lunedì, Ottobre 26, 2020

Tragedia alle porte di Milano sul treno dei pendolari

Un'immagine dell'incidente ferroviario

Alle porte di Milano, intorno alle 7, un treno regionale delle Ferrovie Trenord è deragliato nella stazione di Pioltello Limito, fra Segrate e Pioltello. Il convoglio era pieno di lavoratori e pendolari. Secondo le prime informazioni ci sarebbero quattro morti, almeno dieci persone in codice rosso e un centinaio di feriti lievi. Partito da Cremona alle 5.32, il convoglio sarebbe dovuto arrivare a Porta Garibaldi alle 7.24. Sul posto sono intervenuti tutti i mezzi di soccorso disponibili nella regione e altri da fuori. “Abbiamo individuato un cedimento tra vagoni ma sono ancora in corso tutti gli accertamenti per chiarire il quadro”. Così il questore di Milano, Marcello Cardona, arrivato sul luogo del deragliamento. L’ipotesi che si sta facendo largo è che si sia trattato di un problema allo scambio. Secondo una prima ricostruzione, il convoglio viaggiava a velocità normale al momento del deragliamento. Dopo lo scambio i primi due vagoni sarebbero passati, mentre gli altri tre dietro sarebbero finiti fuori dai binari andando a sbattere contro un palo.

Non si sono fatte attendere le reazioni del mondo politico. “I morti sul lavoro della scorsa settimana e, oggi, il grave incidente ferroviario a Pioltello – ha detto il sindaco di Milano, Beppe Sala – La Milano delle sue fabbriche e dei suoi pendolari. Milano e lavoro, intreccio indissolubile anche nei giorni del dolore. Dobbiamo moltiplicare gli sforzi sulla sicurezza dei luoghi di lavoro e nei trasporti, è un essenziale dovere civile”. Il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, esprime cordoglio e vicinanza della Regione alle famiglie delle vittime e dei feriti: “Sono in contatto con i vertici delle Ferrovie dello Stato, di Ferrovie Nord, Trenord e Areu, che stanno accertando le cause dell’incidente”. Si dice “sconvolto e addolorato” il candidato governatore del centrodestra, Attilio Fontana, che chiede “chiarezza sul perché di questo incidente”. Gli ha fatto eco Onorio Rosati, candidato per Liberi e Uguali: “Bisogna accertare il prima possibile la dinamica di quanto accaduto e individuare le responsabilita’”. Ore “di angoscia e di dolore” anche per Giorgio Gori, che corre per il centrosinistra alla presidenza della Regione. “Senza parole” invece Dario Violi, candidato del M5S: “Non si può morire da pendolare”.

Montano intanto le proteste per la comunicazione di Trenord in seguito al deragliamento del treno. Nelle stazioni lombarde sono annunciati ritardi dagli altoparlanti e sugli schermi a causa di un “inconveniente a un treno”. Stessa scelta presa dalla società sui social, dove alle 8.30 Trenord ha scritto: “Circolazione interrotta tra Treviglio e Milano a causa di un inconveniente tecnico a un treno”.

12.40 / LEGAMBIENTE: PIU’ INVESTIMENTI PER MODERNIZZARE LE LINEE E GARANTIRE LA SICUREZZA

Una notizia che non si vorrebbe mai leggere quella di un grave incidente ferroviario dove si contano vittime e feriti. Ogni giorno in Lombardia si spostano migliaia di pendolari, quasi ottocentomila l’anno, che prendono treni per recarsi al lavoro. Nel rapporto “Pendolaria” redatto da Legambiente, presentato appena qualche giorno fa, i dati hanno rilevato come i convogli che viaggiano quotidianamente sulla linee, anche nella nostra regione, su alcune tratte versino in condizioni inaccettabili, troppo spesso soggetti a guasti, per lo più dovuti all’età dei convogli stessi. La linea Cremona-Milano è stata, fra l’altro, segnalata come una delle peggiori in Lombardia: conta oltre diecimila pendolari giornalieri, su treni lenti e sovraffollati, dall’età media di diciasette anni. 

“Al momento deve prevalere la cautela – dice Barbara Meggetto, presidente di Legambiente LombardiaSiamo vicini alle famiglie delle vittime e dei feriti di questo tragico incidente. Il sistema ferroviario è molto stressato, bisogna ricercare le cause per capire dove siano stati i limiti, se il problema si sia presentato a livello strutturale all’altezza dello scambio dei binari o del carrello del treno, visto che sulla linea circolano ancora modelli obsoleti, soprattutto negli orari di maggior affluenza di pendolari. Non è pensabile che nel 2018 non si possa viaggiare sui mezzi pubblici in sicurezza”.

15.30/ SEI MESI FA L’ALLARME “INASCOLTATO”

La causa della tragedia sarebbe stato il cedimento strutturale di 20 cm di rotaia. I tecnici della Rfi hanno accertato che si è verificato 2 km prima del luogo del deragliamento. In quel punto tre carrozze sono uscite dai binari, ma il convoglio ha continuato a camminare finchè uno dei vagoni fuori asse ha impattato contro un palo della trazione elettrica e si è accartocciato. La ricostruzione è coerente con la scena che si è presentata ai primi soccorritori, con le carrozze centrali del convoglio deragliate e intraversate a un angolo di circa 90 gradi l’una dall’altra. Anche i racconti dei testimoni sembrano avvalorare la stessa ipotesi.

Poco più di sei mesi fa, il 23 luglio, un altro convoglio di Trenord era parzialmente uscito dai binari proprio a Pioltello, senza però provocare feriti fra i passeggeri. La procura di Milano ha aperto un’inchiesta con l’ipotesi di reato di disastro ferroviario colposo. “Accertare le responsabilità, dobbiamo essere severi nel garantire la sicurezza”, ha detto il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, mentre il ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio, ha affermato che “il diritto alla mobilità deve partire dalla sicurezza delle persone come garanzia imprescindibile”. Invita a “moltiplicare gli sforzi sulla sicurezza dei luoghi di lavoro e nei trasporti” il sindaco di Milano, Beppe Sala. “In questi anni è stata data maggiore attenzione all’alta velocità che non ai treni dei pendolari”, ha denunciato il presidente del Consiglio regionale lombardo, Raffaele Cattaneo.

16.20/CEI: “ECCO IL RISULTATO QUANDO SI RISPARMIA SULLA SICUREZZA”

Durissimo il commento della Conferenza episcopale italiana sulla tragedia che ha colpito il treno dei pendolari. “Purtroppo si stanno moltiplicando queste realtà, ma parlare di sicurezza non è uno dei tanti capitoli, è parlare delle persone: quando si risparmia sulla sicurezza si risparmia sulle persone e sulla loro vita. E il risultato è sotto gli occhi di tutti”. Così il segretario della Cei, monsignore Nunzio Galantino, sul treno deragliato delle ferrovie Trenord. “Due i sentimenti – ha detto l’alto prelato – Da una parte il dolore di dover sopportare queste cose, dall’altra invitare chi di dovere a metterci la testa e affrontare queste realtà”.

articolo pubblicato alle ore 12.20 del 25 gennaio 2018
aggiornato alle ore 12.45 del 25 gennaio 2018
secondo aggiornamento alle ore 15.30 del 25 gennaio 2018
terzo aggiornamento alle ore 16.20 del 25 gennaio 2018

Redazionehttps://www.lanuovaecologia.it
Nata nel 1979. è la voce storica dell'informazione ambientale in Italia. Vedi qui la voce sulla Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/La_Nuova_Ecologia

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