Vazapp è il primo hub rurale in Capitanata

Una comunità fatta di giovani contadini, professionisti e non, che vuole rilanciare il settore agricolo. A partire dalla promozione del territorio attraverso le persone e le loro storie

Vazapp Vazapp.

di Antonio Bianco

Va zapp. In dialetto foggiano è una locuzione dispregiativa rivolta a chi non può fare altro nella vita che andare a zappare la terra. Come se sporcarsi le mani nelle campagne fosse qualcosa da cui fuggire e l’utensile zappa qualcosa di cui vergognarsi. Ma oggi c’è chi ribalta questi concetti per dare la giusta dignità a chi decide di restare o tornare a lavorare nei campi. Giuseppe Favino, nato a San Giovanni Rotondo, a un certo punto del suo percorso professionale decide di lasciare il posto fisso per fondare il primo hub rurale in Capitanata: Vazapp, appunto. Una comunità fatta di giovani contadini, professionisti e non solo, che ha l’ambizione di rilanciare il primo settore dell’economia, quello agricolo. Come? Tramite un percorso innovativo di promozione del territorio attraverso le persone e le loro storie.
«Il nostro obiettivo – spiega Favino – è far uscire dalla solitudine in cui vivono i nostri agricoltori, che quasi mai comunicano fra loro. Ognuno è chiuso nel proprio orticello, senza capire che oggi nella competizione globale bisogna dialogare, far fronte tutti insieme alle continue sfide che ci vengono proposte. Il nostro è un lavoro duro, che lascia poco tempo, ma in questo tempo libero organizziamo cene sociali in cui ci si confronta e ci si scambiano idee e proposte». Vazapp è una novità assoluta nel panorama italiano, grazie ai modelli messi in campo di social innovation, fra cui “contadinner” e “filiera colta” (marchi registrati), che altro non sono che cene itineranti di ascolto e attività culturali nei poderi e nelle aziende rurali.
L’ultima “contadinner” si è tenuta poche settimane fa a Bari, per la precisione nella masseria “Parco donna Antonietta Localzo” di Rutigliano, dove sono stati chiamati a raccolta venti imprenditori agricoli per dare il via a un nuovo percorso di cooperazione. “Da agricoltori chiamati a raccolta ad agricoltori invitati ad accogliere” è lo slogan più usato da questa comunità, che cresce giorno dopo giorno. Con le “contadinner” tematiche, sostenute dalla Regione Puglia, si vuole dare un senso nuovo al concetto di formazione: fuori dalle aule accademiche, direttamente nelle masserie dei contadini. Lo scopo è superare quella forma di solitudine tipica del lavoro dei campi e creare occasioni di confronto e apprendimento. Perché allora il cibo? «Il nutrimento racconta un territorio e le sue tradizioni – risponde Giuseppe Savino – È il più naturale attivatore di relazioni, perché nelle nostre cene le persone si sentono a proprio agio e in questo modo si riesce ad abbattere ogni forma di diffidenza».
Insomma, facilitare la creazione di fiducia fra i partecipanti con un approccio di tipo orizzontale (bottom-up), stimolare la cooperazione e la creazione di flussi di conoscenza positivi. Ma non solo. “La mappatura dei soggetti consentono a Vazapp di essere un soggetto rilevante – è scritto sulla pagina Facebook della comunità – portatore di interesse delle comunità che ascolta e detentore di informazioni aggiornate e organizzate per lo sviluppo di iniziative di policy e imprenditoriali”. Ed è proprio grazie a questi modelli e format, conclude Favino, «che Vazapp si configura come un unico soggetto capace di operare e ottenere i risultati in questo senso, con grandi possibilità di applicazione nei diversi settori produttivi».l

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