giovedì 29 Luglio 2021

Acquista

Login

Registrati

Transizione ecologica: è l’ora del dibattito pubblico

Occorre scommettere su trasparenza delle informazioni e qualità dei progetti. A dirlo è un Manifesto promosso da 14 associazioni tra cui Legambiente, Greenpeace, Action Aid e Cittadinanza Attiva

Trasparenza delle informazioni e qualità dei progetti. Questi sono i requisiti fondamentali per accelerare la transizione energetica nella Penisola e sbloccare i cantieri. A dirlo sono diverse associazioni da Legambiente a Action Aid, da Greenpeace all’Arci che hanno firmato un “Manifesto per il dibattito pubblico sulle opere della transizione ecologica”.
Il dibattito pubblico secondo le 14 associazioni è un modo per affrontare e risolvere i problemi, ridimensionando lo spazio per il “nimby” dei cittadini (not in my backyard,  non nel mio giardino), il “nimto” degli eletti (not in my terms of office, non nel mio mandato) e quello per le fake news.

Azioni da mettere in campo

“L’errore sta nel pensare che sia proprio la partecipazione a rallentare l’iter delle opere quando piuttosto è il contrario. I progetti fatti bene hanno tutto da guadagnare da un confronto pubblico che permetta di spiegare le scelte, di rispondere a dubbi e domande, di approfondire gli aspetti ambientali e paesaggistici” spiegano le associazioni firmatarie del Manifesto

Per le associazioni è fondamentale mettere in campo le seguenti azioni: garantire in primis il dibattito pubblico su tutti i progetti di opere nel nostro Paese, compresi quelli della transizione ecologica, attraverso una procedura che permetta di stabilire tempi certi e il diritto dei cittadini ad essere informati, a potersi confrontare sui contenuti dei progetti, ad avere risposta rispetto alle preoccupazioni ambientali e sanitarie. Rivedere la normativa sul Dibattito pubblico (DPCM 76/2018, Allegato 1) e sull’Inchiesta pubblica (articolo 24.bis, Decreto Legislativo 152/2016). Senza dimenticare di rafforzare la macchina amministrativa di determinati settori, che deve essere in grado di istruire ed esaminare nel dettaglio e con competenze specifiche i progetti, nonché di relazionarsi con i portatori di interesse.

Partecipazione non garantita

Nel Manifesto, inviato al Presidente del Consiglio Mario Draghi e ai ministri che si occuperanno del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, le 14 associazioni ricordano che in Italia l’informazione dei cittadini e la partecipazione ai processi decisionali per l’approvazione di progetti non è garantita. Nella scorsa legislatura è stata approvata la procedura di dibattito pubblico per le nuove opere pubbliche ma l’iter di attuazione si è completato solo da pochi mesi e le soglie dimensionali previste per far scattare l’obbligo sono troppo elevate, per cui non si applica neanche per i progetti di autostrade, centrali a gas, elettrodotti o gasdotti. Non solo, lo scorso anno con il Decreto semplificazioni in considerazione dell’emergenza pandemica si è data la possibilità di derogare fino al 2024 dalla procedura di dibattito pubblico. Inoltre, l’inchiesta pubblica per i progetti sottoposti a valutazione di impatto ambientale, prevista per Legge, non è mai stata applicata perché manca il regolamento attuativo e in ogni caso non è obbligatoria.

“L’errore – spiegano le associazioni firmatarie del Manifesto – sta nel pensare che sia proprio la partecipazione a rallentare l’iter delle opere quando piuttosto è il contrario. I progetti fatti bene hanno tutto da guadagnare da un confronto pubblico che permetta di spiegare le scelte, di rispondere a dubbi e domande, di approfondire gli aspetti ambientali e paesaggistici. Realizzare questo confronto prima dell’inizio della procedura di Via consente di affrontare le questioni aperte e di chiedere ai proponenti di dare seguito alle richieste di analisi più approfondite o di presentare alternative. In modo che alla fine dell’iter di confronto pubblico e di valutazione ambientale il decisore politico abbia tutte le informazioni necessarie a prendere una decisione sull’opera”.

