sabato 28 Novembre 2020

Tra natura e inclusione sociale: le classi modello

 

Verde Nelle Scuole, disegno di legge Cirinnà

Dal mensile di settembre

  • Didattica fertile di Alice Scialoja
    Il progetto “HortiCultura” trasforma la Reggia di Caserta, gli scavi di Pompei e altri musei campani in luoghi di apprendimento

HortiCultura è un progetto di orti didattici in Campania. Agricoltura, beni culturali, scuole, bambini e nonni ne sono gli ingredienti. Due righe, in premessa della presentazione del progetto, ne riassumono il senso: “Uno spazio per giocare e apprendere, dove sporcarsi le mani è il solo modo di praticare l’ecologia della persona e dei territori. Il solo modo di riscoprire le radici millenarie della Campania Felix”. Non bastano, però, a restituirlo fino in fondo. Il vero punto è il dove. Perché di orti sociali, comunali, scolastici, didattici ce ne sono quanti se ne vuole, ma di orti museali no. E qui si tratta di creare luoghi di apprendimento e di gioco per bambini nel Parco Archeologico di Pompei, nella Reggia di Caserta, nell’Anfiteatro e nel Museo archeologico dell’antica Capua e nel Museo archeologico atellano. Alcuni, cioè, tra i principali beni culturali della Campania che hanno conservato aree di ruralità. L’idea è della società cooperativa sociale Terra Felix che porta avanti l’iniziativa in partenariato con la Reggia di Caserta, il Polo Museale della Campania, il Parco Archeologico di Pompei, il Comune di Marcianise e quello di Santa Maria Capua Vetere, insieme a diverse associazioni e istituti scolastici. Il progetto vede coinvolti in rete partner con esperienze e know-how differenti e durerà tre anni. Coronavirus permettendo, con la riapertura delle scuole questo autunno, il progetto coinvolgerà 200 bambini – otto classi di scuola elementare, provenienti da quattro istituti – che parteciperanno a sedici giornate di appuntamenti, per la maggior parte in orario curricolare. Il progetto prevede anche momenti di interazione con il pubblico dei diversi musei, in occasione delle prime domeniche del mese, quando l’accesso è gratuito. Centrale, inoltre, il lavoro intergenerazionale: con la partecipazione di persone anziane da cui i bambini impareranno i segreti della buona coltivazione e che, a loro volta, avvicineranno i nonni al mondo dell’informatica giocando all’“Orto digitale”. L’idea è che, insieme, comincino a percepire come proprie le aree archeologiche e storico-artistiche, contribuendo in prima persona, in occasioni specifiche, ad accompagnare visitatori locali e turisti a fruire degli orti, dando vita e alimentando un circolo virtuoso tra lo spazio agricolo e i beni culturali. Un’idea che non nasce dal nulla, ma dall’esperienza sociale, educativa ed ecologica che la cooperativa Terra Felix ha sviluppato in più di quindici anni nel Casale di Teverolaccio. «Un bene comune recuperato alla fruibilità collettiva, proprio grazie al coinvolgimento congiunto delle scuole, degli anziani e con attività di impresa sociale sostenibile», racconta Antonio Pascale, presidente del circolo Legambiente Geofilos di Succivo. «Con HortiCultura vogliamo accrescere il senso di appartenenza al luogo in cui si vive – prosegue Pascale – e innescare un processo virtuoso che va dalla difesa dell’ambiente e del territorio alla promozione del sito culturale. Crediamo, perché l’esperienza del Casale di Teverolaccio ci ha dimostrato in questi anni le potenzialità di questo approccio, che si possano rinnovare spazi pubblici e siti culturali attraverso eventi che avvicinino le famiglie al patrimonio artistico e culturale della propria regione. L’auspicio è di incoraggiare la partecipazione attiva dei cittadini alla cultura». Insomma, nelle intenzioni degli ideatori di HortiCultura i siti culturali diventano la sede di una sperimentazione sul medio e lungo periodo, destinata a modificare anche fisicamente gli spazi, generando un afflusso nuovo e costante di cittadini di tutte le età, residenti nei contesti urbani prossimi ma talvolta impermeabili alla presenza del patrimonio culturale. Fino a portare il museo a essere un luogo della quotidianità per i bambini e per le loro famiglie, eliminando il confine tra sito e città. Una scommessa difficile quanto potente e necessaria. Speriamo fertile.
| info | percorsiconibambini.it/Horticultura

