Traffico, smog e cantieri interrotti: Nord di Milano da incubo

Organizzato blitz a Paderno Dugnano da Legambiente. L’associazione: “Indispensabile riqualificare la rete stradale, terminare la Rho-Monza, estendere l’area B a tutta la metropoli unitamente al biglietto unico integrato”

Un'immagine dall'alto di un territorio di Milano urbanizzato

Migliorare la qualità della vita è possibile e in una zona che risulta essere tra le più inquinate d’Italia l’obiettivo non è solo un auspicio, ma una necessità. Se da un lato Legambiente lancia l’allarme per evidenziare lo stato di emergenza che si registra nella zona Nord di Milano, dall’altro sono gli stessi attivisti a stilare la ricetta per provare ad invertire la tendenza. E’ questo, in sostanza, l’obiettivo al termine del presidio promosso questa mattina da Legambiente Lombardia per porre l’attenzione su un fenomeno ormai fuori controllo: la mobilità congestionata, l’inquinamento dell’aria (tra i più alti del Paese), le opere incompiute e la scarsa sicurezza. La ‘ricetta’ di Legambiente è semplice e si delinea intorno a linee guida che confluiscono verso la salvaguardia dell’ambiente ma anche, e soprattutto, della popolazione: “Riqualificare la rete stradale, terminare la Rho-Monza, estendere l’area B a tutta la metropoli unitamente al biglietto unico integrato.”

Le criticità sono sotto gli occhi di tutti: la mobilità è un problema urgente a cui si tarda a dare risposte e la mancanza di investimenti preoccupa non poco. «La situazione delle infrastrutture viabili della zona Nord di Milano è inaccettabile – dichiara Marzio Marzorati, vicepresidente di Legambiente Lombardia – Siamo fortemente preoccupati per la possibile realizzazione di nuove strade e autostrade (Tangenziale Ovest Milano, Mantova Cremona, Vigevano Malpensa), senza che ci sia nessuna azione di cura e manutenzione di quelle esistenti: i cantieri interrotti della Rho-Monza e il degrado della superstrada Milano-Meda ne sono l’esempio».

 Il blitz organizzato questa mattina a Paderno Dugnano  ha coinvolto i rappresentanti dei circoli di Cormano, Bollate, Paderno Dugnano e Cusano Milanino dando vita alla terza importante mobilitazione in due mesi. Un segnale chiaro che testimonia la preoccupazione della cittadinanza e che si legge come una vera emergenza. Per Legambiente la soluzione non può che arrivare da interventi mirati: «L’area a Nord di Milano è storicamente congestionata dal traffico – spiega Luigi Lunardi, presidente del circolo Legambiente di Paderno Dugnano – I problemi sono aumentati negli ultimi anni a causa dei lavori dell’autostrada Rho-Monza, che dovevano essere ultimati per Expo, ma i cui cantieri si sono fermati ormai da mesi, a seguito delle difficoltà economiche di una delle imprese appaltatrici che ha chiesto il concordato preventivo al Tribunale di Roma. Nonostante già all’epoca del progetto fossimo stati molto critici in particolare per l’impatto della strada a più corsie sul territorio, tanto che ne avevamo proposto l’interramento per il tratto tra Bollate, Paderno e Cormano, oggi è evidente che, per riorganizzare la mobilità dell’area metropolitana, è necessario il completamento quanto meno dei cantieri già aperti, che deturpano inutilmente il paesaggio e riversano migliaia di auto sulle strade dei paesi».

A preoccupare è anche la pessima qualità dell’aria che i cittadini della zona respirano ormai da troppo tempo. Per mitigare gli effetti dell’inquinamento atmosferico è necessario ripensare la mobilità su vasta scala, implementando un sistema più rigido di controllo del traffico al fine di impedire l’accesso a questi paesi in orari di maggior affluenza ed aree pedonali estese: «Cormano è un piccolo paese (4,45km2) soffocato dal passaggio dell’autostrada A4, della Milano-Meda, dell’ex  Statale dei Giovi, della Bresso – Novate, della Rho-Monza: strade percorse ogni giorno da centinaia di migliaia di veicoli – dichiara Gianmario Ubbiali, presidente circolo di Cormano –. L’introduzione dell’Area B a Milano è stata una scelta coraggiosa del Comune, ma ora serve un passo ulteriore, ancor più incisivo, con l’estensione della Ztl che impedisce l’ingresso delle motorizzazioni più inquinanti a tutti i Comuni di fascia 1. Estendiamo l’area B a tutto il territorio di città metropolitana e sviluppiamo una politica di trasporto integrata».