mercoledì 18 Gennaio 2023

Unfakenews, bufale e verità sul fotovoltaico

Gli impianti a energia solare al centro della campagna Unfakenews di Legambiente e “Nuova Ecologia” contro le bufale ambientali. Ecco alcune fake news

La produzione di moduli fotovoltaici richiede più energia di quella che generano
FALSO

L’energia necessaria per produrre un modulo fotovoltaico viene compensata dallo stesso modulo in meno di un anno di funzionamento, dopodiché tutta l’elettricità prodotta dal modulo rappresenta un guadagno energetico netto. Il rendimento energetico dell’investimento (Energy return on investment o Eroi) della generazione idroelettrica, eolica e fotovoltaica è ben superiore a quello relativo a petrolio, gas e carbone.

La manifattura e la generazione elettrica da fotovoltaico inquinano di più delle tecnologie fossili
FALSO

Le emissioni di gas serra nel ciclo di vita delle tecnologie di generazione rinnovabili sono generalmente inferiori a quelle delle tecnologie basate sui combustibili fossili. Il fotovoltaico ha un impatto circa 23 volte inferiore al carbone, 19 volte minore del petrolio e 11 volte più basso del gas naturale, in base a quanti grammi di CO2 equivalente emettono per kWh prodotto.

Gli impianti fotovoltaici rubano terreni all’agricoltura
FALSO

La risposta è nei dati Ispra sulle superfici agricole. Per raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra entro il 2030 sono necessari almeno 43 GW di nuove installazioni fotovoltaiche. La nuova potenza richiede circa 56.000 ettari di superficie, di questa il 30% potrebbe andare sui tetti, pertanto la superficie agricola necessaria è di circa 39.000 ettari, equivalente a: un terzo della superficie agricola che ogni anno viene abbandonata (120.000 ettari); 0,9% della superficie agricola persa totale (12,4 milioni di ettari); 0,24% della superficie agricola totale (16,6 milioni di ettari). Lo spazio non è un problema. Inoltre, tra le file e sotto i moduli fotovoltaici è possibile mantenere l’attività agricola. L’agrivoltaico consente infatti agli agricoltori di continuare a coltivare la terra beneficiando del ricavo economico aggiuntivo proveniente dal fotovoltaico.

Il fotovoltaico danneggia il paesaggio e compromette la biodiversità
FALSO

Sulle aree di pregio paesaggistico o naturalistico non è possibile installare moduli a terra, perché già protette da vincoli. Dove si installano impianti fotovoltaici non sono consentiti diserbanti e sostanze chimiche. Oggi gran parte dei terreni agricoli italiani sono devastati da usi eccessivi di pesticidi che distruggono la biodiversità – oppure abbandonati, residuali o coltivati per foraggi. L’agrivoltaico rappresenta un’opportunità per far convivere produzione di energia pulita e agricoltura sostenibile, nel rispetto della biodiversità.

Dietro agli incendi c’è il business del fotovoltaico
FALSO

I terreni percorsi dagli incendi sono esclusi per legge da ogni possibile utilizzo per i successivi 15 anni dall’incendio.

Il fotovoltaico è inaffidabile perché non programmabile o prevedibile
FALSO

La precisione raggiunta dalle previsioni meteo e i dati storici disponibili sulle produzioni degli impianti fotovoltaici consentono di prevedere la produzione solare, che può anche essere programmata grazie ai sempre più economici e performanti sistemi di accumulo e grazie al coordinamento con l’eolico, che tende a produrre di più quando il fotovoltaico produce di meno.

LEGGI IL FOCUS DELLA CAMPAGNA SUL SITO unfakenews.it

Leggi anche Crisi energetica, risorsa fotovoltaico

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Gli impianti a energia solare al centro della campagna Unfakenews di Legambiente e “Nuova Ecologia” contro le bufale ambientali. Ecco alcune fake news
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