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Cop26, c’è l’accordo sul carbone ma prevede la “riduzione” invece dell’eliminazione graduale

Si lancia un segnale sulla fine dell’era dei fossili ma c’è il disappunto di molti Stati perché India e Cina ottengono una modifica nella dichiarazione finale, che si chiamerà Glasgow Climate Pact. Legambiente: “L’Accordo è inadeguato anche se mantiene vivo 1.5 °C”

Cop26, accordo al ribasso sul carbone: riduzione graduale invece di eliminazione graduale

Nel testo finale della Cop26 di Glasgow si parla di «Phase down» del carbone, invece di «Phase out», la parola “eliminazione graduale” viene dunque sostituita con “riduzione graduale”. Una modifica dell’ultimo minuto chiesta e ottenuta da India e Cina che indeboliscono così la dichiarazione finale che si chiamerà Glasgow Climate Pact.

delegato dell'India alla Cop26
delegato dell’India alla Cop26

Forte disappunto espresso dalla delegata della Svizzera e da altri delegati. Le Isole Marshall e le Isole Fiji hanno manifestato stupore e delusione per il fatto che, nonostante gli fosse stato detto che non potevano riaprire l’accordo è stato riaperto e modificato. Il delegato del Messico ha affermato: “Siamo stati messi da parte da un processo non inclusivo e non trasparente”. Il delegato del Liechtenstein ha affermato di essere “profondamente deluso”. “Ma per il bene più grande dobbiamo ingoiare questo boccone amaro”. Il delegato di Antigua e Barbuda, parlando a nome di molti Paesi in via di sviluppo, ha chiesto che sia registrato il loro “lamento” per la mancata creazione di una struttura per “loss and damage”, un meccanismo formale per la consegna di fondi alle nazioni colpite dagli impatti climatici. Ha detto che il gruppo aveva considerato di chiedere modifiche al testo finale, ma non lo ha fatto per raggiungere un accordo.

Il presidente della Cop26, Alok Sharma si è commosso mentre si è scusato del cambiamento sul carbone. “Capisco la profonda delusione, ma è fondamentale proteggere questo pacchetto”. “Questo pacchetto definisce la rotta affinché il mondo mantenga le promesse fatte a Parigi”, ha affermato Alok Sharma. “Penso che possiamo dire in modo credibile che 1,5 °C è vivo. Ma il polso è debole“, “la storia è stata fatta qui a Glasgow”. “Questo è un vero progresso nel mantenere 1,5 a portata di mano”, “rimane un abisso tra gli obiettivi a breve termine e ciò che è necessario per raggiungere l’obiettivo di Parigi. Quel lavoro deve iniziare ora”. Alok Sharma, ringraziando tutte le persone che hanno reso possibile il vertice, ha aggiunto: “Questo processo multilaterale può dare risultati”.

Il commento di Legambiente all’accordo finale della Cop26 di Glasgow

L’Accordo di Glasgow è inadeguato a fronteggiare l’emergenza climatica soprattutto per le comunità più vulnerabili dei paesi poveri, ma si mantiene ancora vivo l’obiettivo di 1.5°C”. Così Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente commenta l’intesa firmata a Glasgow che per l’associazione ambientalista non è delle migliori. “Tra i punti dolenti – continua Ciafani – c’è la questione cruciale dell’abbandono dei combustibili fossili affrontata in maniera inadeguata, anche se la loro strada è ormai segnata. E il fatto che non sia stato fatto nessun passo in avanti sulla creazione del fondo Loss and Damage Facility per aiutare i paesi poveri a fronteggiare la crisi climatica, e sui cui a Glasgow è mancato un forte impegno da parte dell’Europa. Per fronteggiare la crisi climatica e per centrare l’obiettivo di 1.5°C è fondamentale che tutti i paesi più avanzati, a partire dall’Italia, aumentino al più presto i propri impegni di riduzione delle emissioni climalteranti e garantiscano un adeguato sostegno finanziario all’azione climatica dei paesi più poveri”

Il nostro podcast dedicato a Glasgow: fallimenti e passi in avanti della Cop26

Ascolta “Il clima che cambia – speciale Cop26” su Spreaker.

