mercoledì 25 Novembre 2020

Tutte a casa per il Coronavirus

donne vittime di violenza

Tutte a casa. Il Covid-19 ha imposto anche alle donne vittime di abusi e violenze di rimanere fra le mura domestiche, con il paradosso che per loro è quello il luogo più pericoloso in cui stare. Lo sanno bene le donne che lavorano nella cooperativa Be Free di Roma, realtà che gestisce cinque centri antiviolenza e cinque case rifugio nella Capitale, a Viterbo, in Abruzzo e Molise. «C’è stata una flessione delle chiamate nella prima settimana – racconta la presidente Oria Gargano – ma poi è ricominciato tutto a ritmi normali. Sono aumentate moltissimo le email: tante sono professioniste che approfittavano dello smartworking per contattarci». Il lavoro compiuto, in modo capillare, è stato quello di rendere noto in tutti i modi che erano rimaste aperte. «Tutti i centri antiviolenza attivi, risposta telefonica h24, whatsapp, email», puntualizza Oria. Poi l’idea di accogliere nuovi casi: Be Free, grazie al finanziamento della fondazione Haiku Lugano, garantisce alberghi, B&B o residence alle donne, anche con figli, in cerca di un alloggio per fuggire dal maltrattante. Alla task force della “Fase due” Oria Gargano chiederebbe di far aprire nuove case rifugio: «Il Consiglio d’Europa ha detto che in Italia servirebbero 6.300 letti, noi ne abbiamo 630, un decimo». Intanto, le telefonate al numero nazionale antiviolenza e stalking, l’1522, sono scese del 55% nelle prime due settimane di marzo: da 1.104 dello stesso periodo del 2019 a 496. Il periodo è davvero complicato per tutte. Come testimonia Rosa Di Matteo, responsabile del centro antiviolenza Aurora di Napoli. «Quando è arrivata l’emergenza, a fine febbraio, stavamo traslocando – spiega – Così abbiamo trasformato le attività in modalità da remoto e il quartier generale ora è casa mia». Rosa riceve le chiamate e poi le smista alle colleghe secondo le esigenze. «C’è stata anche da noi una grande flessione di telefonate, sia per la coesistenza con i propri carnefici, senza possibilità di una via d’uscita come il lavoro, sia perché molte donne pensano sia tutto chiuso». Rosa però racconta come alcuni tipi di chiamate siano aumentate:
«Si tratta delle utenti che già avevamo in carico, vogliono capire come continuare i loro percorsi con i tribunali chiusi, oppure chiedono informazioni sulla gestione del diritto di visita dei papà. Un tema molto caldo è quello della conciliazione dell’esercizio di questo diritto con le misure restrittive imposte dai decreti». Insomma, i problemi sono tanti, così come le risposte messe in campo. Ma a Rosa resta l’amarezza di un lavoro che si sta trasformando fra le mani: «Non funziona un centro antiviolenza lavorando da remoto, il nostro è un impegno che si basa sulla relazione, ci dobbiamo guardare in faccia perché c’è un vissuto anche corporeo, che altrimenti perdi». Nella città partenopea è rimasto attivo anche lo sportello antiviolenza dell’associazione Le Kassandre, a Ponticelli, un presidio con tutti i servizi di accoglienza, la consulenza psicologica, l’orientamento legale, l’auto-aiuto. «Ma sono completamente saltati tutti gli altri progetti», dice Elisabetta Riccardi. L’associazione ne gestiva uno sulla violenza sulle donne rifugiate e richiedenti asilo, un altro sulla conciliazione vita-lavoro. Durante Pasqua ci sono state richieste urgenti di messa in protezione. «L’1522 sta pro- muovendo molto l’app, con la chat, per facilitare le donne che convivono con il violento – spiega Elisabetta – Sono immobilizzate, con la sensazione di stare in carcere. Ma in realtà la polizia potrebbe intervenire e gli alloggi ci sono, perché il Comune si è attivato accreditando dei B&B per l’accoglienza. C’è poi un altro aspetto: la dimensione del controllo che il maltrattante può esercitare dà meno motivo di conflitto. Conosceremo le motivazioni della flessione dopo: quello che sappiamo è che ora quando arrivano a chiamare si è arrivati allo scalino finale, alla violenza fisica». Per questo l’associazione ha avviato una campagna su Facebook in cui chiede ai familiari e ai vicini di casa di aiutare le donne vittime di violenza.
Anche a Milano, nella Casa delle donne maltrattate (Cadmi), Manuela Olivi racconta come nelle prime due settimane il centralino sembrasse spento, «ma ora le chiamate sono ricominciate. I contatti sono maggiori con le donne che già ci conoscevano». Difficile anche la situazione nelle sette case rifugio a indirizzo segreto. «Abbiamo dovuto chiedere loro di rimanere in casa e non uscire a fare la spesa, preferiamo mandare noi qualcuno per farlo – continua Manuela – Un altro problema è legato alle nuove ospitalità: bisognava garantire un’accoglienza in solitaria». Anche al Cadmi si registrano difficoltà nell’accoglienza: «È tutto cambiato, ci manca il contatto vis a vis, necessario per costruire una reale via d’uscita. L’abbiamo mantenuto solo per sei sette donne, dove c’era pericolo di vita».

Articoli correlati

Clima, negli ultimi dieci anni l’Italia colpita da quasi mille fenomeni estremi

Roma, Bari, Milano e Agrigento le città che hanno subito i danni maggiori. I dati del Rapporto 2020 dell’Osservatorio CittàClima di Legambiente "Il clima è già cambiato". SEGUI LA DIRETTA e SCARICA IL RAPPORTO 2020

Bruxelles, presentato il nuovo logo per il packaging in vetro

Per 9 europei su 10 il vetro è il miglior contenitore di alimenti e bevande. Il nuovo logo è un marchio di garanzia che ne "certifica" qualità e benefici

Rapporto CittàClima 2020

Presentazione del Rapporto 2020 dell’osservatorio di Legambiente CittàClima: la mappa di 10 anni di impatti sul territorio italiano

Seguici sui nostri Social

16,645FansLike
21,131FollowersFollow
0SubscribersSubscribe

Gli ultimi articoli

Clima, negli ultimi dieci anni l’Italia colpita da quasi mille fenomeni estremi

Roma, Bari, Milano e Agrigento le città che hanno subito i danni maggiori. I dati del Rapporto 2020 dell’Osservatorio CittàClima di Legambiente "Il clima è già cambiato". SEGUI LA DIRETTA e SCARICA IL RAPPORTO 2020

Bruxelles, presentato il nuovo logo per il packaging in vetro

Per 9 europei su 10 il vetro è il miglior contenitore di alimenti e bevande. Il nuovo logo è un marchio di garanzia che ne "certifica" qualità e benefici

Rapporto CittàClima 2020

Presentazione del Rapporto 2020 dell’osservatorio di Legambiente CittàClima: la mappa di 10 anni di impatti sul territorio italiano

Notte europea dei ricercatori, quest’anno un’edizione tutta in streaming

Una settimana ricca di eventi, incontri, documentari e talk online per aumentare la consapevolezza dei cittadini sulle sfide globali della società. E il 27 novembre in diretta sulla piattaforma digitale Rai Play

Lanciato il nuovo satellite di Copernicus per monitorare l’innalzamento dei mari

Sentinel-6 Michael Freilich mapperà ogni 10 giorni il 95% degli oceani della Terra liberi da ghiaccio e fornirà importanti informazioni per studiare il clima e gli effetti del cambiamento climatico / Erosione costiera, Legambiente: in 50 anni persi 23 metri di profondità di spiagge