Dramma nel Parco del Pollino: escursionisti travolti dalla piena del torrente

La piena improvvisa del torrente Raganello ha investito un gruppo di escursionisti che si erano avventurati in una zona ricca di canyon e gole. Dieci morti.

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parco del pollino

Dieci vittime. E’ il bilancio di un’altra sciagura occorsa alle Gole del Raganello, nel Parco del Pollino in località Civita di Castrovillari (Cosenza), dove la piena improvvisa del torrente Raganello ha investito un gruppo di escursionisti che si erano avventurati nella zona. L’area è caratterizzata da gole e canyon, e in alcuni punti sono state installate placche metalliche sulla roccia che funzionano da pietre miliari, per favorire la comunicazione tra escursionisti e soccorsi in caso di accidente.

Le persone rimaste coinvolte nella piena del torrente facevano parte di due gruppi da 18 persone, provenienti in particolare da Brescia, Bergamo e Milano. Al momento sono ricoverate 11 persone negli ospedali di Castrovillari, Cosenza e Rossano. Intanto proseguono le ricerche dei vigili del fuoco, della guardia di finanza e del soccorso alpino, coinvolgendo perfino la Capitaneria di porto.

Il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa è giunto intorno alle 10 del mattino in zona: “Sono appena arrivato all’ospedale di Castrovillari – ha scritto su twitter – dove sono ricoverate alcune vittime della tragica piena del Raganello. Ho voluto esprimere la vicinanza mia e di tutto il governo a queste persone sofferenti. Lo Stato è presente”.

 

Intanto sono stati rintracciati, e sono in buone condizioni, tre giovani pugliesi di 21, 22 e 23 anni, che erano stati inseriti nella lista delle persone disperse dopo la piena del torrente Raganello. I tre si erano accampati in località Valle d’Impisa, una località a monte della zona del disastro e dove i cellulari non hanno campo. A dare notizia del loro ritrovamento è stata un’amica che attraverso un tweet ha informato le forze dell’ordine.

Arriva anche la reazione di Federparchi, con il presidente Giampiero Sammuri: “A nome di tutta Federparchi esprimo  dolore e cordoglio per le vittime della tragedia del Pollino, ci sentiamo vicini ai loro familiari a cui va tutta la nostra solidarietà.  Le  avverse condizioni del meteo hanno determinato un epilogo drammatico per gli escursionisti. I Parchi naturali e tutte le aree protette del nostro Paese sono luoghi di eccezionale bellezza e  vanno esplorati e visitati con attenzione e cura, nel rispetto delle regole. Come associazione  delle aree protette è nostro dovere impegnarci, insieme a tutti gli altri soggetti interessati, affinché la fruizione delle nostre eccellenze naturalistiche avvenga nel massimo della sicurezza per evitare il ripetersi di tragedie come questa del Raganello”.

La Procura della Repubblica di Castrovillari per la tragedia del Raganello ha aperto un fascicolo contro ignoti ipotizzando i reati di omicidio colposo, lesioni colpose, inondazione e omissione d’atti d’ufficio. Lo ha riferito il procuratore Eugenio Facciolla. 

“Bisogna capire chi sono queste guide e se erano adeguatamente preparate – afferma Antonio Nicoletti, responsabile aree protette di Legambiente – Poi c’è la questione di regolamentare l’accesso a certi luoghi: lì c’è un regolamento che non è stato applicato”.

“Al 99,9% non ci sono più dispersi tra le persone coinvolte dalla piena del torrente Raganello”, ha detto il Ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, mentre la presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati ha dichiarato: “La nuova tragedia del Pollino ci obbliga ad una sempre maggiore attenzione ai temi della sicurezza ambientale e dei cambiamenti climatici. I problemi legati al clima occupano oggi una parte centrale nello scenario della politica internazionale. Sono vicina ai familiari delle vittime e ringrazio quanti in maniera incessante stanno dando il loro fondamentale contributo nelle difficili operazioni di soccorso”. 

Interviene anche Marco Fazion, presidente della LAGAP (Libera associazione guide ambientali professioniste): “Nell’esprimere la nostra solidarietà e il nostro cordoglio alle famiglie delle vittime e dell’accompagnatore, dobbiamo tuttavia sottolineare che i turisti travolti non erano accompagnati, come scrivono con molta superficialità gli organi di stampa, da una Guida, ma da un accompagnatore volontario di un’associazione. Contro l’utilizzo di associazioni come soggetto economico nel settore del turismo ci siamo più volte e fermamente pronunciati. I colleghi del settore ci rappresentano oggi un crollo di iscrizioni alle attività fluviali. Vogliamo quindi ricordare a tutti che, in quasi 30 anni di esistenza della professione, non sono stati ancora ascritti a una Guida Ambientale Escursionistica incidenti mortali. Affermare che affidare la propria escursione ad una Guida Ambientale Escursionistica metta al riparo da ogni disavventura sarebbe pubblicistica di pessimo gusto, specie ora: muovendosi in ambiente naturale le tragedie possono sempre e comunque accadere e gli accompagnati devono esserne consapevoli. Tuttavia, a fronte di milioni di giornate/uomo effettuate, l’assenza di incidenti mortali, in un periodo così lungo, testimonia quanto meno una eccezionale attenzione delle guide ambientali professioniste alla sicurezza dei propri clienti”.

 

Pubblicato il 21 agosto 2018 alle 09:27

Aggiornato il 21 agosto 2018 alle 10:13

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