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Uomini e lupi insieme con Medwolf

foto di un lupo

Mentre in tutta Italia si rincorrono sempre più frequenti le notizie degli attacchi di lupi agli allevamenti, nel grossetano si è costituito un gruppo piuttosto eterogeneo per cercare una soluzione al problema. Il progetto LIFE+ Medwolf, progetto cofinanziato dalla Comunità europea, si pone infatti come obiettivo la mitigazione del conflitto tra attività umane e la presenza del lupo attraverso l’affidamento agli allevatori di misure di prevenzione del danno come recinzioni adeguate e cani da guardiania, ed è stato  presentato all’Expo di Milano durante FestambientExpo, l’edizione speciale del festival internazionale di Legambiente.

Per la prima volta insieme, Istituzioni (Provincia di Grosseto e Corpo Forestale dello Stato), associazioni ambientaliste (Legambiente e Wwf), associazioni di categoria degli allevatori (Cia, Coldiretti e Confagricoltura) e istituti di ricerca (Iea – Istituto di ecologia Applicata), hanno già iniziato la distribuzione e il collaudo delle due tipologie di misure di prevenzione di cui è nota l’alta efficacia: cani da guardianìa di razza pastore maremmano abruzzese adeguatamente addestrati per la vigilanza dei greggi e recinzioni, elettrificate e non, specifiche per la protezione dei greggi dai predatori.

Ciò non significa che sia tutto rose e fiori, il lupo – è noto – ha sempre mosso nell’animo umano sentimenti forti come la paura, ed in più il progetto si articola in un territorio dove gli allevatori hanno perso l’abitudine alla coesistenza con i predatori e adottando quindi metodi di pastorizia a dir poco sconsigliati in presenza di predatori. E a questo si aggiungono altre problematiche, di genesi più recente ma altrettanto dannosi, come la convinzioni che “qualcuno” – spesso identificato come ambientalista – abbia rilasciato in natura alcuni esemplari di lupi al fine di un ripopolamento (nel nostro Paese non  sono mai state intraprese azioni di ripopolamento di lupo), ignorando completamente le dinamiche della naturale ricolonizzazione di territori ad opera di un animale estremamente adattabile come il lupo. Ma naturalmente, il progetto non si lascia scoraggiare dai piccoli e grandi inconvenienti che possono capitare. Sono già 18 infatti i cani da guardiania consegnati a 10 aziende, ognuna delle quali ogni mese riceve un quantitativo sufficiente di mangime per il cane che le è stato affidato e che riceve visite sempre mensili da parte di veterinari incaricati direttamente dal progetto. Così come è prevista la consegna di almeno 60 recinzioni di vario tipo, delle quali 14 sono già state collaudate, altre 15 lo saranno entro la fine del mese di giugno e le altre a seguire.

«Medwolf vuole essere di supporto a questo settore dell’economia rurale già fortemente messo alla prova dalla crisi, che ha influenzato notevolmente il valore del latte, e lo applica concretamente fornendo questi strumenti di prevenzione nel tentativo di minimizzare le ulteriori perdite dovute alle predazioni – dichiara Valeria Salvatori, dello Iea e responsabile del progetto Medwolf – In questo modo sosteniamo e sviluppiamo metodi di gestione della zootecnia più idonei e che favoriscono la convivenza con i predatori naturali, essenziali per il mantenimento e la conservazione della biodiversità, e aiutando quindi, in modo diretto e concreto, la tradizionale economia rurale. Anche per questo motivo, il progetto è stato presentato nell’ambito di Expo 2015, presso lo spazio dedicato di FestambientExpo nel Padiglione della Società Civile».

 (Max Lombardi)

Redazionehttps://www.lanuovaecologia.it
Nata nel 1979. è la voce storica dell'informazione ambientale in Italia. Vedi qui la voce sulla Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/La_Nuova_Ecologia

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