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Vesuvio fish, operazione datteri di mare a Castellammare di Stabia

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Trovati con le mani sui datteri di mare, già serviti e pronti ad essere mangiati crudi. Un blitz in piena regola, con uomini e mezzi impegnati sera e notte, per setacciare i ristoranti dell’area vesuviana. È stata chiamata Vesuvio Fish, l’operazione condotta dalla Guardia Costiera di Castellammare di Stabia che ha individuato addirittura il prelibato e vietato mollusco già servito nei piatti di un ristorante tra Poggiomarino e San Giuseppe Vesuviano. Un caso davvero inedito, anche per chi dà la caccia ai datterari da anni. Il dattero viene prelevato distruggendo i fondali della penisola sorrentina. Da anni una organizzazione criminale cerca di sfuggire ai controlli delle forze dell’ordine per portare avanti un giro di affari illegale di milioni di euro.
I controlli hanno accertato che è proprio l’entroterra vesuviano il terreno fertile dove i componenti dell’organizzazione, attraverso una rete capillare di distribuzione, fanno arrivare il prezioso mollusco, il cui “cruditè”, come accertato, arriva ad essere pagato anche ben oltre le 120 euro.
I controlli proseguiranno nei prossimi giorni. I militari, grazie ad un’accurata indagine sui social, alla ricerca di foto, profili e locali, hanno identificato centinaia di consumatori di datteri di mare, provenienti anche da fuori regione. Ora si apprestano a passare al setaccio molte attività ristorative. Nel mirino anche alcuni locali rinomati e consigliati da riviste enogastronomiche.
“Si mira a colpire la domanda per far calare la richiesta così da poter mandare in “stallo” l’organizzazione dedita a tali traffici- sottolinea Ivan Savarese, comandante della Capitaneria di Porto di Castellammare di Stabia- In questi mesi abbiamo sequestrato una tonnellata di datteri di mare, oltre che attrezzature e risorse strumentali per un valore di migliaia di euro. I danni inferti all’organizzazione criminale sono stati ingenti, tanto da costringerla a dedicarsi ad altre attività illecite per racimolare proventi e risorse, come quella della raccolta di frodo delle “Vongole veraci” di Rovigliano”.
Nel blitz di venerdì notte sono state individuate anche diverse partite di vongole provenienti da Rovigliano, uno scoglio che si trova davanti alla foce del fiume Sarno, in una zona contamitana da inquinanti fecali e chimici ben oltre la norma.

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