Viaggio nell’economia civile e circolare. Terza tappa nelle cooperative Macramè e Reware

Il racconto di due realtà che, riferendosi a un modello economico alternativo e a buone pratiche inclusive, hanno dato alla luce progetti per permettere a tanti studenti di accedere alla didattica a distanza / Prima tappa: i due Ri-Hub romani del progetto ECCO – Economie Circolari di COmunitàSeconda tappa: cascina Govean

didattica a distanza

di NOEMI ZURLO

Il blocco delle attività generato dal Coronavirus ha causato un aumento delle vulnerabilità, estendendola a categorie di persone precedentemente non considerate “fragili”: tra questi molti studenti, che non hanno potuto accedere alla didattica a distanza in quanto privi delle strumentazioni necessarie ad affrontarla.

Esistono però realtà associative e imprenditoriali che, riferendosi a un modello economico alternativo e a buone pratiche inclusive, hanno dato alla luce progetti per far fronte a questa crescente difficoltà. Tra queste la cooperativa sociale Macramè, attiva a Campi Bisenzio (Fi) e sede del Ri-Hub toscano del progetto ECCO che lavora, dal 1999, a stretto contatto con i giovani, in particolare adolescenti in condizione di marginalità. Il costante rapporto con questa categoria ha permesso loro di comprendere, tempestivamente, nella fase di lockdown, quali fossero le nuove esigenze nate dalla chiusura delle scuole e di intervenire a supporto della comunità grazie a un progetto nato nell’ambito del percorso territoriale che li vede protagonisti.

Leonardo Sacchetti, educatore della cooperativa, racconta:“Dall’esigenza di connettere le istituzioni scolastiche con alcuni studenti in difficoltà è nata l’idea di trasformare un bisogno parziale dei nostri ragazzi in una spinta per il nostro Ri-Hub, polo territoriale del progetto ECCO – Economie Circolari di COmunità, che ben si prestava a diventare luogo di raccolta e di rigenerazione informatica. In accordo con il Comune di Campi Bisenzio abbiamo avviato una campagna social per reperire pc, tablet e notebook funzionanti da formattare e mettere a disposizione di chi ne avesse bisogno. Ad aggregare le esigenze degli studenti sono stati gli istituti scolastici del Comune in collaborazione con la Protezione Civile che ha ritirato e redistribuito parte delle apparecchiature”.

Altro progetto analogo è quello messo in campo dalla cooperativa e impresa sociale Reware, attiva dal 2013, che, a livello nazionale, si occupa del reperimento di apparecchiature informatiche dismesse da aziende (pubbliche e private) alle quali fornire una seconda chance. Con Elettronica Solidale, in questo periodo di emergenza, sostiene il diritto allo studio di giovani in difficoltà. Nicolas Denis socio di Reware spiega: “In questa fase ci impegniamo a rigenerare e distribuire gratuitamente computer donati dalle aziende il cui 20% viene consegnato alle scuole che ne faranno richiesta. È compito della scuola individuare le famiglie più bisognose alla quali donarli”. Sempre in Reware è nato il progetto PC4Change attraverso il quale la cooperativa dona ad associazioni, tra cui Legambiente, parte dei proventi di vendita collegati alle apparecchiature rigerenate. Ottimi esempi di come, anche in un momento come questo, è possibile coniugare solidarietà, inclusione sociale ed economia circolare.

Avete anche voi storie simili da raccontare? Fatelo contattandoci all’indirizzo ecco@legambiente.it

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