Le ultime fasi dei negoziati

Cop26, la terza bozza mantiene l’obiettivo di limitare il riscaldamento globale a 1,5 °C

Una terza bozza del documento finale del vertice sul clima Cop26 ha mantenuto le risoluzioni chiave per perseguire i tagli delle emissioni di gas serra in linea con l’aumento della temperatura globale a 1,5°C.

Cop26, la seconda bozza: passi indietro sui fossili e in avanti per la roadmap a 1,5 °C

Retrofront sul tema dell’abbandono dei combustibili fossili, ora previsto solo per i sussidi inefficienti e per le centrali senza CCS.

All’alba del 12 novembre è stata diffusa una nuova bozza di Accordo, in cui si registrano passi indietro sul tema dell’abbandono dei combustibili fossili, novità principale della bozza pubblicata due giorni fa.

Al ventesimo punto del documento, il nuovo testo recita “La Conferenza invita le parti ad accelerare lo sviluppo, lo spiegamento e la diffusione di tecnologie e l’adozione di politiche per la transizione verso sistemi energetici a basse emissioni, anche aumentando rapidamente la produzione di energia pulita e accelerando l’abbandono graduale dell’energia a carbone non abbattute e dei sussidi inefficienti per i combustibili fossili”. In sostanza, il phase-out (l’abbandono graduale) dei sussidi alle fossili è previsto solo per i sussidi inefficienti e il phase-out dal carbone solo per le centrali “unabated” ossia senza CCS (cattura e sequestro del carbonio. Uno stoccaggio sottoterra, in giacimenti di idrocarburi esauriti o in formazioni rocciose ndr). Sarà possibile quindi continuare a bruciare carbone, a patto di ridurne il rilascio di gas serra nell’atmosfera. Così come sarà possibile continuare a dare sussidi ai combustibili fossili eliminando solo quelli inefficienti.

La bozza precedente invece, pubblicata il 10 novembre, recitava: “la Conferenza invita le parti ad accelerare la graduale eliminazione del carbone e dei sussidi per i combustibili fossili”, e lasciava pensare a una decisione definitiva.

Passi in avanti invece nei paragrafi 27 e 29 della CMA che nei fatti prevedono la roadmap per ridurre ulteriormente le emissioni in linea con 1.5°C.

Si legge che la Conferenza delle parti:

  • riconosce che gli impatti del cambiamento climatico saranno molto più bassi all’aumento della temperatura di 1,5 °C rispetto ai 2 °C e decide di proseguire gli sforzi per limitare l’aumento della temperatura a 1,5 °C;
  • riconosce inoltre che limitare il riscaldamento globale a 1,5 °C richiede riduzioni rapide, profonde e sostenute delle emissioni globali di gas serra, compresa la riduzione delle emissioni globali di anidride carbonica del 45% entro il 2030 rispetto al livello del 2010 e allo zero netto intorno alla metà del secolo, così come profonde riduzioni di gas serra non contenenti anidride carbonica;
  • riconosce che ciò richiede un’azione accelerata in questo decennio critico, sulla base delle migliori conoscenze scientifiche disponibili e dell’equità, riflettendo le responsabilità comuni ma differenziate e le rispettive capacità e nel contesto di uno sviluppo sostenibile e degli sforzi per sradicare la povertà;
  • Invita le Parti a prendere in considerazione ulteriori azioni per ridurre entro il 2030 le emissioni di gas non-carbonio e le emissioni di gas a effetto serra diversi dal biossido di carbonio, compreso il metano.

La strada è ancora lunga per decidere sui sostegni ai Paesi più poveri, che vogliono più soldi di quelli proposti, e sulla redazione del Rulebook.

Leggi anche:

Cop26, istruzioni per l’uso

Cop26, entro 2030 stop a deforestazione e meno 30% emissioni di metano

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Nata nel 1979. è la voce storica dell'informazione ambientale in Italia. Vedi qui la voce sulla Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/La_Nuova_Ecologia

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