Vegan: una scelta vincente per gli atleti

Dal “figlio del vento” Carl Lewis al pilota di Formula Uno Lewis Hamilton, dalla regina del tennis Serena Williams al campione del ring Mike Tyson. Storie di chi ha deciso
di passare a un’alimentazione senza carne. Vivendo meglio e continuando a portare a casa trofei ICONA recensioniUn calcio alla carne

 

foto di Hamilton con il suo cane

Carl Lewis, “il figlio del vento”, nove volte medaglia d’oro alle Olimpiadi e otto volte campione del mondo di atletica leggera. Uno dei più grandi atleti della storia. Lewis Hamilton, cinque volte campione del mondo di Formula Uno e campione in carica. Due campioni di velocità, con un nome e un cognome curiosamente invertiti. Ma non solo: anche due amanti degli animali, entrambi vegani. “Ho scoperto che un atleta non ha bisogno di proteine animali per essere un atleta di successo – dichiarava nel 1990 Carl Lewis – Il mio miglior anno nelle competizioni di atletica leggera è stato quando mi sono convertito al veganismo”. E lo stesso vale per tanti altri grandi nomi dello sport mondiale.
Chi per scelta etica o salutistica, chi per entrambe le motivazioni, sono molti gli sportivi ad aver scelto un’alimentazione vegana, a ulteriore riprova, qualora servisse ancora, di come non sia solo un toccasana per la salute ma anche una mossa vincente. Ad esempio è stato proprio il medico delle sorelle Venus e Serena Williams, le famose tenniste, a consigliare loro un’alimentazione totalmente vegetale per tornare ai vertici delle classifiche mondiali.
La scelta etica ha guidato anche l’ultramaratoneta Scott Jurek, che ha battuto il record mondiale delle 2.189 miglia (3.500 km) dell’Appalachian trail negli Stati Uniti, percorrendole in 46 giorni, 11 ore e 20 minuti.
Gli atleti vegani per etica sono più di quelli che si possa pensare, anche in Italia. Manuel Comandini è un triatleta. Vegano dal 2012, ha partecipato con successo a molte gare di triathlon e degli iron man (gara di triathlon estrema, ndr) dichiarando più volte che corre per dar voce agli animali (suo l’hasthag #corroperglianimali). Mirco Bergamasco è invece uno dei rugbisti italiani più forti e conosciuti a livello internazionale. Con le sue 17 mete è il miglior specialista azzurro in attività e il nono in assoluto nella storia del rugby italiano (a pari merito con Ivan Francescato). Anche lui è vegano per scelta etica e visti i suoi 90 kg di muscoli siamo abbastanza sicuri che a lui nessuno chieda dove prende le proteine. Certamente è una domanda che nessuno farebbe a Mike Tyson. Ebbene sì, dal 2009 Iron Mike, uno dei pugili più conosciuti e forti al mondo, è vegano. Anche nel suo caso è stato proprio l’amore per gli animali – nello specifico i piccioni, di cui si prende cura fin da piccolo – a portarlo a questa scelta. E questo fa riflettere anche su come si possa cambiare radicalmente nella vita, visto il turbolento passato dentro e ancora di più fuori dal ring del campione di boxe.
Restando negli Stati Uniti non possiamo non citare il cestista Nba Kyrie Irving, campione nel 2016 con i Clevaland Cavaliers, e il gigantesco Patrick Boumanioun, che detiene il record mondiale per aver trasportato 550 kg per 10 metri. Quest’ultimo, vegano e attivista, ha prestato volto e muscoli per molte campagne a favore degli animali.
Infine, una bella storia che merita di essere conosciuta è quella di Atanas Georgiev Skatov, ecologista, scienziato e alpinista. Proprio per dimostrare quanto quella vegan sia una scelta meravigliosa per la salute nostra, del pianeta e dei nostri amici animali, nel 2011 Skatov ha deciso di scalare tutte le vette più alte del mondo definendosi “alpinista vegan”. È riuscito a compiere l’impresa in meno di due anni ed è stato il primo vegano a mettere piede sull’Everest.l