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La via verso il Grab

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Un altro grande raccordo anulare a Roma. Stavolta però per le bici. Si tratta del Grab ed è un progetto che ha messo insieme Legambiente, Velolove, Touring club Italia, Parco regionale dell’Appia antica e molte altre associazioni. Un percorso ciclopedonale che si sviluppa per 44 chilometri nella città di Roma e che unisce fra loro Colosseo, San Pietro, Trastevere e il centro storico, la Galleria Borghese, l’Auditorium e tantissimi altri punti di interesse. Attraversa parchi e inaspettati paesaggi bucolici, costeggia i fiumi Tevere, Aniene, Almone. Il percorso, tutto pianeggiante, si snoda principalmente lungo vie pedonali e ciclabili, ville storiche e argini fluviali: il 70% del tracciato, 30 chilometri, già esiste ma ha bisogno di una maggiore messa in sicurezza. «Il Grab non è solo una ciclabile – spiega il responsabile Aree urbane di Legambiente, Alberto Fiorillo – Come l’Highline di New York e la ciclovia del Danubio hanno costruito un nuovo immaginario dei luoghi e nuova ricchezza creando un diverso stile di mobilità, così il Grab propone una lezione itinerante di storia che parte dal 300 a. C., dall’Appia Antica, e arriva all’architettura contemporanea di Zaha Hadid e alla street art del Quadraro e di Torpignattara». Per promuovere questo progetto l’8 maggio a Roma si terrà l’Appia day, un evento che vedrà la partecipazione di cittadini, associazioni, musicisti, storici, attori, appassionati di trekking e di tour in bici: tutti insieme per festeggiare l’Appia antica chiusa al traffico e piena di attività per grandi e piccoli.
La creazione del Grab va di pari passo con l’imprescindibile pedonalizzazione dell’Appia antica, una storia che dura da 50 anni. Il 16 dicembre 1965, dopo il vincolo a parco pubblico dell’area che va da Porta San Sebastiano ai confini del territorio comunale deciso dal ministero dei Lavori pubblici, il presidente della Repubblica Saragat firma il Dpr che rende inedificabili le aree attigue alla Regina Viarum “per il loro alto valore archeologico e paesaggistico”. Crea così le premesse per la nascita di un ininterrotto museo a cielo aperto della Roma antica, dalla Colonna Traiana ai Castelli romani: un enorme cuneo verde e monumentale di oltre 18 chilometri. La coronazione di un sogno per intellettuali, storici e politici della Capitale, fra cui Antonio Cederna, Italo Insolera, Leonardo Benevolo e sindaci come Giulio Carlo Argan e Luigi Petroselli.
Il Grab è la prima azione per trasformare l’Appia Antica da arteria per lo scorrimento del traffico cittadino a museo archeologico a cielo aperto, ma non sarà l’unica secondo gli organizzatori. Da piazza Venezia il percorso monumentale ingloba i Fori, il Colosseo, il Palatino, il Circo Massimo, le Terme di Caracalla, Porta San Sebastiano e le Mura Aureliane, le Catacombe di San Callisto e di San Sebastiano e poi via via il parco della Caffarella, quello degli Acquedotti e tutte le altre testimonianze lungo la strada romana.
L’auspicio dei sostenitori del “Grande raccordo anulare per le bici” è la realizzazione di un corridoio green a Roma che porti alla rigenerazione urbana dei quartieri, molti dei quali periferici. Si tratta di un’infrastruttura leggera, low cost e ad alta redditività economica e culturale: porterebbe infatti alla creazione di green jobs grazie alla riqualificazione sociale di aree spesso ai margini delle politiche di riconversione urbana. Un progetto che potrà diventare una fonte di introito per il Comune vista la forte attrattiva turistica sui cicloviaggiatori, sugli appassionati di trekking urbano ma anche sui turisti tradizionali che potrebbero visitare la Città eterna più facilmente e in maniera più economica. «Rendere Roma città bike friendly, valorizzare la bici come mezzo di trasporto e come mezzo di comunicazione – aggiunge Fiorillo – significa attrarre più giovani nella Capitale».
Il ministro dei Trasporti e delle infrastrutture Graziano Delrio ha da subito appoggiato il progetto del Grab, che attingerà le risorse dalla legge di stabilità approvata a dicembre. Sono stati infatti destinati 91 milioni di euro per ciclovie turistiche, velostazioni presso le stazioni ferroviarie e zone Trenta nelle città. Sono tre gli interventi prioritari individuati dal governo: il Grab, la ciclovia Ven.To fra Venezia e Torino e la ciclovia Verona-Firenze. Il futuro, a due ruote, pedala.

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