Tempi lunghi per l’approvazione delle opere

C’è poi il problema dei tempi di approvazione delle opere che in Italia dipende spesso dalla scarsa qualità di molti progetti presentati. L’iter di valutazione ambientale è spesso rallentato, costretto a fermarsi perché mancano analisi, non si è proceduto al vaglio comparativo delle alternative a minore impatto e all’Analisi Costi Benefici anche dal punto di vista ambientale e sociale o i progetti sono redatti in modo del tutto inadeguato. Se non si interviene per garantire progetti completi e approfonditi, si ritarda il lavoro delle commissioni di valutazione anche per i progetti più urgenti e fatti bene.

L’Italia – concludono le associazioni – ha uno straordinario bisogno di accelerare nella direzione della decarbonizzazione del proprio sistema energetico e di una gestione circolare delle risorse naturali. Questa sfida presuppone di installare milioni di impianti solari sui tetti degli edifici, di realizzare migliaia di impianti da fonti rinnovabili e di riciclo, centinaia di impianti di depurazione integrati nel territorio e nel paesaggio italiano. Oltre semplificare e velocizzare l’iter autorizzativo dei progetti green, sarà importante coinvolgere sempre di più i territori, non si perda dunque questa importante occasione”.

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

SOSTIENI IL MENSILE

Redazionehttps://www.lanuovaecologia.it
Nata nel 1979. è la voce storica dell'informazione ambientale in Italia. Vedi qui la voce sulla Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/La_Nuova_Ecologia

Articoli correlati

Napoli, maxi operazione contro i datterari: 18 arresti

123 indagati, 245 capi di imputazione, 3mila euro di danno per metro quadrato, oltre 6 chilometri di costa devastata. Sono i numeri della vasta operazione portata a termine  dalla Procura di Torre Annunziata e dalla Capitaneria di Porto

Il naufragar m’è dolce in questo mare (di libri)

Dal mensile. Da Omero alla letteratura contemporanea del Nord Europa, dai romanzi di Melville alle poesie di Rimbaud. Un’immersione nelle profondità della letteratura

Un oceano in miniatura

Dal mensile. Il Mediterraneo è un distillato di tutte le sfide e le contraddizioni che ritroviamo su scala globale, dalle temperature medie sempre più calde all’invasione di specie aliene

Seguici sui nostri Social

16,989FansLike
21,231FollowersFollow
0SubscribersSubscribe

Gli ultimi articoli

Napoli, maxi operazione contro i datterari: 18 arresti

123 indagati, 245 capi di imputazione, 3mila euro di danno per metro quadrato, oltre 6 chilometri di costa devastata. Sono i numeri della vasta operazione portata a termine  dalla Procura di Torre Annunziata e dalla Capitaneria di Porto

Il naufragar m’è dolce in questo mare (di libri)

Dal mensile. Da Omero alla letteratura contemporanea del Nord Europa, dai romanzi di Melville alle poesie di Rimbaud. Un’immersione nelle profondità della letteratura

Un oceano in miniatura

Dal mensile. Il Mediterraneo è un distillato di tutte le sfide e le contraddizioni che ritroviamo su scala globale, dalle temperature medie sempre più calde all’invasione di specie aliene

Roberto Danovaro: “Per vivere bene sul pianeta abbiamo bisogno dell’oceano sano”

Dal mensile. Professore di Biologia marina e presidente della Stazione zoologica “Anton Dohrn”, spiega perché è importante studiare i mari e quanto resta ancora da fare per tutelare quelli italiani

Scrigno d’acqua

Dal mensile. Biodiversità, cibo, energia, materie prime. I servizi ecosistemici che rendono possibile la vita sulla Terra possono nutrire l’economia del futuro. Se gli ecosistemi marini saranno ben tutelati
Ridimensiona font
Contrasto