Un avamposto di bellezza e futuro

Napoli, con le sue criticità e le sue avanguardie, è un ottimo luogo in cui definire strategie e nuovi strumenti associativi / Speciale XI Congresso  / Il tempo del Coraggio

foto di S. Renna e R. De Maddi

Nel 1839, 180 anni fa, fu inaugurata la prima tratta ferroviaria in Italia, la Napoli-Portici. L’anno dopo la sfida si fece ancora più importante quando accanto alla prima tratta ferroviaria, a Pietrarsa, nacque il primo polo industriale della penisola per produrre locomotive e binari. E poi nel nuovo secolo, quando il vapore divenne obsoleto, l’intuizione di convertire l’industria pesante in polo museale. Una sfida audace in tempi dove conversione e rigenerazione non erano termini diffusi. Se c’è un posto, dunque, che in Italia può facilmente dare il senso a politiche coraggiose e lungimiranti, quello è Pietrarsa. Un polo museale che parla di storia, mobilità, industria e cultura, di trasformazioni necessarie. Un avamposto di bellezza che affaccia sul Golfo di Napoli e protetto alle spalle dal Vesuvio. Pietrarsa è un ponte verso la città, una periferia urbana che ci dà la proiezione in anticipo della grande metropoli, quando la fermata della linea attraversa San Giovanni Barra, l’area a est di Napoli che aspetta l’eterna bonifica, lì dove manca il lavoro e “le stese” (raid intimidatori notturni dei clan, ndr) inquinano le strade. Napoli sperimenta luoghi di innovazione sociale e culturale, grazie al dinamismo di scuole, associazioni, fondazioni e alla street art di Jorit, ma è anche tecnologica con migliaia di ragazzi che studiano all’Apple Academy. Piazze, vicoli, fontane, presepi, chiese aperte, abbandonate, occupate. Teatri, musei, catacombe, città sotterranee creano un monumento vivente e sacro. Una sacralità che non si offende quando si mescola con bancarelle, street food e turisti ma che invece soffre quando tra i vicoli incontra povertà, degrado e indifferenza. Le contraddizioni ci accompagnano quando scorgiamo l’immensità della bellezza del lungomare Caracciolo liberato dalle auto, triste sorte invece per chi vive ancora l’occupazione dell’arenile nell’ex quartiere operaio di Bagnoli. Questa è Napoli, con le sue criticità e le sue avanguardie. È un’ottima scelta per un’associazione ambientalista, oggi, decidere di fare il proprio congresso in questo luogo di laboratori e di sperimentazioni. Da qui immagineremo la strategia politica e gli strumenti associativi del futuro. Benvenuti nel Mezzogiorno che ha bisogno di azioni concrete per ricucire tutto il Paese. Benvenuti a Napoli città del mare, della cultura e dell’accoglienza. Per rafforzare l’associazione, per vincere la sfida, per fare la rievoluzione. Buon congresso a tutte e tutti.

foto di Mariateresa Imparato‘Napoli, con le sue criticità e le sue avanguardie, è un ottimo luogo in cui definire strategie e nuovi strumenti associativi’

Mariateresa Imparato, presidente di Legambiente Campania