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L’uragano Mediterraneo si abbatte su Sicilia e Calabria. Da inizio anno in Italia 113 eventi estremi

Allerta rossa nelle due regioni. A Scordia, in provincia di Catania, un morto. Concreto il rischio di alluvioni, frane e smottamenti nelle due regioni. L’appello di Legambiente: “L’Italia approvi subito un piano nazionale di adattamento al clima”

Allerta rossa in Sicilia e Calabria in balia dell’uragano “Mediterraneo” che sta provocando piogge torrenziali, allagamenti nelle strade e gravi danni ad abitazioni e infrastrutture. Sempre più concreto il rischio di nuove alluvioni, frane e smottamenti. In sole 48 ore sulla Sicilia sono cadute le piogge di un semestre. Epicentro dell’uragano, ribattezzato anche “Medicane”, acronimo di “Mediterranean Hurricane”, al momento è Catania, dove c’è un morto accertato a Scordia e dove a causa degli ingenti allagamenti è stata disposta la chiusura di scuole, parchi e cimiteri. Situazione critica anche a Trapani, dove i Vigili del Fuoco hanno tratto in salvo quattro uomini che erano rimasti intrappolati dal rigonfiamento del fiume che attraversa le Terme Segestane sul versante del Comune di Castellammare del Golfo.

In Calabria è stata dichiarata l’allerta rossa a livello regionale. A Crotone sono state evacuate una ventina di famiglie che vivono in abitazioni situate lungo un torrente. A Cosenza, invece, le piogge hanno danneggiato l’acquedotto mettendolo fuori uso per mancanza di corrente elettrica. Molte le città in cui sono state chiuse le scuole.

Dal sud nei prossimi giorni il maltempo si sposterà verso il centro-nord, dove sono previste piogge forti e venti sostenuti. Anche qui è stato già lanciato l’allarme per il rischio di alluvioni.

Legambiente: “L’Italia approvi subito un piano nazionale di adattamento al clima”

“Il maltempo che in queste ore si è battuto sul Sud Italia, in particolare su Sicilia e Calabria, ci ricorda l’estrema urgenza di intervenire al più presto per contrastare la crisi climatica. Non sono ammessi più ritardi, l’Italia approvi subito un piano nazionale di adattamento al clima, come già hanno fatto gli altri paesi europei, e rafforzi il ruolo delle Autorità di distretto e il controllo sull’efficacia e la qualità dei progetti per una concreta opera di prevenzione del rischio idrogeologico e con risorse adeguate per la progettazione e realizzazione degli interventi, spendendo bene i soldi del Recovery Fund. A pochi giorni dal G20 di Roma e dalla Cop26 di Glasgow, la Penisola dimostri con i fatti il suo impegno per contrastare la crisi climatica e accelerare la transizione energetica. Servono scelte chiari e radicali dandosi delle priorità a partire dalle aree più a rischio. Ad oggi continuiamo a rincorrere le emergenze senza una strategia chiara di prevenzione ed, inoltre, l’assenza di priorità e di una strategia di lungo corso riguarda anche il Pnrr dove troviamo semplicemente un elenco di opere e di interventi. La crisi climatica va affrontata con consapevolezza, concretezza e condivisione”, così Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente commenta l’ondata di maltempo e dell’uragano mediterraneo che in queste ore sta colpendo diverse regioni della Penisola.

L’associazione ambientalista ricorda che in Italia sono ormai sempre più frequenti fenomeni meteorologici estremi. A parlar chiaro sono i dati raccolti e aggiornati dall’Osservatorio nazionale Città e Clima di Legambiente: dall’inizio del 2021 ai primi di ottobre nella Penisola si sono registrati 113 eventi estremi tra allagamenti dovuti a piogge intense, trombe d’aria, esondazioni fluviali e siccità che hanno provocato danni in 99 Comuni. Da segnalare inoltre 5 esondazioni fluviali e 60 casi di allagamenti.

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Nata nel 1979. è la voce storica dell'informazione ambientale in Italia. Vedi qui la voce sulla Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/La_Nuova_Ecologia

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