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Trasporti, continuano le difficoltà per ripristinare il treno in Val Pellice

di SERGIO CAPELLI 

Il 2012 è stato l’annus horribilis per le ferrovie piemontesi. Il 17 giugno di quell’anno, la giunta regionale presieduta dal leghista Roberto Cota decide di sospendere il servizio ferroviario su 12 linee (460 km pari al 24% della rete ferroviaria piemontese). Una scelta improvvida, che fu al centro di molte polemiche, dettata da questioni esclusivamente economiche. “Uno squilibrio costi-ricavi non sostenibile” sosteneva la giunta Cota, a fronte di decisioni politiche negli anni precedenti che mai avevano provato a creare condizioni più favorevoli, che anzi erano andate in direzione contraria.

Fra le tratte sospese anche la linea ferroviaria elettrificata Pinerolo-Torre Pellice, una tratta di 16,5 km che rappresentava una dorsale fondamentale per il pendolarismo della Valle e delle zone limitrofe (circa 38.000 abitanti), collegandole con la città di Pinerolo, dove hanno tra l’altro sede le scuole superiori, e da qui, sempre in treno, Torino. Un mezzo a basso impatto e ad alta capienza, da manuale della mobilità sostenibile.

Negli anni a seguire la Val Pellice ha sempre chiesto con forza il ripristino del servizio ferroviario perché risulta improponibile continuare a basare la mobilità della Valle su autobus inefficienti che congestionano il traffico (110 corse al giorno sulla direttrice per Pinerolo) o sull’uso del mezzo privato (16.000 auto al giorno in transito alla rotatoria di Luserna San Giovanni). Inoltre, ad avvalorare la bontà della riattivazione del servizio, uno studio del 2019, elaborato da Confservizi Piemonte e Valle d’Aosta in collaborazione con Links Foundation, sul TPL piemontese ha valutato che la tratta Pinerolo-Torre Pellice ha ottime potenzialità, in quanto la stima del rapporto Ricavi/Costi della linea è pari al 41% (calcolato sull’utenza pre-sospensione), quindi addirittura superiore al 40,6% raggiunto nel 2018 dalle tratte ferroviarie della Regione Piemonte nel loro complesso.

Nel 2019, per la prima volta nella storia del Piemonte, la Regione affida il servizio ferroviario regionale mediante procedura ad evidenza pubblica. L’appalto viene aggiudicato a Trenitalia con un’offerta che prevede come miglioria la riattivazione della tratta Pinerolo-Torre Pellice, con treni veloci che permetterebbero di raggiungere Torino in un’ora netta, anziché in più di un’ora e mezza. “La proposta di Trenitalia prevede dodici coppie di corse al giorno in entrambe le direzioni – spiega Andrea Crocetta di Legambiente Val Pellice – Un miglioramento enorme per la mobilità della valle: oggi infatti, se una persona che vive a Torre Pellice vuole arrivare a Torino ha davanti a sé un’odissea di più di un’ora e mezza di viaggio, escludendo i ritardi. Deve prendere un autobus e arrivare fino a Pinerolo. Da là, un treno, rischiando di perdere la coincidenza. Il risultato è che i pendolari della zona prendono l’auto aumentando la congestione da traffico con evidenti ricadute sull’ambiente, che già soffre dell’inquinamento della Pianura Padana”.

Si riaccendono dunque le speranze di rivedere il treno correre in Valle, speranze presto gelate dalle intenzioni del neo Assessore regionale ai Trasporti Marco Gabusi che a inizio 2020, in un incontro con gli Amministratori della Val Pellice, comunica come la Pinerolo-Torre Pellice non sia una priorità dell’Amministrazione regionale, in contrasto con quanto previsto dagli atti d’indirizzo e programmazione dei servizi ferroviari della Regione e nonostante la riattivazione del servizio sia inserita come proposta migliorativa nell’offerta di Trenitalia. A questo punto è l’emergenza sanitaria a imporre una pausa: il Covid-19 irrompe sulla scena dettando il lockdown che tutti ben abbiamo conosciuto. Proprio durante il lockdown, fra il 23 aprile e il 5 maggio, viene smantellata la linea aerea della ferrovia fra Torre Pellice e Bricherasio. “Normale manutenzione” si dice inizialmente, “Paura di furti di rame” è la versione definitiva. Insorge il Comitato TrenoVivo, che raccoglie i soggetti locali che in questi anni si sono spesi a favore del ripristino della linea.

