Viaggio nel cuore della terra

Attraverso la sensibilità di voci molto diverse, Carola Benedetto e Luciana Ciliento ricostruiscono una nuova idea di terra. Autentica, viscerale, spirituale e umana. Di tutti

cover del libro "La Terra non è mai sporca"

“Scomporre il concetto di terra”, a partire dalla rivoluzione gentile di Pierre Rabhi, fondatore del movimento Colibris, fino alle parole di libertà e creazione dell’artista Michelangelo Pistoletto. Sono le sensibilità di vari mondi – fra letteratura, arte, agroeconomia, moda, musica, religione, tv, politica – a comporre un’invenzione a più voci sul tema della terra. Abilmente narrata dalle autrici, Carola Benedetto e Luciana Ciliento. Indologa, autrice e regista, la prima; traduttrice e interprete la seconda.

“La terra non è mai sporca”, dice Svami Ma Uma Shakti Ghiri. L’ispirazione di questa monaca induista dà il titolo e pervade le pagine del libro. “Mettere le mani nella terra rende l’essere umano partecipe del suo sforzo vitale”, afferma la religiosa nel suo breve saggio, scritto a quattro mani con Svamini Hamsananda Ghiri. E la rigenerazione spirituale attraverso la natura arriva sulle sponde del fiume Brahmaputra, in India, dove Jadav Payeng ha trasformato un banco di sabbia in una verdeggiante foresta.

Una terra da scalare, come si legge nel contributo dell’alpinista Daniele Nardi. Da attraversare senza limiti né confini, come nel racconto di Beppe Tenti, ideatore e conduttore di “Overland”, su Rai1. Da esplorare fino a sfiorare il cielo, come fa il funambolo Andrea Loreni. La terra che crea e che ricrea se stessa nell’arte e che non smette di sorprendere. Ma anche di offrire occasioni di rigenerazione personale: è il caso del progetto dell’agricoltura nelle carceri di cui parla l’agronomo Paolo Marin.

Un caleidoscopio di sfumature, suoni, visioni che insegna soprattutto il rispetto per la terra: il suolo che abitiamo ci rende parte di qualcosa di unico e ci eleva oltre noi stessi.

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