Un’alleanza alla luce del sole

A Delhi la prima conferenza della International solar alliance, summit fra 121 Paesi nel segno degli accordi di Parigi. Motore dell’iniziativa l’India di Modi, padrone di casa, e la Francia di Macron. A conferma del sodalizio fra i due Paesi, l’inaugurazione di un enorme impianto solare nello Stato di Uttar Pradesh

foto di Modi e Macron che si stringono la mano

Sono 121 i Paesi alleati nella lotta al cambiamento climatico attraverso l’uso di energia rinnovabile. Segni particolari: ricchissimi di energia solare. Totalmente o parzialmente compresi fra i due Tropici, promettono di ridurre l’utilizzo dei combustibili fossili. A presiedere la prima conferenza della International solar alliance sono il presidente francese Emmanuel Macron e il premier indiano Narenda Modi. “Per promuovere l’uso dell’energia solare, la reperibilità e lo sviluppo della tecnologia, delle risorse economiche, la riduzione dei prezzi, lo sviluppo di un background tecnologico, la produzione di massa e l’innovazione, è necessario un ecosistema completo”, ha dichiarato Modi. Sua l’idea di un’alleanza, nata già nel 2015 durante il summit India-Africa a Delhi, nel 2015. A seguirlo, anche per rafforzare la cooperazione già esistente in ambito energetico, Emmanuel Macron.

A conferma del sodalizio fra i due Paesi, l’inaugurazione di un enorme impianto solare nel villaggio di Dadar Kalan, nello Stato di Uttar Pradesh. Costruito dalla compagnia francese Engie Solar, ha una capacità di produzione di 75 MW e formato da 118.600 pannelli solari e occupa una superficie di circa 380 acri.  L’energia elettrica verrà trasferita alla sottostazione di Jigna della compagnia Uttar Pradesh power corporation ltd. Si inscrive nell’ambizioso programma annunciato dal primo ministro indiano: generare 175 GW di elettricità da fonti rinnovabili entro il 2022.

A fianco del presidente Macron a Delhi, c’era anche Ségolène Royal, già ministro dell’Ambiente e presidente Conferenza sul clima di Parigi del 2015. A lei il ruolo di inviata speciale per l’attuazione dell’alleanza. “È importante per la continuità della Cop21, la Francia vuole mantenere il ruolo di guida nel campo del clima. I Paesi più poveri del pianeta – ha detto Royal – sono spesso i più assolati e quelli che hanno minor accesso alle risorse energetiche. Questo contrasto non è più sopportabile”. Un vero e proprio paradosso contro il quale è necessaria un’azione congiunta, in cui l’Europa confermi il suo impegno contro il cambiamento climatico. Prendendo ancora una volta le distanze dalle politiche energetiche degli Stati Uniti di Trump.

pubblicato il 18 marzo alle 19.10
aggiornato il 18 marzo alle 20.15