‘Un green new deal per l’Europa’, le proposte di Legambiente per rilanciare il sogno europeo

Presentato oggi a Roma il rapporto firmato dal vicepresidente Edoardo Zanchini e dal direttore dell’Ufficio Europeo Mauro Albrizio. Ecco le scelte indispensabili che l’Ue deve prendere per rispondere alle grandi questioni del lavoro, delle migrazioni, delle disuguaglianze e dei cambiamenti climatici Clima, integrazione, economia circolare: le sfide che deve affrontare l’Europa Intervista a Edoardo Zanchini, curatore del rapporto Ambiente Italia 2019

 

Una ragazza con la bandiera dell'UE

Se l’Europa intende davvero uscire dalla crisi climatica, economica e sociale e arrestare la marea dell’euroscetticismo, della paura e del populismo, può solo scegliere di puntare su un nuovo green deal. Un nuovo piano di scelte politiche che metta davvero al centro l’ambiente e il tema dei mutamenti climatici, accelerando il cambiamento in questa direzione.

La proposta è stata lanciata da Legambiente con il rapporto Un green new deal per l’Europa. Idee e sfide per rilanciare il progetto europeo, a cura di Edoardo Zanchini e Mauro Albrizio, presentato oggi a Roma alla Red Feltrinelli. Insieme agli autori ne hanno discusso nel corso del dibattito ‘La Sfida delle elezione europee’ coordinato dal direttore de Linkiesta, Francesco Cancellato, Roberto Barbieri, Fabrizio Barca, Roberto Della Sta, Chiara Favilli, Monica Frassoni, Ermete Realacci, Simona Bonafè (Pd), Francesco Mingiardi (Europa+), Marilena Grassadonia (La Sinistra), Annalisa Corrado (Europa Verde) ed Eleonora Evi (M5s). 

Il rapporto è un documento di fondamentale importanza a poche settimane dal voto per le elezioni europee. Il dossier fa il punto su quelle scelte indispensabili che l’Ue deve prendere attraverso politiche capaci di rispondere alle grandi questioni del lavoro, delle migrazioni e delle disuguaglianze. È da qui che l’Europa deve ripartire se vuole animare un nuovo sogno europeo, coinvolgere sempre più i cittadini, e costruire una casa comune sempre più inclusiva, sostenibile, green e competitiva contrastando così le crescenti diseguaglianze tra le quali quella economica.

“In questo volume – spiega Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente – abbiamo raccolto idee e punti di vista diversi per capire i cambiamenti in corso e portare nel dibattito elettorale le sfide che l’Europa ha di fronte per uscire da una crisi che non dipende dai sovranisti, ma dalla mancanza di visione e coraggio nell’affrontare le questioni che si sono aperte in una economia sempre più globalizzata e con diseguaglianze crescenti, con fenomeni di migrazioni per ragioni climatiche sempre più rilevanti. Non basta difendere quanto di straordinario fatto in questi anni, anche per l’ambiente e di cui noi italiani per primi dobbiamo essere consapevoli, ora è il tempo di rilanciare il progetto europeo e delle scelte per creare lavoro e rafforzare la coesione sociale nei territori e al contempo alzare l’asticella sul piano dei diritti dei cittadini e degli obiettivi di convivenza e di pace su cui è fondata l’Unione europea. E oggi la chiave del clima è l’unica che permette di leggere queste sfide e di costruire un idea di società e di economia capace di trovare le risposte nei nostri territori e nelle nostre città, come in quelle di tutti i Paesi del Mediterraneo”.

Edoardo Zanchini presenta il rapporto Ambiente Italia 2017

Con questo volume Legambiente vuole dunque proporre una contronarrazione all’interno del dibattito elettorale verso le elezioni di fine maggio che abbia al centro una nuova visione europea. In questi anni si è parlato con accento negativo dell’Europa delle banche, dell’alta finanza e di quella dei burocratici di Bruxelles e Strasburgo, dimenticando invece che l’Europa è stato spesso un vero salvagente per tanti Paesi, soprattutto per l’Italia. Se la Penisola negli ultimi decenni ha approvato leggi ambientali sempre più ambiziose su rifiuti, depurazione, produzione di energia da fonti rinnovabili, riduzioni di emissioni di gas serra, ad esempio, lo deve in primo luogo proprio alle direttive europee che siamo stati obbligati a copiare. Ed è proprio per l’importante ruolo che riveste l’Europa che proponiamo un green new deal basato su due elementi fondamentali l’economia decarbonizzata e circolare. Decarbonizzare non serve solo a contrastare i cambiamenti climatici in corso, ma produce anche benefici sociali ed economici. Un’azione climatica in linea con gli obiettivi di Parigi, secondo il recente rapporto della commissione globale sull’economia e clima, può far crescere l’economia mondiale di ben 26.000 miliardi di dollari, creare 65 milioni di nuovi posti di lavoro ed evitare 700.000 morti premature per l’inquinamento atmosferico già entro il 2030.

“L’emergenza climatica – dichiara Mauro Albrizio, direttore dell’Ufficio Europeo di Legambiente – si può vincere solo se si avvia da subito una profonda trasformazione di tutti i settori dell’economia europea, da realizzare nei prossimi venti anni e con un forte impatto sociale, che richiede un nuovo sistema di welfare europeo per non lasciare indietro nessuno. Sfida ambiziosa possibile solo con il pieno coinvolgimento di tutti i cittadini europei grazie a un nuovo contratto sociale, ovvero un Green New Deal forza motrice della decarbonizzazione dell’economia europea. A tal fine è cruciale mettere in campo un’Alleanza per il Green New Deal tra tutte quelle forze ambientaliste, sociali e imprenditoriali disposte a lavorare insieme per vincere la triplice sfida climatica, economica e sociale”.