Una mano di bellezza

DAL MENSILE Curano il territorio facendo rigenerazione urbana insieme a cittadini e studenti. I volontari di Pisticci donano nuova luce ad angoli abbandonati dei centri storici lucani

Legambiente Pisticci

L’umanità può vivere senza la scienza, può vivere senza pane, ma solo senza la bellezza non potrebbe più vivere, perché non ci sarebbe più nulla da fare al mondo. Tutto il segreto è qui, tutta la storia è qui”. È forse ispirandosi a queste paole di Dostoevskij che il circolo Legambiente Pisticci (Matera) ha fatto della cura del bello il centro di quasi tutte le sue attività.

Partendo dall’idea che coltivando la bellezza si possano sensibilizzare le coscienze, questo gruppo di volontari lucani si è inventato un progetto che gli è valso gli onori della cronaca. “Imbianchini di bellezza” è il nome che si sono dati i volontari che insieme a studenti, associazioni e cittadini da tre anni si incontrano il sabato pomeriggio muniti di calce e pennelli per fare rigenerazione urbana dal basso.

Imbiancano i prospetti delle case in abbandono del centro storico, in particolare del rione Dirupo, caratterizzato da casette a schiera affacciate sui calanchi, tipiche dell’architettura contadina locale.

«Un tempo quella di dare il bianco alle case del centro storico era un’usanza molto diffusa fra gli abitanti del rione, soprattutto gli anziani: si imbiancavano le casette basse per ridare loro una nuova luce, per prendersene cura e nello stesso tempo per disinfettarle, grazie alle proprietà della calce – racconta Laura Stabile, presidente del circolo – Spopolandosi il rione però, anche le case sono rimaste preda del degrado e dell’abbandono e quindi, durante l’edizione 2014 di “Puliamo il Mondo”, abbiamo deciso di favorire la riappropriazione di questi spazi comuni e del patrimonio culturale locale. Da allora questo gruppo di persone, divenuto via via sempre più strutturato, si incontra con i maestri artigiani per approfondire la conoscenza e riscoprire anche la dimensione urbana del colore».

Il format è stato “esportato” attraverso laboratori anche in alcuni comuni pugliesi, dove volontari e mastri artigiani hanno organizzato giornate per insegnare come curare i centri storici rispettando le caratteristiche e le esigenze del luogo. Con la stessa spinta i volontari hanno rivolto lo sguardo verso il mare e hanno iniziato a impegnarsi nell’Area marina protetta Costa Ionica Foce del Cavone. Insieme ad altri circoli lucani di Legambiente hanno organizzato iniziative di mappatura partecipata delle specie, attività di educazione ambientale con le scuole, escursioni e visite guidate, pulizie collettive e monitoraggio dei rifiuti sulla spiaggia.

«Nel 2019 abbiamo ottenuto il crowdfunding del progetto “RigeneriAmo la natura, promosso da Legambiente e Intesa San Paolo – spiega Laura Stabile – questo ci permetterà di rafforzare le attività, valorizzare l’aspetto naturalistico dell’area per migliorarne la protezione e aumentare la consapevolezza dei cittadini sulle ricchezze del sito. Verranno poi realizzate alcune strutture per renderlo accessibile anche alle persone disabili». In questo modo le utenze deboli potranno partecipare a iniziative dalle quali prima erano escluse per mancanza di supporti adeguati. La realizzazione dell’intervento sarebbe dovuta partire in questi mesi, ma la pandemia ha inevitabilmente rallentato le attività. «Riprenderemo appena possibile – rassicura Laura Stabile – Questa è la cura del bello: recuperare uno spazio sia liberandolo dai rifiuti ma anche valorizzando l’esistente, ripulendo tracce di inciviltà e scarsa cura».

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