Più valore alla prossimità pedonale

Sempre di più gli annunci immobiliari assegnano buoni punteggi alle case dalle quali è più facile raggiungere a piedi i servizi, premiando la prossimità / Città vivibili/ La bellezza della sostenibilità / La buona strada. La Nuova Ecologia di giugno

17/05/2020,Genova, la nuova pista ciclabile. Nella foto, operai di ASTER tracciano la segnaletica della ciclabile in Corso Italia, ciclisti di lato

di ELENA COMELLI

Città pedonalizzate, ciclabili, respirabili. La parola d’ordine è riconversione delle strutture produttive dismesse, riconquista degli spazi interstiziali all’utilizzo collettivo o al verde, sviluppo dei mezzi pubblici su rotaia. Su queste premesse cresce l’economia della prossimità e arretra lo sprawl urbano. «A Stoccolma come a Manhattan, i prezzi delle case salgono in relazione alla possibilità di raggiungere a piedi scuole, ristoranti, parchi e mezzi pubblici», fa notare Alexander Ståhle, l’architetto e urbanista svedese che per primo ha steso una mappa dei “sociotopi”, ovvero degli spazi pubblici, come i parchi o le piazze, che presentano un alto valore sociale nel loro utilizzo da parte dei cittadini. Basta aprire un annuncio immobiliare di qualsiasi grande città per capire cosa intende Ståhle: un buon punteggio sulla scala dell’accessibilità pedonale (walkability score) viene spesso certificato e presentato ai potenziali acquirenti come un elemento importante ai fini della valutazione dell’immobile. Il mercato ha già incorporato l’economia della prossimità. Il grado di accessibilità pedonale è un dato utilizzato sempre più spesso anche per misurare l’attrattività delle aree urbane. In base a un’analisi spaziale condotta dallo studio di Ståhle, su 7.000 vendite di appartamenti a Stoccolma per conto della municipalità, risulta evidente l’importanza fondamentale delle distanze pedonali o ciclabili dai trasporti pubblici per stabilire il valore di un’area, mentre la prossimità alle vie d’accesso automobilistiche non riveste alcuna rilevanza. Anzi, il traffico automobilistico è considerato uno dei principali demeriti, anche dal punto di vista sanitario. Nel caso della pandemia di Covid-19, ad esempio, si è visto che una crisi sanitaria ha più facile presa dove la qualità dell’aria lascia a desiderare. In base alle stime dell’Oms, oltre la metà della popolazione urbana mondiale è esposta a livelli di inquinamento atmosferico almeno 2,5 volte superiori agli standard di sicurezza, all’origine di circa sette milioni di morti premature ogni anno. Eppure in molte città le strutture urbane legate alle auto sono pesantemente sovvenzionate e l’enorme spazio occupato dai parcheggi ha una priorità più alta delle piste ciclabili o dello spazio pedonalizzato. Ma anche questo sta cambiando. 

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