“Va così”: pregiudizi e apparenze in scena

Personaggi “al limite” e “ordinary people” si incontrano, scontrano e confrontano al parco: o almeno ci provano. L’atto unico della compagnia “La notte porta consiglio” torna  il 16 e 17 febbraio a Roma

La compagnia La Notte Porta Consiglio

La scenografia di Va così, atto unico della giovane compagnia “La notte porta consiglio”, propone subito indizi ed elementi essenziali dello spettacolo. Una panchina centrale, attrattore dei movimenti degli attori e punto focale dello sguardo degli spettatori. Un lampione che, in disparte, indirizza l’attenzione dei più curiosi verso la targa di titolazione del parco a Baruch Spinoza e Arthur Schopenhauer. Tutto si sviluppa intorno a questi assi di riferimento, nel rispetto di unità di luogo e di tempo. L’azione, frazionata in vari quadretti, riprende realisticamente la varietà umana che frequenta in momenti diversi gli stessi spazi verdi pubblici, tra i pochi luoghi rimasti a disposizione per accomunare le più disparate esistenze.

In sottofondo, leggibile ed esplicitata nelle considerazioni finali, la filosofia dell’umanità che ha ispirato l’autore e regista Francesco Ziccardi. Tradotta in scena con ritmo in crescendo e buona tecnica dagli attori, lo stesso Ziccardi e i via via sempre più caldi ed efficaci Lisa Bueti e Davide Muntoni. Il tutto secondo le modalità teatrali della commedia italiana, in grado di castigare con il riso i più pigri costumi mentali.

 “Siamo stati educati al pregiudizio e al fidarci solo delle apparenze. Abbiamo già troppi problemi, non abbiamo tempo per fermarci a capire, ad entrare in profondità alla questione”. Questo è lo spunto di riflessione all’origine, svolto in situazioni che vedono confrontarsi un piccolo ma significativo campione di fauna umana. Sostenitori vegan e fautori del “meno carne ma rispettosa”. Uomini senza casa e senza compagnia, alle prese con una bottiglia da svuotare e un posto vuoto con cui dialogare nel ricordo di una mancanza definitiva. Lettori nevrastenici curiosi delle telefonate altrui apparentemente cariche di ambiguità. Poliziotti e signori dalla denuncia facile in nome della tranquillità. Assistenti sociali che provano a leggere e problematizzare la realtà, con l’aiuto di buone letture filosofiche, contro conduttrici televisive dalla spiegazione colpevolizzante precotta.

Ma non ci sono solo personaggi rinchiusi nelle proprie ferme convinzioni. C’è qualcuno che ha ancora voglia di aprire gli occhi al mondo: si tratterà di Saverio, un bambino di sette anni e mezzo (quasi otto, come ci tiene a far notare). Dalle sue domande e dalle difficili risposte ricavate dall’adulto che lo accompagna potrà forse venire qualche morale utile a lui e agli spettatori. Siamo in grado di superare le diffidenze verso l’ignoto con spirito da “bambino” e cominciare piuttosto a diffidare del(l’apparentemente) noto?

Dato che lo svolgersi dello spettacolo evoca l’eterna e quindi sempre moderna metafora della Commedia Umana, una risposta e uno spunto vogliamo trovarli proprio nella citazione di un personaggio de La commedia umana di Saroyan (Marcos y Marcos, 1999), l’insegnante di storia Miss Hicks: “Io mi sforzo di far sì che i miei ragazzi si comportino con onore. Di come appaiono in superficie non me ne importa nulla. Non mi faccio impressionare né dalle buone né dalle cattive maniere, l’importante è quel che c’è dietro. Che sia ricco o povero, brillante o impacciato, genio o semplicione, per me fa lo stesso, quel che conta è la sua umanità.”

E’ ancora possibile mettere alla prova il proprio sguardo verso gli altri, grazie al prossimo spettacolo di “Va così”, il 16 e 17 febbraio, alle 21,30, presso il Nuovo Cinema Palazzo, Piazza dei Sanniti 9/a, Roma, tutte le informazioni sullo spettacolo e sulla compagnia online su https://www.facebook.com/notteportaconsiglio/   http://lanotteportaconsiglio.simplesite.com/