Una vita in rete

Nel ‘98 la registrazione del dominio, poi la nascita del quotidiano online. E ancora webtv, streaming e social. Come è cresciuta la nostra informazione

Corso Giornalismo Ambientale Laura Conti

Uno sguardo dentro Wayback machine, l’archivio online che permette di viaggiare a ritroso nel web, riserva spesso esperienze emozionanti. Specialmente quando si cercano i primi vagiti in rete di Nuova Ecologia. Un lontano, timidissimo segnale risale al 29 aprile del 2001 ma è una pagina nera, chissà dov’eravamo quel giorno e se potevamo mai intuire che cosa si sarebbe scatenato, di oscuro appunto, qualche mese più tardi fra Genova e New York. L’ipertesto vero e proprio però si manifesta nel gennaio dell’anno successivo: con l’home page a forma di architrave, come si usava in quel periodo, lo sfondo giallo e una collezione di link associati a risorse ancora più “antiche”, databili al primo semestre del Duemila. Riemergono, fra gli altri, alcuni preziosi interventi dei rubrichisti Fabrizio Giovenale e Lino Matti, che ricordiamo con affetto, insieme alla collezione pressoché integrale dei contenuti che uscivano su carta. Era stato un redattore di allora, Pino Di Maula, a varare quella prima, avveniristica proiezione digitale della testata. Ma il progetto era evidentemente in cantiere da tempo visto che Whois retrodata la creazione del dominio al 28 maggio 1998.
Nel frattempo internet entrava nella cosiddetta fase 2.0, quella che avrebbe portato alla nascita negli Stati Uniti dei blog e dei social media. Il salto, per la nostra testata, fu lo sviluppo di una vera e propria edizione online di cui Wayback conserva una pagina preparatoria al 27 settembre del 2002: “Un quotidiano online sui temi ambientali e sociali. Costantemente aggiornato dalla redazione e arricchito dal contributo di esperti e di una capillare rete informativa: dai circoli locali di Legambiente agli stessi lettori-fruitori del sito” si legge. Poi l’annuncio: “Dal 7 ottobre sul web”. L’artefice, durante la direzione di Enrico Fontana, fu il collega Marco D’Auria che gettò le basi per i passi che sarebbero seguiti: la migrazione su WordPress, nella fase in cui ho operato come direttore, la nascita de LanuovaecologiaTV che ha portato lo streaming (prima di Grillo) in campo ambientale, l’ipotesi di una piattaforma cross-mediale che integrasse l’edizione su carta in un sistema più ampio. Il resto è storia recente: con la moltiplicazione dei canali social (quello su Facebook, per la cronaca, fu varato dall’attuale direttore Francesco Loiacono) che alludono a un’idea conversazionale del giornalismo, quella più adeguata forse alle sfide ambientali che hanno di fronte i narratori di nuova generazione.