Verde Gozo

È la seconda isola per dimensioni dell’arcipelago maltese. Finora ha “resistito” al boom della vicina Malta, dove insieme al numero di turisti continua a crescere il cemento.
Ma incombe lo spettro di un tunnel stradale di 13 km

Gozo, Costa Nord

All’ora del tramonto, dall’alto delle imponenti mura della cittadella di Victoria, lo sguardo abbraccia quasi per intero l’isola di Gozo. Il panorama è segnato dal verde dei campi e dalle grandi cupole chiare delle chiese dei villaggi gozitani. Il blu profondo del Mediterraneo fa capolino al termine delle profonde vallate.
L’isola è la seconda per dimensioni dell’arcipelago maltese (67 chilometri quadrati contro i 246 della vicina Malta), ma in questo paesaggio soprattutto agricolo gli abitanti sono un decimo di quelli che popolano l’isola vicina. Negli ultimi anni il boom economico dello Stato maltese è stato forte e l’incremento del turismo ha portato a un notevole sviluppo delle costruzioni sull’isola principale, che per ora non si è verificato a Gozo. Anzi, visti i pro e i contro dello sviluppo troppo veloce di Malta, i gozitani ci tengono a sottolineare che “Gozo non sarà una copia di Malta”. Le stesse parole le ha ribadite con forza, nel corso di un’intervista al quotidiano The Malta Independent, anche Justyne Caruana, che nel governo maltese ha l’incarico di ministro per Gozo. E che da qualche tempo ha concentrato i suoi sforzi su una pianificazione sostenibile dello sviluppo dell’isola più verde dell’arcipelago.
«Si viene a Gozo per vivere un’esperienza di immersione nel paesaggio naturale e rurale caratteristico dell’isola – spiega Caruana – e la nostra missione è lavorare a uno sviluppo che conservi le caratteristiche della nostra terra, apprezzate in tutto il mondo, tanto che Gozo ha ricevuto più volte il premio “Green destinations” dell’Itb di Berlino, che segnala le mete più verdi del Mediterraneo. Ecco perché siamo interessati ai numeri del turismo ma ancora di più alla sua qualità». Tra i punti centrali del lavoro di pianificazione, che ha come orizzonte temporale il 2030, c’è il tema del progressivo abbandono dei mezzi di trasporto più inquinanti. «L’idea di decarbonizzazione dell’isola – riprende il ministro – è parte della nostra strategia a lungo termine e i suoi passi sono l’introduzione degli autobus elettrici, l’acquisto di auto ibride o elettriche per la pubblica amministrazione, la creazione di parcheggi di scambio dove lasciare le vetture per passare al mezzo pubblico, la realizzazione di aree verdi e chiuse al traffico privato». Nel frattempo sono stati aumentati i punti di ricarica per le auto elettriche e sono allo studio incentivi per i privati che decidono di passare a vetture meno inquinanti.

Victoria Cittadella

Se a Malta i lungomare sono spesso segnati dalle imponenti strutture dei grandi alberghi, l’agriturismo (con l’affitto di strutture in campagna che facevano parte in passato di fattorie tradizionali) è una tipicità gozitana a cui si stanno aggiungendo molti piccoli bed & breakfast (spesso aperti da operatori italiani). Oltre a sviluppare la ricettività di piccole dimensioni, dice ancora Justyne Caruana, «abbiamo l’intenzione di promuovere sempre di più le attività sostenibili all’aria aperta, che qui sono possibili per buona parte dell’anno: arrampicata, escursionismo, canoa di mare e immersioni. Tutti sport che si sposano perfettamente con il profilo roccioso dell’isola, le sue valli e la sua economia blu».

 Gozo, Saline Di Xwejni

Anche per Cornil Wambergue, direttore di Gozo adventures, l’idea di un’isola dedicata a forme di turismo sostenibile deve essere la chiave dello sviluppo turistico. Dal 2006 Cornil vive sull’isola e conosce (e promuove) trekking, arrampicata, kayak e praticamente tutte le altre attività all’aria aperta senza motore. «Non abbiamo bisogno di turismo di massa, anzi, se pensiamo al futuro dobbiamo fare di tutto per evitare le ondate di visitatori mordi e fuggi, come quelle legate al turismo delle crociere. Numeri di quel genere potrebbero essere letali per Gozo, senza considerare che quel tipo di business in genere lascia molto poco alle economie locali». Soggiorni in piccole strutture, di qualche giorno di durata, a contatto con la tradizione locale sono l’opzione da sostenere. «Molti dei nostri visitatori, provenienti da tutta Europa – continua Wambergue – a Malta non si fermano neanche, passano tutte le loro ferie qui». In un’isola quasi desertica come Gozo, dove il clima estivo è decisamente caldo e arido, è fondamentale il lavoro di recupero delle strutture legate alla raccolta dell’acqua piovana, «che verranno restaurate, insieme alla rete di muretti a secco tradizionali, durante l’intervento di bonifica e ripristino di dodici vallate di Gozo appena finanziato dall’Unione Europea», puntualizza il direttore di Gozo adventures. Da ognuno dei borghi dell’isola basta in genere una breve camminata per raggiungere una valle che scende verso il mare e molti di questi percorsi – come quello che corre lungo la costa nord dell’isola, nella zona delle saline di Xwejni e dell’arco naturale di Wied il Mielah – sono molto piacevoli e vengono frequentati da turisti di tutta Europa.
Anche se le idee sullo sviluppo green dell’isola sembrano molto chiare, rimane da affrontare un tema molto importante che bussa alle porte: la realizzazione di un tunnel stradale lungo 13 chilometri che dovrebbe collegare Malta e Gozo, il cui progetto è sostenuto dai principali partiti politici maltesi e anche, secondo i sondaggi, da un’ampia percentuale di gozitani. Finora il collegamento è garantito da un servizio di ferry, e questo è sempre stato un freno all’afflusso di mezzi di trasporto sul territorio di Gozo. La galleria in progetto, che secondo le stime potrebbe essere aperta al pubblico nel 2024, avrebbe certamente l’effetto di semplificare la vita dei gozitani (molti dei quali lavorano sull’isola vicina) ma aumentarebbe vistosamente il traffico sulla piccola isola. Mentre si progettano i cantieri, il ministero per Gozo lavora sugli studi di impatto ambientale: la sfida sarà quella di limitare gli effetti del tunnel sulla piccola isola, mettendo in campo progetti virtuosi. «È chiaro che per ottenere l’appoggio dei gozitani a queste strategie a lungo termine sarà necessaria la massima collaborazione e condivisione – conclude con ottimismo Justyne Caruana – ma siamo certi che questa sia la strada giusta da seguire per salvaguardare e conservare l’anima verde della nostra piccola isola».l
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gozoadventures.com