Trentino, Leal: “No all’abbattimento dell’orsa, forse ha cuccioli”

Identificata l’orsa destinata all’abbattimento che a fine giugno ha ferito un uomo in montagna. L’allarme della Lega AntiVIVIsezionista: bisogna cambiare strategia / Trentino, rischia l’abbattimento l’orso coinvolto nell’incontro con padre e figlio in montagnaOrso in Trentino, Legambiente chiede la revoca dell’ordinanza di abbattimento

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Il 23 giugno era rimasta coinvolta in un incontro con due cacciatori in montagna, in seguito al quale uno dei due aveva subito una frattura multipla alla gamba. La richiesta d’abbattimento era stata presentata ancor prima dell’identificazione dell’animale, e presto firmata dal presidente della Provincia Maurizio Fugatti.

Da qualche giorno, invece, l’esemplare è stato identificato: si tratta di un’orsa di 14 anni, cui è stato dato il nome di Jj4. Le analisi hanno dimostrato che è la figlia di Junka, altro esemplare catturato nel 2007. L’aggravante però è che, come si legge su una nota della Lega AntiVIVIsezionista (Leal), “potrebbe avere dei cuccioli, visto che il Monte Peller, luogo dove transitava al momento dell’incidente con i due uomini, rientra nella zona indicata sul sito dei grandi carnivori della Provincia di Trento che pubblica le segnalazioni di orse con prole”.
Sabato, gli animalisti del gruppo Centopercentoanimalisti hanno bloccato per protesta il casello di Verona nord in direzione del Trentino. I militanti, guidati da Paolo Mocavero, hanno esposto uno striscione con la scritta “Boicotta Trentino terra insanguinata”.

Anche il ministro dell’Ambiente Sergio Costa ha espresso con determinazione la sua opinione contraria all’abbattimento, scrivendo sul profilo Facebook: “NON ABBATTETELA. Non se lo merita. Perfino chi è stato aggredito ha lanciato lo stesso mio appello. Non concordo affatto con l’ordinanza del Presidente della provincia autonoma di Trento che prevede l’abbattimento. Come Ministero gli abbiamo inviato una diffida affinché si fermi. Gaia, così mi piace chiamarla quest’orsa. Gaia, come la Madre Terra. Lei, che più di tutti ci accoglie, e che abbiamo il dovere di proteggere. Potrebbe essere proprio questo, una mamma che protegge i suoi cuccioli, lo stiamo cercando di capire. Ma in ogni caso: non uccidete Gaia”.

La Leal chiede quindi al presidente della Provincia Maurizio Fugatti di “cambiare strategia e dichiarare fine alla guerra all’orso, ai grandi predatori e alla fauna selvatica in genere, lasciando libera e in vita Jj4“.

“Non abbiamo più tempo: in queste ultime ore sono iniziate le operazioni di cattura del plantigrado e la zona è pattugliata da agenti della Forestale, mentre sono già state piazzate le trappole tubo”, afferma in conclusione Gian Marco Prampolini, presidente di Leal.

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