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Un nuovo regalo ai concessionari auto: ancora bonus per macchine inquinanti

Si tratta di un emendamento pari a 300 milioni di euro, 250 dei quali riservati ai veicoli a diesel e benzina con emissioni sino a 135 g CO2 al km. Mentre Francia, Germania, Inghilterra e Spagna non incentivano più questa tipologia

Come avevamo temuto nel nuovo decreto sostegni si sta preparando un nuovo regalo ai concessionari auto per cercare di vendere auto a combustione sprecone ed inquinanti (sino a 135 grammi CO2  al km), quando è noto che il target europeo delle emissioni medie da garantire per ogni marchio industriale (a livello continentale) è 95 grammi CO2 al km. Si tratterebbe di un emendamento parlamentare appoggiato dal governo pari a 300 milioni di euro, 250 dei quali riservati alle auto diesel e benzina con emissioni sino a 135 g. Solo 50 milioni per elettrico e plug-in.

Milioni dei contribuenti (l’Europa non finanzia queste misure) sono solo un regalo ai concessionari: la famiglia impoverita dalla crisi continua a non comprare auto nuove. Nel corso del 2020 e inizio 2021 il governo ha già regalato al settore 1 miliardo di incentivi all’acquisto di auto nuove (dalla legge di bilancio 2020 a quella 2021, con svariati decreti rilancio, sostegni e ristori), mentre le vendite di auto nuove nei primi 6 mesi di quest’anno è a 892 mila, -17,9% rispetto al 2019. Mentre i privati, se proprio devono, acquistano usato: 1.772 mila sempre nei primi sei mesi 2021. Purtroppo usato vecchio e inquinante, con una età media di 9 anni.

Nessun’altra grande nazione europea si comporta come l’Italia: Francia, Germania, Inghilterra e, dal 2021 anche la Spagna non incentivano più le auto a benzina e diesel. Noi invece, dopo il terribile 2020, un miliardo speso, ci ritroviamo con 40 milioni di auto, 300mila auto in più del 2019, un tasso di motorizzazione secondo solo al Lussemburgo. Abbiamo 689 auto ogni mille abitanti, con una anzianità media di 10 anni, auto che, causa crisi, usiamo sempre di meno (14mila km all’anno in media).

L’Europa contro le auto a benzina e diesel

Che cosa fanno gli altri paesi europei? Il contrario: nessun incentivo ad auto a benzina e diesel (oltre 95 grammi CO2  al km) e non si pretende che siano soprattutto le famiglie a comprarsi auto nuove. Là due terzi del mercato del nuovo sono flotte aziendali o a noleggio, incentivate soprattutto ad acquistare auto elettriche: le aziende ammortizzano il maggior prezzo con i minori costi di gestione dell’elettrico. Nessuno si indebita e la famiglia acquista un’auto più pulita all’usato (dopo 3 anni di uso in flotta) a minor prezzo e pagando meno tasse. In Francia è previsto un incentivo di 3mila euro per i bassi redditi per l’acquisto usato recente (max 4 anni).

Gli investimenti all’estero sono soprattutto orientati al trasporto pubblico rapido e di massa, treni pendolari, metropolitane e autobus elettrici, due o tre volte più che in Italia. Noi abbiamo deciso ancora di sovvenzionare anche gli autobus diesel ai Comuni. Attendiamo ancora il decreto per finanziare la rottamazione in città con bonus per abbonamenti e sharing mobility. Noi tassiamo i servizi di trasporto pubblico e condiviso, anche con l’iva: ticket bus 10%, sharing mobility 22% (dalla bici all’auto).

In Francia e in Germania lo stato ha imposto una politica industriale innovativa alla propria industria. Si costruisce l’economia circolare delle batterie elettriche e si propone l’innovazione digitale. Così in Francia e Germania si vendono 4 volte più elettriche che da noi. Il “populismo automobilistico” è una trappola infernale.

Roma, 5 luglio – Cinque deputati di FacciamoECO prendono posizione: Cecconi, Fioramonti, Fusacchia, Muroni e Lombardo.

“Nel decreto Sostegni bis l’esecutivo e la maggioranza perseverano nell’errore di incentivare con fondi pubblici anche le auto troppo inquinanti. Così anziché diventare politiche industriali centrali per il Paese, il Green deal e la conversione ecologica rischiano di restare solo degli slogan.

Nel primo pacchetto di emendamenti riformulati al decreto, compare il rifinanziamento del cosiddetto ecobonus per le auto che premia con soldi pubblici non solo i modelli più virtuosi e quelli con i livelli di emissione più bassi, ma le auto che inquinano per oltre 95 grammi di CO2 a chilometro. Ossia quelle che anche l’Europa prende di mira. Una misura sbagliata che guarda al passato.  Per sostenere il settore auto e accompagnarlo verso la sostenibilità vanno incentivate l’innovazione, la ricerca e le tecnologie pulite come l’elettrico, non i modelli inquinanti. Politiche che farebbero bene sia alla nostra industria che alla salute degli italiani”.

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Andrea Poggio
Segreteria nazionale Legambiente. socio fondatore. responsabile mobilità sostenibile e stili di vita (www.viviconstile.org). Autore di Vivi con stile (2007). Viaggiare leggeri (2008). Green Life. (2007). Twitter: ap_legambiente FB: viviconstile.org

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