Trattamento a zero emissioni, l’impianto progettato da ECO-PV ed Enea

La partnership punta a industrializzare un processo innovativo per il trattamento dei moduli fotovoltaici a fine vita finalizzato al recupero delle materie prime seconde. Il tutto nel modo più efficiente ed ecosostenibile possibile

“Ci auguriamo che le norme sul fotovoltaico siano chiare e stringenti, a tutela della filiera legale del riciclo. Investiamo risorse per innovarci e per offrire standard elevatissimi a tutela dell’ambiente, ci aspettiamo che il legislatore fornisca in tempi rapidi adeguate risposte normative”. È il monito lanciato da Damiano Zilio, amministratore delegato del Consorzio ECO-PV, nel commentare la proficua collaborazione scientifica con Enea il cui prossimo obiettivo è mettere a sistema il funzionamento di un impianto di trattamento a zero emissioni, al momento operativo in via sperimentale.

Damiano Zilio, amministratore delegato del Consorzio ECO-PV

La parola chiave di questo processo virtuoso è “fotovoltaico”. In pratica, ECO-PV ed Enea puntano a industrializzare un processo innovativo per il trattamento dei moduli fotovoltaici a fine vita finalizzato al recupero, il più efficiente ed ecosostenibile possibile, delle materie prime seconde. E dare così concretezza ai principi che sono alla base dell’economia circolare e dell’end-of-waste.

Alimentati da questo spirito innovativo, nel 2018 ECO-PV ed Enea sono riusciti a vincere due bandi: uno del ministero dell’Ambiente per il cofinanziamento di progetti di ricerca finalizzati allo sviluppo di nuove tecnologie di recupero, riciclaggio e trattamento dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche; l’altro, il “Proof of Concept”, finanziato dall’Ente stesso e finalizzato alla realizzazione di progetti innovativi scalabili a livello industriale. Bandi che hanno consentito al Consorzio ECO-Pv di realizzare l’impianto di trattamento a emissioni zero, e dunque completamente ecosostenibile, che ora si vuole rendere funzionante a tutti gli effetti.

Il know-how di ENEA, insieme all’esperienza in campo industriale di ECO-PV, hanno permesso di ingegnerizzare un processo in cui l’efficienza di recupero dei materiali è superiore al 95%. Rispetto a quelli già brevettati e a quelli attualmente implementati negli impianti commerciali, questo tipo di trattamento risulta più efficiente da un punto di vista energetico e completamente ecosostenibile, essendo ad emissioni zero. Massimizzare il recupero e il riciclo dei materiali costitutivi dei rifiuti fotovoltaici è il goal del Consorzio, che intende, nel prossimo futuro, impiegare a livello industriale questo processo rendendolo il nuovo standard di riferimento per il settore.

In questa “partita” il ruolo giocato da ECO-PV è centrale. Si tratta del primo consorzio italiano nato nel 2012 dai maggiori operatori di mercato per soddisfare le esigenze del settore fotovoltaico, conforme agli obblighi dettati dalle normative in vigore, e dall’anno successivo inserito nella prima lista dei soggetti riconosciuti idonei dal GSE per lo smaltimento dei moduli a fine vita. Oggi ECO-PV è in grado di offrire i propri servizi su tutto il territorio nazionale dopo aver selezionato nel corso degli anni dall’Albo Nazionale Gestori Ambientali gli operatori più compatibili con la propria visione rivolta al futuro.

E adesso, con questo fruttuoso percorso di ricerca avviato con Enea, punta a offrire ancora di più per un’efficienza industriale che sia sempre più rispettosa dell’ambiente.

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