Legambiente, nella sua componente interregionale Piemonte Valle d’Aosta e in quella locale con i circoli Val Pellice, Pinerolo e Barge, prende una posizione dura e netta, chiedendo lo stop immediato ai lavori di smantellamento. “Smantellare una linea di trasporto pubblico esistente è un’azione improvvida – dichiara Giorgio Prino, presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta – Farlo in tempo di lockdown, senza comunicazioni preventive non è un esercizio di stile. Stanno cancellando la possibilità di riattivare (come Legambiente
chiede da tempo) un servizio essenziale per studenti e lavoratori, economico e a basso impatto ambientale, ad oggi sostituito da una linea bus, impattante sia dal punto di vista ambientale che da quello della qualità di vita. La giustificazione degli alti costi di esercizio è figlia di una mancata pianificazione, di un servizio che nel corso degli anni è stato reso sempre meno efficiente da scelte industriali e non supportato da scelte politiche. Si fermino finché sono in tempo e dialoghino con il territorio”.

In Val Pellice e a Pinerolo si susseguono, per quanto permesso dalle norme anti Covid, manifestazioni e flash mob e una decina di associazioni, fra le quali Legambiente, organizzano l’8 maggio un incontro pubblico in diretta streaming per sensibilizzare l’opinione pubblica locale. Si da il via ad un’azione di mail bombing destinata all’Assessore Gabusi e si chiede ai sindaci di Valle di prendere posizione con forza nei confronti dell’Amministrazione regionale. Gli Amministratori locali dichiarano di avere ancora interesse per il treno e nei loro discorsi sottolineano il fatto che sino ad ora tutte le loro prese di posizione ufficiali sono andate in tale direzione. Ma dopo che l’Assessore regionale ai trasporti ha comunicato loro l’intenzione di non voler riattivare la linea, hanno
preferito fare un passo indietro, nella speranza di ottenere almeno una soluzione di ripiego alternativa all’abbandono, senza però avere alcuna certezza sulla proposta da presentare e sul suo esito. In quel momento erano però all’oscuro di quanto previsto dagli atti della gara d’appalto vinta da Trenitalia che prevedono la riattivazione della tratta ferroviaria, e del fatto che la Regione ha già impegnato le somme necessarie a tale scopo.

A seguito del confronto del 10 giugno con le Associazioni che sostengono il treno, sembra che gli Amministratori locali vogliano comunque procedere con lo studio di fattibilità, ancora ad uno stadio molto embrionale, su una proposta di mobilità alternativa, da presentare all’Assessore Gabusi a settembre, ma hanno anche intenzione di ritrovarsi nuovamente per discutere sulle proposte portate avanti dalle Associazioni.
Le Associazioni affermano che non esistono ad oggi mezzi di trasporto che siano una valida alternativa al treno dal punto di vista della sostenibilità ambientale e dell’efficienza energetica. Inoltre, ritengono che proporre ipotesi di mobilità alternativa in questo momento, in cui si è ad un passo dalla riattivazione della linea, sia altamente controproducente, non essendoci tra l’altro alcuna garanzia di ottenere in tempi brevi
alcunché di sostitutivo. Il servizio su rotaia sicuramente può e deve essere migliorato per rispondere alle vere esigenze di spostamento verso Pinerolo e Torino, ma solo con il treno si avrà la garanzia di un futuro della mobilità di Valle rispettosa dell’ambiente.

“L’Amministrazione regionale presto firmerà il contratto con Trenitalia per la gestione del servizio ferroviario regionale – incalza il presidente di Legambiente Val Pellice Fabrizio Cogno – Occorre richiedere tempestivamente, con forza e in modo compatto, senza dare adito ad ipotesi di frammentazione del territorio, l’immediato ripristino del servizio ferroviario sulla linea Pinerolo-Torre Pellice, come previsto dalla gara d’appalto, perché economicamente sostenibile e già finanziato dalla Regione. Inoltre, invitiamo le
Amministrazioni locali ad istituire gruppi di lavoro, a cui le Associazioni sono disponibili a partecipare sin da subito, che prevedano studi e azioni volte a rendere afferente al treno di Valle la mobilità attualmente sconnessa o parallela”.

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Redazionehttps://www.lanuovaecologia.it
Nata nel 1979. è la voce storica dell'informazione ambientale in Italia. Vedi qui la voce sulla Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/La_Nuova_Ecologia

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