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Un parco fotovoltaico nell’area dell’aeroporto militare di Frosinone

A lanciare la proposta progettuale sono il circolo “Il Cigno di Frosinone” e Legambiente Lazio. L’obiettivo è creare una rete di comunità energetiche per una profonda riconversione ecologica del territorio

Il circolo “Il Cigno di Frosinone” e Legambiente Lazio lanciano un’idea progettuale ambiziosa per il capoluogo ciociaro che punta a rafforzare il pilastro portante della transizione ecologica, vale a dire il passaggio dalle fonti fossili alle energie rinnovabili. Al centro della proposta c’è la riconversione della vasta area, circa 100 ettari, attualmente occupata dall’aeroporto militare “G. Moscardini”, che a seguito della prossima dismissione, conseguente al trasferimento della scuola di volo elicotteri già decisa dai vertici dell’Aeronautica, è nelle condizioni di poter trovare una nuova destinazione. L’idea è di realizzare nell’area in questione, o anche solo su una parte di essa, un grande parco fotovoltaico potenzialmente in grado di coprire il fabbisogno elettrico futuro di una parte significativa della città di Frosinone attraverso la produzione di energia pulita e rinnovabile.

L’impianto potrà essere composto da diversi moduli: il principale sarà dedicato alla produzione mediante l’installazione di pannelli fotovoltaici a inseguimento solare (occupando prioritariamente le superfici già impermeabilizzate dell’area), da collegare a sistemi di accumulo dell’energia prodotta in grado di assicurare la necessaria sicurezza e flessibilità della rete senza dover ricorrere a centrali basate su combustibili fossili. Altri spazi potranno essere destinati ad applicazioni di ricerca e sviluppo nel settore in tumultuosa crescita delle energie rinnovabili, mediante l’attivazione di collaborazioni con enti di ricerca, l’Università di Cassino e aziende del territorio.

In particolare, si potrà dare nuova linfa al settore agricolo, che costituisce ancora oggi una delle attività economiche di elezione per la Ciociaria, realizzando su parte dei suoli non consumati una sperimentazione della tecnologia agrifotovoltaica, che rappresenta una delle applicazioni più promettenti del fotovoltaico, in grado di salvaguardare la produzione agricola riducendo i fabbisogni irrigui e di integrare al tempo stesso il reddito delle aziende agricole attraverso la cessione dell’energia prodotta. Altri moduli potranno vedere la realizzazione di pensiline fotovoltaiche collegate a colonnine di ricarica per veicoli elettrici (utilizzabili in futuro anche nella modalità “vehicle to grid”, V2G) che ci si attende possa giocare un ruolo importante nella stabilizzazione della rete elettrica), e l’installazione di piccoli impianti a scopo dimostrativo e di ricerca basati su nuove tipologie di pannelli fotovoltaici ad alta efficienza, su sistemi di accumulo innovativi o su altre fonti di energia rinnovabile (solare termodinamico, geotermia, mini-eolico, etc).

Ma non è tutto: il ruolo chiave giocato dalle fonti rinnovabili nel modello energetico in via di costruzione dovrà essere oggetto di divulgazione e di educazione scolastica sul campo: il nuovo parco potrà diventare meta di visite guidate di scolaresche, incorporando al suo interno spazi dotati di moderni ausili didattici per una comprensione del valore delle energie del futuro basata sull’osservazione diretta. Lo strumento normativo che consentirà ai frusinati di beneficiare dell’energia rinnovabile prodotta in loco è quello delle comunità energetiche, nella formulazione del decreto legislativo, oggi all’esame del governo, di recepimento della Direttiva UE cd. RED II, che all’art. 31 prevede la possibilità per persone fisiche, PMI, enti territoriali e del terzo settore di organizzarsi allo scopo di condividere l’energia autoprodotta da destinare dell’autoconsumo e, in subordine, alla vendita a terzi o alla rete elettrica nazionale.

“Siamo pronti a confrontarci con tutti sulla fattibilità concreta della nostra proposta, che auspichiamo divenga terreno di confronto fra i candidati a sindaco nelle elezioni comunali del 2022 – dichiarano in una nota congiunta Legambiente Lazio e il circolo ‘Il Cigno di Frosinone’ – Si tratta per ora, come è evidente, solo di un’idea di massima che andrà sviluppata e perfezionata con il concorso di tutti i soggetti che vorranno contribuire ad un progetto che potrà fungere da apripista per iniziative simili da attuarsi in altre realtà di provincia. L’ambizione, o se si preferisce il sogno, è quello di realizzare un’iniziativa visionaria ma al tempo stesso basata su solidi presupposti, che guardi lontano e segni un radicale cambio di passo rispetto alle politiche fallimentari del passato. Per quanto ci riguarda, siamo pronti a scommettere su di essa e a costruire alleanze trasversali a tutto campo per la sua riuscita”.

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Nata nel 1979. è la voce storica dell'informazione ambientale in Italia. Vedi qui la voce sulla Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/La_Nuova_Ecologia

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