Un maestro di virtù

A Giovanni De Feo, docente universitario e ideatore del progetto di educazione ambientale “Greenopoli”, il riconoscimento “Ambientalista dell’anno” 2018 promosso da Legambiente e “Nuova Ecologia” in memoria di Luisa Minazzi / ICONA recensioniL’INTERVISTA

docente Giovanni De Feo

di Marco Fratoddi, Vittorio Giordano e Gian Paolo Minazzi*

Un momento speciale. È quello che ha suggellato lo scorso 7 dicembre la seconda edizione del “Festival della virtù civica”: la manifestazione che ha animato con diciotto eventi e quasi quaranta ospiti in sei giorni la città di Casale Monferrato (Al). Alla fine il “Premio Luisa Minazzi – Ambientalista dell’anno”, promosso da Legambiente e La Nuova Ecologia insieme al Comitato organizzatore che raccoglie un’ampia rete di associazioni locali, è andato a Giovanni De Feo: ingegnere ambientale e docente di Ecologia industriale presso l’ateneo di Salerno, ideatore del progetto di educazione ambientale “Greenopoli” con cui sospinge i cittadini di tutte le età, con ironia, buon senso e un repertorio di riuscitissimi rap, verso stili di vita virtuosi.
Giovanni ha ottenuto 1.765 preferenze sul totale delle circa settemila (più del doppio rispetto alla scorsa edizione) giunte da ogni regione. Ma tutti i protagonisti di questa esperienza – in rappresentanza di un’Italia meno nota di quanto dovrebbe, che mette al centro dei propri valori il bene comune dell’ambiente – hanno ricevuto un proprio riconoscimento e sono per noi vincitori nel loro insieme. Vale a dire Vincenzo Cordiano, il medico specialista nel campo dei tumori del sangue che ha sollevato, al fianco del circolo locale di Legambaiente, il caso dei Pfas in Veneto, poi Marcello Dondeynaz che insieme al comitato “Ripartire dalle Cime Bianche” lotta per tutelare uno degli ultimi lembi incontaminati sul versante sud del Monte Rosa. Quindi dall’altro capo della Penisola, in Calabria, Salvatore Gullì che sta aiutando, in qualità di commissario prefettizio, la comunità di San Luca a guardare al futuro senza piegarsi alla ’ndrangheta. E ancora dalla Liguria l’apicoltore Francesco Panella, fra i protagonisti della battaglia che ha portato nel maggio scorso l’Ue a bloccare le tre molecole insetticide più utilizzate al mondo e nocive per i preziosi impollinatori.
C’è anche spazio per la mobilità sostenibile e la bellezza: con l’urbanista Paolo Pileri e il gruppo del Politecnico di Milano che ha progettato “Vento”, la dorsale cicloturistica che collegherà Venezia a Torino o con l’architetto Guendalina Salimei che ha riprogettato in un’ottica comunitaria il quarto piano del Corviale, il palazzo lungo un chilometro nella periferia romana, per strapparlo al degrado. Infine la solidarietà dei volontari milanesi di Recup, la campagna di recupero degli alimenti invenduti nei mercati rionali da donare sul posto a chi ne ha bisogno.
Ma di #Fvc18, oltre alla cerimonia di consegna del riconoscimento intitolato a Luisa Minazzi, ricorderemo anche altri momenti: le cene a base di piatti della tradizione locale che le famiglie di Casale hanno offerto ai protagonisti del Festival organizzando altrettanti momenti pubblici in casa propria, la musica di Paolo Bonfanti e dei Nuovi Disertori in ricordo dell’alpinista Ferdinando Rollando mentre sua figlia Virginia leggeva i brani del suo diario, l’assemblea con i bambini delle scuole primarie sul Monferrato che verrà e gli incontri nelle scuole superiori dove si è parlato di volontariato, bellezza, tutela della salute insieme agli esponenti di Retake, Lifegate, Labsus, Action Aid, Cittadini reattivi, Last minute market, ai rappresentanti della comunità della Val Bormida che hanno ripercorso la loro lotta pluridecennale, ai sindaci del Monferrato e ai rappresentanti di Arpa Piemonte. O ancora, il saluto in video del ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, che proprio qui tre anni fa era stato tra i finalisti per il suo impegno contro lo smaltimento illecito nella Terra dei fuochi. E per concludere il blitz al mercato di Casale che ha permesso di raccogliere una decina di cassette d’insalata, cachi e prugne perfettamente commestibili che altrimenti sarebbero finite nella spazzatura. Che cosa aggiungere di più? Semplicemente questo: siamo già all’opera per l’edizione 2019, dall’1 al 7 dicembre, se volete unirvi a noi le porte del Festival sono sempre aperte.

* Coordinatori del Comitato organizzatore e dell’associazione “Amici di Luisa”