Un reddito di emergenza per gli esclusi dal decreto “Cura Italia”

Nuovo appello al governo dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile e del Forum Disuguaglianze e Diversità. Un intervento a tutela di lavoratrici e lavoratori autonomi non può più essere rimandato

emergenza Coronavirus

Erogare subito un reddito di emergenza e un sostegno di emergenza per gli autonomi. A rilanciare l’appello al governo e alle forza di maggioranza sono l’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS) e il Forum Disuguaglianze e Diversità (ForumDD), di cui fa parte anche Legambiente. La proposta è di garantire un reddito per quei 6-7 milioni di lavoratori esclusi dal decreto “Cura Italia” e una più giusta e progressiva tutela per le lavoratrici e i lavoratori autonomi.

“Persone che già prima dell’emergenza vivevano in situazioni drammatiche a causa di disuguaglianze profonde oggi sono del tutto prive di un sostegno minimo” si legge nel nuovo appello lanciato da ASviS e Forum DD. “Il Reddito di Cittadinanza per l’Emergenza (Rem) riguarda lavoratori a tempo determinato con il contratto scaduto o lavoratori irregolari, cioè chi non beneficia di altri ammortizzatori sociali, mentre il Sostegno di Emergenza per il lavoro Autonomo (Sea) punta a migliorare il bonus di 600 euro per il lavoro autonomo, commisurando il suo valore in funzione delle condizioni economiche del nucleo familiare del lavoratore autonomo. Che sia urgente intervenire lo sanno chiaramente gli operatori che sui territori si adoperano ogni giorno per fornire aiuti concreti e tamponare così l’emergenza economica e sociale. Interventi che da soli non possono bastare perché non è il Terzo settore che può offrire le risposte che competono allo Stato, in attuazione dell’articolo 3 della Costituzione”.

“Come prevedibile e previsto, l’emergenza sanitaria si è trasformata in emergenza sociale ed economica per troppi cittadini e cittadine – prosegue la nota – Un Governo che non agisse subito, oltre a commettere una grave ingiustizia, si assumerebbe gravi responsabilità. Quella di impedire a molte persone di programmare il futuro perché costrette a occuparsi di cosa mettere sulla tavola per sé e per i propri figli. Quella di esporli alle proposte della criminalità organizzata, che sta espandendo lo strumento dell’usura. Quella di far perdere proprio nei più deboli ogni fiducia nello stato democratico, incapace di attuare la Costituzione. Con il rischio di alimentare rabbia sociale attraverso una guerra tra poveri che potrebbe disgregare società e relazioni. Ormai non c’è più da aspettare: bisogna intervenire subito”.