Un cigno che rigenera

DAL MENSILE Insegnano a fare una raccolta differenziata di qualità e hanno un centro che regala una seconda vita agli oggetti dismessi. Sono i soci di Caltagirone, campioni di economia circolare

Circolo Legambiente Il Cigno Caltagirone

Dal mensile di aprile – Ridurre, riutilizzare, riciclare. Sono le 3 R che stanno alla base del modello dell’economia circolare, un sistema economico pensato per potersi rigenerare da solo, garantendosi sostenibilità.  Ridurre lo spreco di risorse, riutilizzare i prodotti e i loro componenti, riciclare i rifiuti e le materie prime. Tre azioni che sono diventate un mantra per il circolo “Il Cigno” di Caltagirone (Ct), che da anni concentra i suoi sforzi proprio sulla promozione di questo modello, a fianco dei cittadini nel trasformare gli stili di vita in chiave sostenibile.

A dimostrarlo c’è l’esperienza dell’Ecostazione, un progetto partito nel 2017 per favorire in città il passaggio dalla raccolta differenziata nei cassonetti a quella porta a porta. Carta, plastica, metallo e vetro in cambio di prodotti alimentari a km 0. È questa la ricetta adottata dal circolo grazie a una convenzione con il Comune e la Società di regolamentazione dei rifiuti. «Il sistema era molto semplice – spiega la presidente del circolo di Legambiente, Anita Astuto – i rifiuti differenziati che i cittadini ci portavano venivano pesati e trasformati in punti caricati in una tessera. Maturati un totale di punti era possibile ritirare dei prodotti alimentari di prima necessità: farina, olio, pasta o vino, tutti scelti con cura favorendo le realtà del territorio». Un esperimento che ha consentito al circolo di attivare più di 1.200 tessere (per altrettanti nuclei familiari) in pochi mesi, dimostrando concretamente come i rifiuti possano trasformarsi in risorsa e introducendo nello stesso tempo il tema di uno stile alimentare sostenibile. «Poter parlare singolarmente con le persone che venivano era un’occasione di formazione – continua Astuto – Ci consentiva di spiegare l’importanza di fare la raccolta differenziata e di farla bene, perché se all’impianto non arriva una raccolta di qualità diventa uno sforzo inutile. Grazie al nostro progetto abbiamo inciso di 3 punti percentuali sulla raccolta comunale».

Spinti dal successo dell’iniziativa, e con l’obiettivo di seguire sempre più le 3 R, a luglio 2018 i volontari hanno “trasformato” l’Ecostazione in un Centro del riuso. La finalità è quella di ridurre la produzione di rifiuti, intercettando a monte beni ancora utilizzabili. Piccoli elettrodomestici dismessi ma ancora funzionanti, prodotti per la prima infanzia e giocattoli in buono stato. «Gli oggetti destinati a diventare rifiuti – racconta la presidente – vengono donati alle famiglie seguite dai servizi sociali: un’idea semplice che coniuga sostenibilità ambientale e sociale, le famiglie in stato di bisogno hanno così avuto accesso a oggetti che non avrebbero potuto comprare. Un piccolo esempio di sostenibilità ambientale, sociale ed economica».

Se per il futuro si pensa a estendere la filiera virtuosa alla preparazione e al riutilizzo dei beni, i volontari educano all’economia circolare anche le generazioni più giovani. Come con il progetto realizzato insieme ad Ecopneus (società senza scopo di lucro per il rintracciamento, la raccolta, il trattamento e il recupero dei pneumatici fuori uso, ndr), che ha portato l’Istituto comprensivo Arcoleo-Feltre di Caltagirone a vincere il primo premio del concorso annesso: la ripavimentazione della palestra con una stesa ad alte prestazioni in gomma riciclata. «La palestra della scuola era inagibile da tempo – conclude Anita Astuto – non vediamo l’ora di poterla inaugurare con una edizione straordinaria di “Nontiscordardimé” (la campagna di Legambiente dedicata alla qualità e vivibilità degli edifici scolastici, ndr), dimostrando concretamente quanto l’economia circolare possa far bene alle nostre comunità».

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