Viaggio nell’economia civile e circolare. Quarta tappa a Grottammare

Il Ri-hub della cittadina marchigiana, con la sua filiera circolare della moda, è protagonista della quarta tappa /Viaggio nell’economia civile e circolare. Seconda tappa a Cascina Govean /Viaggio nell’economia civile e circolare. Terza tappa nelle cooperative Macramè e Reware

immagine di moda sostenibile

di NOEMI ZURLO

Nel comune di Grottammare, cittadina marchigiana, è nato uno dei Ri-Hub del progetto ECCO. È collocato in un edificio che ospitava una caserma dei vigili urbani e al suo interno si stanno attivando due filiere del riuso dedicate alla riparazione dei vestiti e alla legatoria.

L’amministrazione comunale, sensibile al tema, proprio sulla base di questa sperimentazione, ha espresso inoltre il desiderio di diventare distretto di economia civile, il primo della regione Marche per innestare, in un tessuto fertile nel quale, già dagli anni ‘90 sono attive pratiche partecipative che hanno reso Grottammare un luogo riconoscibile e virtuoso.

La responsabile del Ri-Hub, Kessili De Berardinis, è la protagonista di questo
racconto e ci spiega come il rapporto favorevole con il comune si stia rilevando una
componente importante in questo percorso: “Le Marche sono conosciute per l’antica tradizione delle arti manuali  e le due filiere di questo ri-hub riprendono questa caratteristica; quella della riparazione di vestiti è forse la più sentita poiché riafferma come la scelta di abbandonare il fast fashion non sia una convenzione del momento ma un’azione fondamentale per tutelare l’ambiente e garantire un mercato più equo e solidale. Le scelte che attuiamo nel quotidiano hanno sempre un impatto sul nostro pianeta. Spetta a noi scegliere quelle meno incisive e attraverso la filiera del tessile circolare desideriamo promuovere una moda più sostenibile, con l’obiettivo di informare e sensibilizzare le persone sull’impatto che l’industria tessile lineare ha sull’ambiente e sui lavoratori.”

All’interno degli spazi associativi saranno attivati due corsi di formazione abbinati alle
filiere e, ad affiancare Kessili, saranno, tra gli altri, le due imprenditrici di E’ Etico, una realtà “civile” che crea capi d’abbigliamento realizzati con tessuti naturali la cui colorazione è realizzata materie prime di origine vegetali. A loro sarà affidato e sono un corso di sartoria finalizzato all’insegnamento delle basi del mestiere a persone in condizione di fragilità e, più diffusamente, a persone curiose di apprendere quella che, abbinata alle tematiche ambientali, è una vera e propria arte connessa al restyling e al riciclo di vecchi capi di abbigliamento.

Della rete territoriale di ECCO fanno parte anche altre tre realtà che si occupano di
fragilità sociali ed economia circolare: SIPROIMI, un sistema di protezione per
richiedenti asilo e per minori non accompagnati, l’Istituzione Povera Costante Maria
che organizza e gestisce doposcuola e centri educativi gratuiti per le famiglie con difficoltà economica e l’associazione 43° parallelo new entry che ha scelto di bussare alle porte del ri-hub per condividerne gli spazi e sviluppare idee per il riuso creativo attraverso oggetti di recupero.

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