Una #maglietta rossa per #fermarelemorragia di umanità

L’appello delle associazioni, in primis Libera, Legambiente, Arci e Anpi è partito. Sabato 7 luglio si invitano tutte e tutti ad indossare una maglietta rossa per un’accoglienza capace di coniugare sicurezza e solidarietà. Perché proprio questo colore? Perché il rosso è un colore che ci invita a fermarci. Un altro rosso, oggi, ancor più perentoriamente […]

record sbarchi nel 2017

L’appello delle associazioni, in primis Libera, Legambiente, Arci e Anpi è partito. Sabato 7 luglio si invitano tutte e tutti ad indossare una maglietta rossa per un’accoglienza capace di coniugare sicurezza e solidarietà.

Perché proprio questo colore? Perché il rosso è un colore che ci invita a fermarci. Un altro rosso, oggi, ancor più perentoriamente chiede di fermarci, di riflettere, e poi d’impegnarci e darci da fare. È quello dei vestiti e delle magliette dei bambini che muoiono in mare e che a volte il mare riversa sulle spiagge del Mediterraneo. Di rosso era vestito il piccolo Aylan, tre anni, la cui foto nell’estate 2015 suscitò la commozione e l’indignazione di mezzo mondo. Di rosso erano vestiti i tre bambini annegati l’altro giorno davanti alle coste libiche. Di rosso ne verranno vestiti altri dalle madri, nella speranza che, in caso di naufragio, quel colore richiami l’attenzione dei soccorritori.

Si legge nell’appello: “Muoiono, questi bambini, mentre l’Europa gioca allo scaricabarile con il problema dell’immigrazione – cioè con la vita di migliaia di persone – e per non affrontarlo in modo politicamente degno arriva a colpevolizzare chi presta soccorsi o chi auspica un’accoglienza capace di coniugare sicurezza e solidarietà. Bisogna contrastare questa emorragia di umanità, questo cinismo dilagante alimentato dagli imprenditori della paura. L’Europa moderna non è questa. L’Europa moderna è libertà, uguaglianza, fraternità. Fermiamoci allora un giorno, sabato 7 luglio, e indossiamo tutti una maglietta, un indumento rosso, come quei bambini. Perché mettersi nei panni degli altri – cominciando da quelli dei bambini, che sono patrimonio dell’umanità – è il primo passo per costruire un mondo più giusto, dove riconoscersi diversi come persone e uguali come cittadini.

d. Luigi Ciotti, presidente nazionale Libera e Gruppo Abele

Francesco Viviano, giornalista

Francesca Chiavacci, presidente nazionale Arci

Stefano Ciafani, presidente nazionale Legambiente

Carla Nespolo, presidente nazionale ANPI

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