Traghetti elettrici per abbattere le emissioni di sostanze inquinanti

Grazie ai fondi europei in primavera sarà operativo il primo traghetto elettrico in grado di percorrere 40 km con ogni ricarica. La diffusione di questa nuova tecnologia garantirebbe un risparmio ogni anno di 5 milioni di tonnellate di CO2

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Cinquantamila morti premature e 60 miliardi di euro in spese sanitarie ogni anno: sono queste le conseguenze causate dalle emissioni marittime in Europa. L’inquinamento atmosferico navale può rappresentare infatti fino al 40% degli inquinanti nelle città costiere nel Mediterraneo e la ragione principale dell’impatto negativo sull’ambiente è l’uso di un olio combustibile pesante, altamente carico di zolfo, che emette particolato carbonioso, metalli pesanti, polveri sottili e anidride solforosa.

A sottolinearlo è la Onlus Cittadini per l’Aria che ha analizzato un nuovo studio del ministero dell’Ambiente Francese – di cui sono co-autori Cerema, Citepa e Ineris – secondo il quale l’istituzione di un’Area a Controllo delle Emissioni navali (Eca) nel Mediterraneo  salverebbe ogni anno, in Europa, 6mila vite umane consentendo di risparmiare da 8,1 a 14 miliardi di euro di costi sociali legati all’impatto dell’inquinamento sulla salute. Sebbene i vantaggi riguardino tutti i Paesi del Mediterraneo, l’Italia ne trarrebbe il maggior beneficio: si parla di quasi 500 vite salvate ogni anno e di un risparmio compreso tra i 1.200 e i 2.500 milioni di euro per minori costi sociali.

Del resto l’Italia è un Paese fortemente colpito da questo tipo di inquinamento, basti pensare che le misurazioni della qualità dell’aria effettuate nel solo porto di Civitavecchia mostrano concentrazioni incredibilmente elevate di particelle inquinanti ultrafini. Proprio Cittadini per l’Aria, con il supporto della ong tedesca Nabu e di Axel Friedrich, membro esperto dell’organizzazione, durante un’analisi effettuata nel 2017 avevano rilevato livelli di particolato ultrafine fino a 140 volte superiori a quelli delle zone con aria pulita.

Oltre all’istituzione dell’Eca, un’altra soluzione possibile per ridurre l’inquinamento delle imbarcazioni è data dai motori di nuova generazione come quelli sviluppati all’interno del progetto europeo E-Ferry.

L’E-Ferry è il primo modello di traghetto elettrico sviluppato grazie ai fondi dei progetti europei Horizon 2020. Progettato da un pool di scienziati danesi, il prototipo dovrebbe entrare ufficialmente in funzione nella primavera del 2019, come annunciato dai progettisti durante la ‘EU research and innovation in our daily life’, conferenza di alto livello tenutasi al Parlamento europeo di Bruxelles.

 Il traghetto  rappresenta un concentrato senza precedenti di ingegneria e tecnologia: grazie a materiali all’avanguardia e alla dotazione di un sistema modulare di batterie agli ioni di litio da 4 MWh (il più potente mai usato su una nave) sarà infatti in grado di trasportare passeggeri e automobili per una distanza di 20 miglia nautiche. Un record se pensiamo che le altre navi elettriche usate nel Nord Europa consentono di percorrere solo 3 miglia nautiche tra una ricarica e l’altra.

In Europa sono in funzione oggi più di 700 traghetti: se venissero tutti sostituiti da modelli elettrici come l’E-ferry si potrebbero ridurre le emissioni di 5 milioni di tonnellate di CO2 all’anno.

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