Viaggio nell’economia civile e circolare. Sesta tappa

In Campania, dove operano molte realtà che coniugano le potenzialità del territorio con opportunità di formazione personale e rinascita sociale/ Nascono i Ri-hub: centri di formazione alla sostenibilità Viaggio nell’economia civile e circolare. Quinta tappaViaggio nell’economia civile e circolare. Quarta tappa a Grottammare

di NOEMI ZURLO

La Campania vive una lunga storia di virtuosismi legati all’Economia Civile. Le prime tracce
risalgono intorno al 1760 quando Antonio Genovesi istituisce la prima cattedra di Economia
nell’Università di Napoli, spiegando come il tema dovesse essere finalizzato al
raggiungimento della felicità pubblica e di un’armonia sociale.
Un territorio dinamico, quello campano, nel quale sono stati istituiti tre Distretti dell’Economia
civile: a Napoli, Pontecagnano e Marcianise. A questi si aggiunge un lavoro intenso
promosso dalla Regione Campania che ha dato vita al primo Osservatorio di Economia
Civile che “intende promuovere lo sviluppo dell’economia civile, quale nuovo modello
economico di produzione e di sviluppo sostenibile”.

Una cornice regionale capace di accelerare i processi di attivazione nei territori partendo dall’incrocio tra fragilità e potenzialità socio-ambientali. La regione vive una vera e propria polarizzazione tra queste due dimensioni: infatti, come emerge dal “Flash Report 2019 su povertà ed esclusione sociale in Italia” promosso da Caritas Italiana, presenta alte percentuali legate alla fragilità sociale soprattutto sul tema della disoccupazione (20,4%) ma al contempo si trova in
vetta alla classifica dei Green Jobs, professioni che coniugano gli aspetti lavorativi alla
sostenibilità ambientale.

Sempre sul tema dell’economia civile a Succivo, in provincia Caserta, all’interno del Casale
di Teverolaccio, è attivo uno dei Ri-Hub del progetto ECCO con attività legate alla
formazione sull’orticoltura e sulla ristorazione green. Nello stesso contesto opera la
Cooperativa sociale Terra Felix, con l’obiettivo di tutelare, promuovere e valorizzare il
territorio. Francesco Pascale, referente del Ri-Hub e collaboratore di Terra Felix racconta:
“Siamo in un contesto che vive un alto degrado territoriale e con la nascita della cooperativa
sociale Terra Felix e del Ri-hub intendiamo perseguire un interesse comunitario
promuovendo uno sviluppo sociale coniugando la solidarietà con la formazione e la
valorizzazione di ogni singolo individuo. Il nome Terra Felix nasce durante le guerre
sannitiche per indicare la prosperità di queste terre e siamo orgogliosi di rivendicare questa
caratteristica nella sua essenza”.
A partire da questo contesto Legambiente ha dato vita a un laboratorio chiamato “Cantiere
Campania” con l’obiettivo di moltiplicare le azioni di sviluppo sostenibile e inclusione sociale.
“È una sfida necessaria in una Regione nella quale si sovrappongono grandi fragilità e
straordinarie potenzialità – dichiara Francesca Ferro, Direttrice di Legambiente Campania –
attraverso il Cantiere intendiamo promuovere nuovi processi sostenibili dal punto di vista
ambientale e sociale”.

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER 

SOSTIENI IL MENSILE