venerdì 24 Settembre 2021

Acquista

Login

Registrati

Un oceano in miniatura

Dal mensile. Il Mediterraneo è un distillato di tutte le sfide e le contraddizioni che ritroviamo su scala globale, dalle temperature medie sempre più calde all’invasione di specie aliene

Il Mediterraneo rappresenta meno dell’1% degli oceani del mondo ma riassume le sfide e le contraddizioni che ritroviamo su scala globale. È un hotspot climatico, cioè un’area dove la temperatura media aumenta più velocemente che altrove, favorendo tra l’altro l’arrivo di specie invasive. In seguito al raddoppio del Canale di Suez, completato nel 2015, il nostro mare concentra un quarto del traffico commerciale del pianeta e resta allo stesso tempo costellato di gravi conflitti e disuguaglianze crescenti.
È uno spazio su cui, nel decennio Unesco dedicato all’oceano, è necessario accendere i riflettori a tutti i livelli, dalla scuola all’opinione pubblica, per un’educazione al Mediterraneo che porti maggiore consapevolezza della sua importanza per la nostra vita quotidiana. Proprio in questo senso lavora l’Associazione europea per gli educatori di scienze del mare (Emsea), che nell’area mediterranea vede coinvolti anche alcuni Stati della sponda meridionale. «Si aprono molte possibilità per l’alfabetizzazione sugli oceani, sia nelle scuole che in ambito informale, specialmente con progetti di citizen science», affermano Monica Previati e Giulia Realdon, entrambe membri di Emsea Med e di Ocean Literacy Italia (Oli). Realdon, un passato come professoressa di Scienze, oggi impegnata nella ricerca sulla didattica all’Università di Camerino, sottolinea: «Grazie alla sensibilità di molti insegnanti, l’ora di educazione civica e il lancio della rete europea delle blue school possono favorire l’introduzione di nuovi contenuti sul mare nei programmi scolastici». Ma che cos’ha di tanto peculiare il Mediterraneo? «È un oceano in miniatura e ospita una grande ricchezza di biodiversità – spiega Realdon – Da tempi remoti culla di civiltà, sulle sue sponde vivono 150 milioni di persone, considerando anche le regioni retrostanti arriviamo a mezzo miliardo, con i relativi impatti. È la prima meta turistica al mondo: in epoca pre Covid-19 registrava 300 milioni di visitatori all’anno, con il 20% della navigazione crocieristica del pianeta».
Monica Previati, biologa marina ed educatrice ambientale, sottolinea la scarsa conoscenza del mondo subacqueo anche in una regione come la Liguria, dove abita. «Il mare è visto soltanto come un luogo dove fare il bagno e prendere il sole. Non siamo consapevoli del ruolo che svolge nelle nostre vite, del fatto che le sue tracce sono presenti ovunque mettiamo i piedi». Riferendosi al Mediterraneo, aggiunge: «Grazie all’impiego di nuovi strumenti tecnologici, ora è possibile raggiungere maggiori profondità e raccogliere dati che nella ricerca modificano prospettive e riferimenti passati. Il nostro mare è diventato un palcoscenico per gli scienziati proprio per la presenza di molte specie endemiche, come Posidonia oceanica, ma è anche un termometro per capire le trasformazioni globali in corso».
L’osservazione di ciò che accade nella parte orientale, a est del Canale di Sicilia, indica la direzione verso cui sta andando anche l’area più occidentale. «A est l’evaporazione è così forte che il livello del mare cala e la salinità aumenta: il mare è più caldo, più oligotrofico, più basso. L’apporto di acqua dolce e sedimenti dai fiumi, inoltre, giunge esclusivamente da nord, visto che sulla sponda sud sfocia solo il Nilo, pesantemente regimato e sfruttato», precisa Realdon. Per capire quanto il Mediterraneo orientale sia già profondamente mutato, basta visitare i mercati del pesce nei Paesi della sponda sudest: «Molte specie ittiche non autoctone sono state accolte dalla cultura alimentare locale fino a diventare commerciali», afferma Ernesto Azzurro, biologo marino al Cnr di Ancona e presso la Stazione zoologica “Anton Dohrn”. Le specie aliene che entrano attraverso il Canale di Suez, in un mare più caldo, hanno sempre più possibilità di formare popolazioni permanenti e diventare invasive, provocando danni e squilibri agli ecosistemi. «Il nostro è un mare relativamente giovane che dopo la crisi del Messiniano, circa sei milioni di anni fa, si è riempito di specie di origine atlantica – continua Azzurro – Molte di queste hanno affinità boreale, amano cioè l’acqua non troppo calda, e ora si trovano svantaggiate rispetto a nuove specie tropicali, più aggressive perché evolutesi in un ambiente vario e competitivo, oltre che più caldo. In un contesto connesso come quello acquatico, quando si parla di invasione biologica è un intero ecosistema che cambia. Si iniziano a elaborare strategie di adattamento, più che di eradicazione, rispetto a mutamenti che non possono essere arrestati».
Il progetto europeo “Mpa Engage”, che coinvolge sette Paesi e cinque Aree marine protette del Mediterraneo, ad esempio ha l’obiettivo di formulare piani di gestione tali da conservare l’integrità degli ecosistemi, rendendoli più capaci di resistere alle invasioni biologiche e alle conseguenze del riscaldamento globale. Il dialogo fra istituzioni internazionali, Stati, enti di ricerca e popoli si rivela centrale per la difesa dell’ambiente marino.

