venerdì 23 Aprile 2021

Acquista

Login

Registrati

Visti dal satellite

La fire map della Nasa
La fire map della Nasa

Non c’è miglior dimostrazione del cambiamento climatico del fatto che stamane a Parigi, con una bella giornata di sole, si può andare in giro senza cappotto e anche senza giacca, neanche fossimo a Napoli, o a Palermo. Intanto nel padiglione americano a Le Bourget, dove la Cop21 si avvia ormai verso la fase conclusiva, si proiettano su schermo gigante le “animazioni”, realizzate dalla Nasa, sui mutamenti climatici: qualcosa di veramente impressionante e purtroppo anche peggiore di quanto si dice comunemente. La “global fire map” (mappa globale degli incendi) conferma per esempio le profetiche parole di Laura Conti: «Nell’osservare l’incendio che è stato appiccato al mondo si viene colti dal forte dubbio che la nostra specie possa sopravvivere a lungo». Alcuni sono incendi naturali, ma i più sono provocati: in Africa, ai confine del deserto, c’è una delle situazioni peggiori, ma un po’ ovunque ci sono continui incendi di boschi e aree verdi e una continua avanzata del deserto.

Hanno fatto vedere anche gli effetti del devastante incendio che c’è stato allo Yellowstone nel 2001, il parco ha rischiato di essere distrutto, ora si sta lentamente riprendendo, ma anche in Australia, Spagna, Grecia, parti della Turchia e dell’Italia si vedono zone avviate alla desertificazione. Le missioni satellitari per il clima non mentono (ce ne saranno altre, per esempio il lancio della sonda Ecostress nel 2018) e purtroppo non si tratta di parole, ma di inconfutabili immagini dirette. Molto interessante, fra gli Earth data dell’agenzia spaziale americana, è anche la cosiddetta “global soil  misture map”, cioè la misurazione della frazione d’acqua nei suoli, un modo elegante per raffigurare le aree avviate alla maggiore siccità, dove si vede benissimo per esempio l’ avanzata del deserto del Gobi in Cina, ma la frazione umida del suolo è in riduzione ovunque, e questo rende importantissimo fare anche le strade in altro modo.

Ma i dati più interessanti, che vanno in onda in diretta su un grande mappamondo illuminato, che riporta sia i dati diretti che quelli storici, riguardano la CO2. Gli scienziati della Nasa prevedono 936 ppm di “black carbon” nell’aria per il 2100 (475ppm nel 2035, 541ppm nel 2050, 677 ppm nel 2070). E cosa ancora più grave sul continente l’aumento della temperature sarà di 5 gradi, non di 3, perché la terra si riscalda di più dell’acqua e i tre gradi sono soltanto la media globale, oceani compresi.  

 

Articoli correlati

Caccia, le Regioni rifiutano la tutela per la tortora

Secca la reazioni delle associazioni ambientaliste al rifiuto delle Regioni di ogni tutela per la tortora: "Senza il Piano di gestione scatterà la moratoria completa"

Il Regno Unito ridurrà le emissioni di CO2 entro il 2035

Il governo britannico fissa per legge l'obiettivo più ambizioso al mondo in materia di cambiamento climatico.  Johnson: "Vogliamo puntare in alto sulla tutela del clima"

Dubbi e criticità sul deposito nazionale rifiuti radioattivi

Dal rischio idrogeologico all’analisi del rischio di incidente rilevante fino alla conservazione delle aree protette: sono le prime anomalie riscontrate da Legambiente. "Un'opera necessaria che si potrà realizzare solo con un processo trasparente e il dibattito pubblico" Questo deposito s'ha da fare di F. DessìLeggi il numero di Nuova Ecologia "Uscita di sicurezza"

Seguici sui nostri Social

16,935FansLike
21,231FollowersFollow
0SubscribersSubscribe

Gli ultimi articoli

Caccia, le Regioni rifiutano la tutela per la tortora

Secca la reazioni delle associazioni ambientaliste al rifiuto delle Regioni di ogni tutela per la tortora: "Senza il Piano di gestione scatterà la moratoria completa"

Il Regno Unito ridurrà le emissioni di CO2 entro il 2035

Il governo britannico fissa per legge l'obiettivo più ambizioso al mondo in materia di cambiamento climatico.  Johnson: "Vogliamo puntare in alto sulla tutela del clima"

Proposte per una Carta della Terra delle Nazioni Unite

In occasione dell'Earth Day è una delle priorità su cui richiama l'attenzione l’Associazione “Costituente Terra”

#liberidaiveleni, la campagna di Legambiente per il risanamento ambientale

Nella giornata mondiale della Terra e alla vigilia del Consiglio dei ministri che approverà il Pnr l'associazione lancia una nuova iniziativa. E fa un appello al premier Draghi: “Non si dimentichino le vertenze ambientali croniche tuttora irrisolte"

La tutela del suolo al centro della transizione ecologica

Un appello importante lanciato oggi in occasione della Giornata mondiale della Terra. Il suolo è un importante bacino di biodiversità e fornisce una serie di servizi ecosistemici. Ecco perché è arrivato il momento che l'Unione Europea adotti una direttiva ad hoc
Ridimensiona font
Contrasto