Trentino, rischia l’abbattimento l’orso coinvolto nell’incontro con padre e figlio in montagna

L’orso non è stato ancora identificato ma il presidente della Provincia Autonoma di Trento è già pronto ad autorizzare l’abbattimento/ Orso in Trentino, Legambiente chiede la revoca dell’ordinanza di abbattimento

immagine di un orso bruno marsicano

Ieri l’incontro di un orso con un padre e un figlio che stavano passeggiando in un sentiero di montagna sul Monte Peller, in località Torosi, in Trentino. Il figlio, inciampato a terra, è stato sormontato dall’animale sotto lo sguardo del padre, che è accorso in sua difesa. L’uomo, 59 anni, è finito all’ospedale con una gamba fratturata in più punti da un morso dell’orso. Il giovane ventottenne, invece, è rimasto illeso. 

Oggi, ancor prima dell’identificazione dell’orso coinvolto nella vicenda, è già pronta l’ordinanza per il suo abbattimento. Il presidente della Provincia Autonoma di Trento Maurizio Fugatti è pronto a firmarla, ma non senza aver sentito il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, che più volte si è dichiarato contrario agli abbattimenti. Nel frattempo, la provincia fa sapere che sono stati inviati al laboratorio della Fondazione Mach dei campioni utili a identificare l’animale attraverso l’analisi del DNA.

In conferenza stampa, Fugatti ha sostenuto che la gestione degli orsi in Trentino è divenuta insostenibile. Ci sarebbero circa 90 esemplari nella regione, esclusi i cuccioli. Il Presidente ritiene quindi che sia ormai da mettere in dubbio la possibilità di una convivenza pacifica con l’uomo. Nel frattempo insorgono le associazioni ambientaliste: l’Oipa Italia (Organizzazione Internazionale Protezione Animali) si dice pronta a presentare ricorso al Tar perché l’abbattimento di un orso può avvenire, per legge, solo in caso di comprovata pericolosità nei confronti dell’uomo o quando si sia verificata l’inefficacia di misure alternative incruente.

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