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

SOSTIENI IL MENSILE

Elisa Cozzarini
Laureata in Scienze Politiche a Trieste, come giornalista si occupa di ambiente, e in particolare di fiumi, da oltre dieci anni. Si dedica al racconto del territorio del Friuli Venezia Giulia e del Veneto attraverso la scrittura, la fotografia e l'audiovisivo. Ha pubblicato diversi libri per Ediciclo/Nuovadimensione, tra cui "Radici liquide. Un viaggio inchiesta lungo gli ultimi torrenti alpini", 2018, finalista al Premio Mario Rigoni Stern.

Articoli correlati

Sessant’anni fa la prima Marcia per la pace

Dal numero di settembreEra il 24 settembre 1961 quando Aldo Capitini organizzò l'appuntamento intorno al quale è cresciuto il movimento nonviolento italiano. Il nostro speciale con le voci dei protagonisti di ieri e di oggi: "Un mondo diverso è sempre possibile"

Sisma centro Italia, il turismo sostenibile rigenera i territori

Arriva il supporto solidale dei viaggiatori e della rete di host sostenibili di Fairbnb.coop, piattaforma che devolverà metà delle proprie commissioni sui soggiorni alla campagna di crowdfunding "Alleva la speranza +" di Legambiente e Enel

Cultura, il nuovo appuntamento con la Fondazione Treccani

La cultura ci salverà? Definizione, obiettivi, strategie per elaborare un modello di futuro possibile. L'evento si terrà in diretta streaming venerdì  24 settembre alle ore 17:00 sulla pagina Facebook della Fondazione

Seguici sui nostri Social

16,989FansLike
21,231FollowersFollow
0SubscribersSubscribe

Gli ultimi articoli

Sisma centro Italia, il turismo sostenibile rigenera i territori

Arriva il supporto solidale dei viaggiatori e della rete di host sostenibili di Fairbnb.coop, piattaforma che devolverà metà delle proprie commissioni sui soggiorni alla campagna di crowdfunding "Alleva la speranza +" di Legambiente e Enel

Cultura, il nuovo appuntamento con la Fondazione Treccani

La cultura ci salverà? Definizione, obiettivi, strategie per elaborare un modello di futuro possibile. L'evento si terrà in diretta streaming venerdì  24 settembre alle ore 17:00 sulla pagina Facebook della Fondazione

In Italia è boom di tartarughe marine

In queste settimane la schiusa delle uova deposte nei nidi, cui segue l'ingresso dei piccoli in mare. Legambiente stima che quest'anno siano oltre 10 mila quelli con passaporto italiano

Benessere animale, le associazioni: “Etichettatura senza modifiche tradisce i consumatori”

La certificazione volontaria che deve essere votata in Conferenza Stato-Regioni garantirebbe priorità di accesso a fondi Pac e Pnrr. Ma senza modifiche sarebbe solo l’ennesimo regalo agli allevamenti intensivi. L’allarme degli ambientalisti

“The denial”, lo spot di Fridays for Future in occasione del 24 settembre

Il prossimo sciopero globale del clima è annunciato da un video dal carattere metaforico. Negare la crisi climatica è come correre verso un muro
Ridimensiona font
Contrasto