  • Lezioni corsare di Alessandra Adamantino
    A Trani un ambiente aperto e inclusivo forma i giovani dei contesti fragili per inserirli nel tessuto socio-economico

Contrastare l’abbandono scolastico promuovendo un’economia civile e circolare. È quanto si propone a Trani (Bt) Scuola Corsara, progetto triennale di Legambiente Puglia selezionato da “Con i Bambini” nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. L’obiettivo è formare i giovani appartenenti a contesti fragili con una didattica concreta e collaborativa, volta a includerli nel tessuto socio-economico. Da due anni Scuola Corsara mette insieme studenti, giovani con disabilità, detenuti e immigrati coinvolgendoli in laboratori di filiera agroalimentare e turistica destinati alla realizzazione di tre ambienti: l’orto sociale, il baretto dei bambini e il ristorante sociale. A questo si affiancano laboratori di teatro, pittura, fotografia e narrativa, per favorire il contatto tra scuole e famiglie. «Scuola Corsara è un’ambiente aperto e inclusivo che coinvolge decine di studenti con un approccio allo studio concreto che punta ad abbattere disuguaglianze e dislivelli – spiega Pierluigi Colangelo, coordinatore delle attività educative – Ad oggi nel ristorante i ragazzi hanno raggiunto circa 600 commensali di ogni fascia sociale, realizzando piatti con i prodotti a km0 dell’orto al cui interno sono state installate delle serre. Ciò è stato possibile con il supporto di Comunità educante, che promuove un’economia circolare dove protagonisti sono gli studenti. Tra non molto verrà inaugurato anche il baretto che rappresenta il terzo pilastro delle attività progettuali. A progetto concluso, ne siamo certi, Scuola Corsara continuerà a navigare autonomamente».
| info | facebook.com/scuolacorsara

  • Natura maestra di Nicola Nicoletti
    La complessità degli spazi all’aperto esalta la didattica dell’istituto comprensivo Santa Marina di Policastro nel Cilento

A Policastro, in una fetta di Campania sconosciuta ai più, Maria De Biase affronta la sua missione più bella: conciliare l’educazione dei ragazzi con l’amore per la natura. «Cambiare l’educazione per cambiare il mondo è la riflessione che spesso mi passa per la testa», spiega la preside dell’istituto comprensivo Santa Marina-Policastro Bussentino. E così l’educazione alla ruralità diventa realtà con piccoli orti, la piantumazione di alberi da frutta o facendo del riciclaggio una materia scolastica. «Nei nostri piccoli centri – aggiunge – possiamo cambiare ciò che da anni e da tanti è auspicato: usare gli spazi esterni delle scuole. Ritengo il nostro ortogiardino, i boschi, il mare, il fiume, vere e proprie aule didattiche. L’ambiente naturale è complesso, imprevedibile, ed è proprio questo aspetto apparentemente disordinato, ma armonico, a favorire l’esplorazione, a promuovere la curiosità e a tenere alta la concentrazione degli alunni. Con un bioarchitetto abbiamo pianificato delle strutture leggere ed ecosostenibili, e aspettiamo dal parco del Cilento i fondi per la didattica all’aperto». L’ultima idea è la costruzione di strumenti musicali con materiali di scarto e la formazione di una piccola orchestra. Per queste iniziative ha ricevuto dall’europarlamento il premio di Cittadino europeo, un riconoscimento all’inventrice delle “ecomerende a scuola” a base di pane e olio, marmellate fatte in casa, spremute di agrumi locali.

