giovedì 16 Settembre 2021

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Uomo in natura

Locandina La terra buona

E se l’idea dell’uomo “buono”, pronto a tutelare l’ambiente nelle sue diverse forme, non fosse altro che la più paradossale ed estrema delle visioni antropocentriche? L’uomo, distruttore o salvatore della natura, non si pone comunque al centro di una visione distorta del mondo? E se così fosse, quale potrebbe essere il giusto approccio?
“La terra buona”, opera seconda del regista piemontese Emanuele Caruso, non affronta questi temi direttamente ma propone un suo personale punto di vista: è l’uomo a doversi affidare alla natura per salvarsi, a dover tornare ancora “ad essere figlio”, come auspica la protagonista Gea con i versi di Gabriele Corsi. Il film, che incrocia tre storie reali, è ambientato nel Parco nazionale della Val Grande, l’area wilderness più grande d’Europa, a pochi chilometri dalla Svizzera, dove non c’è praticamente traccia dell’uomo. Niente pali della luce, strade, paesi. In questo verde incontaminato vive, nella baita che si è costruita, un anziano monaco benedettino, padre Sergio de Piccoli (scomparso l’8 settembre 2014). Ed è proprio qui che i destini di un medico (Mastro), del suo assistente (Rubio) e di una giovane coppia (Gea e Martino) si incroceranno.
Ricca di suggestioni, l’opera di Emanuele Caruso sta racimolando alcuni piccoli record: circa la metà del budget è stato raccolto grazie al crowfunding, circa 80.000 euro, la somma più alta realizzata così in Italia; è uno dei film con la miglior media schermo d’Italia, ovvero tanti spettatori poche sale, e ha già incassato con il passaparola più di quanto è costato. Nei prossimi mesi sarà programmato in numerose città italiane.l

Marino Midena
Studioso di tematiche giuridiche agraristiche-ambientali. come giornalista collabora con diverse testate. lavora in uffici stampa e ha condotto trasmissioni radio e tv. Ha insegnato “Diritto e legislazione dello spettacolo” presso il Conservatorio di Musica “V. Bellini” di Palermo ed è il direttore artistico del Green Movie Film Fest.

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