Turismo lento, fra montagna e mare

Il Sentiero Liguria esplora l’entroterra di Ponente nel finalese, capitale mondiale dell’outdoor. Da scoprire a piedi, arrampicando o in mountain bike elettrica maggio 2019

Immagine di Finale Ligure

I sentieri al tramonto sul Monte Carmo, che regalano scorci paesaggistici unici. L’entroterra dei Comuni di Loano, Pietra e Finale Ligure in provincia di Savona. Una vera e propria palestra a cielo aperto, dalle vette spettacolari e percorsi immersi nella natura, praticabili a piedi e in mountain bike. I Borghi più belli d’Italia poi, come Final Borgo e Verezzi, con le sue grotte dai mille colori. E il mare cristallino di Varigotti, punto d’osservazione sul Santuario dei Cetacei, dove balenottere e capodogli vivono nel loro ambiente naturale. Sono alcuni degli itinerari promossi dal progetto europeo Intense, cofinanziato dal Programma interreg Italia-Francia Marittimo 2014-2020. Un’iniziativa che prevede la promozione del turismo ciclabile ed escursionistico per la valorizzazione, durante tutto l’anno, del patrimonio naturalistico e culturale dei territori dell’area transfrontaliera, attraverso una mobilità dolce e intermodale, lungo la rotta del Sentiero Liguria.

È questo un itinerario in 30 tappe di circa 675 chilometri che, da Luni a Ventimiglia, segue tutto l’arco ligure. Un percorso che si snoda tra terre aspre e selvagge, passando per i tipici terrazzamenti di vigne e uliveti, lidi e scogliere, pinete e boschi di leccio, attraversati da Vie del sale e della fede, mulattiere e antiche strade romane. Una fascia di territorio fortunatamente risparmiata da quella cementificazione e quell’abusivismo edilizio che, fra gli anni ’60 e ’80 hanno sfigurato il litorale rivierasco, sulla scia del boom del turismo balneare di massa. Obiettivo del progetto Intense, invece, è dare impulso al ciclotursimo. Un modo di viaggiare sempre più apprezzato dagli italiani, cresciuto del 41% negli ultimi 5 anni, con un fatturato di 7,6 miliardi annui per gli operatori, stando al rapporto “Cicloturismo e cicloturisti in Italia” di Isnart-Unioncamere e Legambiente, presentato a marzo scorso al Bike summit 2019 a Roma.

Tra le iniziative previste dalla Regione Liguria, fra i vari partner dell’iniziativa che coinvolge anche Toscana, Sardegna, Corsica e territori del Paca (Provenza, Alpi e Costa Azzurra), c’è la promozione dell’uso del treno collegato alle bici, la collaborazione fra amministrazioni e pmi del settore outdoor e il potenziamento della cartellonistica e della segnaletica dei sentieri, in corso d’opera (contrassegnata da un bollino con la dicitura “Sentiero Liguria Lumi-Ventimiglia” e segni rossi con la freccina che indica il percorso). Grazie a un protocollo d’intesa, ciascun Comune attraversato ha assunto l’impegno di manutenere il rispettivo tratto del percorso, già fruibile a piedi, collegandolo tramite varianti ai Borghi bandiera arancione e alle bellezze del territorio.

Fra i tratti ciclabili individuati, quelli di Finale Ligure, già Capitale mondiale dell’outdoor, meta di eventi come la 24Ore di Finale (1-2 giugno) e degli Enduro world series (28 settembre), che richiamano nella provincia di Savona migliaia di appassionati da tutta Europa. E località limitrofe, come Loano, il Pietrese, la Val Maremola. Il pittoresco borgo di Loano è capofila del progetto “Monte Carmo Outdoor”. Con i Comuni dell’entroterra ha progettato 14 sentieri di fitwalking e 4 circuiti di e-bike (totale 150 km), divisi in bassa e alta difficoltà per principianti ed esperti. Dal grazioso centro, in bici o in e-mountainbike è quindi possibile raggiungere le colline di Boissano (200 m) e i suoi borghi, ai piedi del Monte Ravinet (1.070 m). Qui nel 1963 Maria Louise Jeanneret, nipote dell’architetto Le Corbusier, istituì il Centro internazionale di sperimentazione artistica (oggi purtroppo chiuso), frequentato da artisti come Andy Warhol e lo scultore Giò Pomodoro.

Il Sentiero Liguria è raggiungibile sia in direzione Ponente da Toirano, dominato dall’antico monastero benedettino di San Pietro in Varatella, sia verso Levante, risalendo l’area sub- montana, costellata da cascine tardo-medievali e gole venate di ruscelli, che conduce al rifugio Cai Pian delle Bosse (800 m). Inaugurato 40 anni fa da Achille Compagnoni, l’alpinista del K2, è un bell’esempio di esperienza che, in condizioni difficili, assicura qualità e accoglienza (40 posti letto, cucina stagionale a km zero). «A 2 ore di cammino, c’è la vetta del Monte Carmo (1.389 m), popolato da faggete e boschi di larici, daini e caprioli, che regala una vista a 360° dalla Corsica all’Adamello in Trentino, nelle giornate limpide», assicura Simone del Monte, presidente del Cai di Loano. E non lontano c’è il Gioco di Giustenice (1.143 m), con un tracciato impegnativo, molto apprezzato dai ciclisti allenati. Dal borgo marino di Pietra Ligure, invece, si raggiunge la Val Maremola, con i suoi 40 km di sentieri che toccano i 1.400 metri (livello medio-alto).

Tappa obbligata, le Grotte di Borgio, le più colorate d’Italia, con i suoi incantevoli laghi sotterranei e l’affascinante borgo saraceno di Verezzi, eretto sul pendio del Monte Orera, da 40 anni sede dell’omonimo Festival teatrale.

Risalendo la ripida Borgata Crosa sino alla chiesa di San Martino, attraverso una fitta lecceta si scende a Gorra, uno dei centinaia spot di free climbling del finalese, caratterizzato da ripide falesie calcaree e magnifiche bastionate di roccia, che assicurano arrampicate da brivido. Attraversato il torrente Porra, sovrastato dal Forte San Giovanni, si raggiunge Final Borgo, uno dei più belli d’Italia, dai vicoli stretti fra palazzi barocchi, protetti da possenti mura medievali.

Segue all’interno, verso Levante, l’altopiano delle Manie, paradiso degli amanti dell’escursionismo, della mountain bike e del Trail running, con tracciati ricoperti da una fitta macchia mediterranea, dalla quale affiora l’antica via romana Julia Augusta ed i suoi cinque ponti monumentali. Si tratta di una delle parti più emblematiche del Sentiero Liguria, dove sarebbe dovuto nascere il Parco naturale regionale del Finalese, atteso dal 1995 e bocciato lo scorso aprile, con l’approvazione della norma “sfascia-parchi” che ha tagliato oltre 500 ettari di aree protette liguri.

Tra i sentieri più panoramici, c’è il sentiero del Borriolo, in località Varigotti (XVI sec.) e parte di un percorso pedonale mozzafiato, il “Balcone sul Mare” che, per 50 giorni all’anno, permette di osservare balenottere, grampi, capodogli del Santuario Pelagos senza disturbarli. In modo unico e inconsueto. 

Articolo pubblicato su La Nuova Ecologia – maggio 2019

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