  • Una comunità educante di Mariantonietta Ciarciaglini (segreteria nazionale del Mce) e Annalisa Di Credico (insegnante scuola “Via Bosio” di Chieti)

La storia della “Via Bosio” di Chieti insegna come rompere gli schemi e creare opportunità di successo per tutti

Tutto è iniziato grazie a dieci insegnanti militanti nel Movimento di cooperazione educativa, che hanno avviato nel 1983 una sperimentazione pedagogico-didattica nell’allora nascente scuola primaria a tempo pieno “Via Bosio” a Chieti. Nel progetto Uomo e natura verso il futuro, l’educazione ambientale si poneva già allora come asse trasversale a tutte le discipline, con l’obiettivo di costruire competenze che potessero rendere l’individuo protagonista dei suoi processi di conoscenza, consapevole del sé, dell’altro e delle relazioni con l’ambiente, capace di scegliere come agire sul territorio secondo un modello di sviluppo sostenibile. La sperimentazione ha così trasformato l’organizzazione scolastica rompendo alcuni schemi: si sono aperte le porte delle aule, gli alunni di una classe sono diventati gli alunni di una scuola. Attività per classi aperte, laboratori per gruppi misti, lavoro sul campo hanno permesso di liberare molte energie creative degli insegnanti e degli alunni. La conoscenza dei fenomeni nel loro divenire avviene così attraverso l’esperienza, stabilendo con essi una relazione diretta corporeopercettivo-manipolativa. I bambini entrano in relazione con gli elementi naturali fin dal primo giorno di scuola e imparano a prendersene cura: dal giardino, al territorio circostante fino alle costellazioni del cielo. Il contesto educativo è diventato quindi collaborativo, basato sull’effettiva interdipendenza dei ruoli e sull’uguaglianza delle opportunità di successo per tutti. La “Via Bosio” è diventata luogo in cui costruire una comunità-scuola dove la condizione essenziale è il lavoro cooperativo tra tutti i membri. Il senso di appartenenza di bambini, insegnanti, genitori, collaboratori è il tratto distintivo della scuola: viverla come la propria casa, dimostrando cura e affetto verso un luogo a cui si devono esperienze significative, che trasformano la vita.

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

SOSTIENI IL MENSILE

Redazionehttps://www.lanuovaecologia.it
Nata nel 1979. è la voce storica dell'informazione ambientale in Italia. Vedi qui la voce sulla Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/La_Nuova_Ecologia

Articoli correlati

Messico, attivista ambientale sequestrato da 33 giorni

È Miguel Vasquez, trent'anni in difesa della natura, per bloccare le centrali idroelettriche. Presunti rapitori hanno fatto sparire ogni traccia

Al via la campagna “Compostabile, una scelta naturale” sul corretto smaltimento di biopolimeri

Vanno nell’umido insieme agli scarti di cucina, per essere trasformati in compost. BioTable e Legambiente per un’economia circolare

Le regioni con maggiori fragilità sociali sono anche quelle con più criticità ambientali

È quanto emerge dal rapporto "Territori civili. Indicatori, mappe e buone pratiche verso l’ecologia integrale" di Caritas e Legambiente che racconta il territorio italiano

Seguici sui nostri Social

16,645FansLike
21,147FollowersFollow
0SubscribersSubscribe

Gli ultimi articoli

Messico, attivista ambientale sequestrato da 33 giorni

È Miguel Vasquez, trent'anni in difesa della natura, per bloccare le centrali idroelettriche. Presunti rapitori hanno fatto sparire ogni traccia

Al via la campagna “Compostabile, una scelta naturale” sul corretto smaltimento di biopolimeri

Vanno nell’umido insieme agli scarti di cucina, per essere trasformati in compost. BioTable e Legambiente per un’economia circolare

Le regioni con maggiori fragilità sociali sono anche quelle con più criticità ambientali

È quanto emerge dal rapporto "Territori civili. Indicatori, mappe e buone pratiche verso l’ecologia integrale" di Caritas e Legambiente che racconta il territorio italiano

Armi, secondo la Legge di Bilancio nel 2021 verranno spesi 6 miliardi di euro

Campagna Sbilanciamoci e Rete Italiana Pace e Disarmo: "Per noi è chiaro. Più sanità e istruzione, meno armamenti"

Alluvione a Crotone, “per l’emergenza climatica il tempo è scaduto”

Appello di Legambiente Calabria dopo l'ennessimo disastro ambientale nella città calabrese. La presidente Anna Parretta: "Indispensabile che la Regione Calabria affronti l’emergenza climatica a partire dai nodi irrisolti del dissesto idrogeologico, dell’abusivismo edilizio e delle scelte urbanistico-edilizie totalmente errate”