Con un blitz, al via la campagna referendaria

Un mangiafuoco, una trivella e il “mare” nero. Questa mattina in  piazza del Pantheon in tantissimi per il  flash-mob organizzato dal comitato per il Sì

(foto di Andrea Petrosino)

Grande successo di pubblico per il flash-mob dal titolo Un mare nero che si è tenuto questa mattina a Roma nei pressi del Pantheon. L’iniziativa, promossa dal Comitato nazionale Vota sì per fermare le trivelle, ha aperto ufficialmente la campagna del referendum del 17 aprile. «Il flash-mob è stato organizzato per rompere il muro di silenzio che si è costruito attorno al referendum sulle trivellazioni nei nostri mari e per diffondere le ragioni del sì – spiega Maria Maranò, coordinatrice del Comitato referendario – Noi non temiamo il confronto tra le ragioni del sì e quelle del no. L’unica cosa che temiamo è che i cittadini non siano raggiunti sufficientemente dall’informazione che il 17 aprile si vota e che è a essere in gioco è il futuro energetico del nostro Paese». Votare “sì” significherà dare una scadenza alle concessioni finora rilasciate per l’estrazione di idrocarburi nei nostri mari entro le 12 miglia. Votare “no” significherà, invece, consentire estrazioni senza vincoli temporali e fino all’esaurimento dei giacimenti, con il risultato ultimo di continuare ad alimentare una politica energetica fondata sulle fonti fossili.

Emblematico il titolo della mobilitazione pubblica: richiama l’attenzione sul mare nero conseguente all’uso delle trivelle per ottenere “un mare di sì” lungo tutta la penisola. In piazza, sotto gli occhi attoniti dei partecipanti all’evento, un artista mangia-fuoco ha collocato un modellino di trivella circondato da lunghissimi teli neri simbolo di un mare inquinato e ha poi iniziato a dare fuoco. Piano piano un grande striscione con su scritto “Il 17 aprile vota sì” si è fatto avanti e lo ha avvolto a simboleggiare l’interruzione delle trivellazioni e l’uscita dall’era dei fossili. «Il flash-mob di oggi segna l’inizio della campagna referendaria – prosegue Maria Maranò – È stato organizzato con la modalità che ci contraddistinguerà d’ora in avanti, non staremo nel chiuso delle stanze ma staremo nei supermercati, nelle piazze, nelle strade, lì dove è possibile parlare con i cittadini».

All’evento di questa mattina seguiranno, quindi, tanti altri appuntamenti. «Avremo 30 giorni da oggi per fare propaganda sul referendum del 17 aprile. I tempi sono strettissimi e le condizioni che ci ha imposto il governo veramente proibitive. Nonostante tutto, abbiamo voluto accettare la sfida di fare questa campagna», sottolinea Maranò. Ma le difficoltà non finiscono qui. Nelle ultime ore, infatti, la segreteria del PD ha lanciato l’invito a boicottare il referendum dichiarandolo inutile. «È la corte costituzionale a dire che questo referendum ha una sua ragione di essere – ribatte Maranò – Noi facciamo un appello: noi abbiamo accettato la sfida delle condizioni proibitive che il governo ci ha dato, accettate anche voi la sfida e il confronto alle urne. Per evitare che i 360 milioni spesi per organizzare il referendum vengano sprecati facciamo in modo che si imponga un dibattito leale e civile sulle scelte energetiche che il nostro paese deve fare in coerenza con gli impegni presi nella conferenza di Parigi contro i cambiamenti climatici. Facciamo sapere a tutti quali sono le ragioni del sì e del no, poi saranno i cittadini a scegliere cosa votare».