto tempo ti dedichi all’ambiente?

L’ambiente mi appassiona da tutta la vita, ma sono 4 anni che riesco a dedicarmici anche professionalmente ogni giorno. Ho dovuto lottare, ma alla fine sono riuscita ad ottenere lo spazio della mia trasmissione, Cosa c’è di Buono, in cui posso davvero raccontare il mondo della sostenibilità.

Come è nato questo progetto e perché questo nome?

Il nome deriva da un gioco di parole in cui la W di water è stata ribaltata ottenendo la M di madre in latino. Volevo dare il senso di “madre acqua”: acqua come diritto primario e universale dell’uomo.

E in cosa consiste di preciso la vostra performance?

Le musiche originali creeranno un percorso nel quale ogni artista sarà stimolato dall’altro. Lo spettatore vivrà un’esperienza immersiva, diventando parte integrante della stessa.

Da quanti artisti è composto il vostro gruppo?

Il nostro è un collettivo di artisti, ognuno ha la sua specificità. Insieme a me ci saranno: Luca Calabrese musicista, ricercatore compositore, sperimentatore che da anni sta lavorando alla sonorizzazione degli spazi; Stefano Spina, bassista; Alessandro Paiola, videomaker, Fabio Koryu Calabrò, pittore e grafico.

E quindi quale sarà l’obiettivo primario della vostra performance?

Avrà due obiettivi: da una parte vorremmo raccontare, dall’altra costruire. Viviamo in un mondo in cui si è persa la percezione dell’importanza dell’acqua come risorsa. Basta aprire il rubinetto ed eccola lì, ma ci sono Paesi in cui le persone muoiono per la siccità o perdono la vita durante un alluvione. La facilità con cui possiamo recuperare l’acqua ci porta a non percepirne il valore e a sprecarla. Con la performance vorremmo sensibilizzare le persone a ripensare il valore dell’acqua attraverso l’arte e la musica. Il secondo obiettivo lo realizzeremo insieme ad ETICA Onlus: ogni performance sarà coadiuvata dalla presenza attiva di questa associazione, per contribuire alla costruzione nel nord est del Brasile  di cisterne per la raccolta di acqua piovana, nell’ambito del progetto Cearà.

La prima performance degli artisti di WaterMater si terrà venerdì 8 marzo dalle 16:00 alle 17:00 nella Piazza Giacimenti Urbani a Fa la Cosa Giusta. Per info: watermater.press@gmail.com

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