Too Good To Go, a Roma l’app contro lo spreco alimentare

Nata nel 2015 in Danimarca, l’applicazione consente di comprare online cibo fresco e di alta qualità rimasto nei negozi a fine giornata e destinato, altrimenti, a finire nella pattumiera

Immagine prodotti acquistati con Too Good To Go

di Sara Varcasia

Come scriveva Antoine de Saint-Exupéry, “la tecnologia non tiene lontano l’uomo dai grandi problemi della natura, ma lo costringe a studiarli più approfonditamente”, ponendosi come un valido alleato nel contrastare numerosi problemi globali, tra cui lo spreco alimentare. Di certo le innovazioni non possono risolvere, da sole e almeno per ora, una questione che ha ormai raggiunto dimensioni spaventose. Ma le app e le piattaforme online impegnate nel recupero di cibo sono in continuo aumento.

Nella classifica delle app anti-spreco di cibo più scaricate in Europa, Too Good To Go si aggiudica il primo posto, con oltre 14 milioni di utenti in 13 Paesi d’Europa e 1 milione di nuovi iscritti al mese. In Italia, dopo aver conquistato Milano, Torino, Genova, Bologna, Firenze e Verona, Too Good To Go ieri è approdata ufficialmente anche a Roma. Alla conferenza stampa di lancio dell’applicazione, organizzata a Eataly, è intervenuto Eugenio Sapora, country manager di Too Good To Go, Michela Blenghetti del cdr di Eataly e Alfio Fontana, corporate social responsability di Carrefour.

Too Good To Go nasce in Danimarca nel 2015 da un primo nucleo di waste warrior decisi a salvare l’ambiente innescando un cambiamento di abitudini improntato a una nuova etica alimentare: comprare online cibo fresco e di alta qualità rimasto nei negozi a fine giornata e destinato, altrimenti, a finire nella pattumiera. Lo spreco di cibo è una delle maggiori piaghe del nostro tempo, con un costo per la collettività, in termini monetari, ambientali ed etici, destinato a ingigantirsi se non verranno presi i dovuti provvedimenti.

Secondo lo studio ‘Global Food losses and Food Waste’, condotto dalla FAO nel 2011, ogni anno nei Paesi industrializzati si spreca circa un terzo della quantità di cibo totale prodotta, di cui l’80% ancora consumabile potrebbe servire a sfamare 2 miliardi di persone. Sprecare cibo significa sprecare anche la terra e l’acqua necessari per produrlo, senza contare le emissioni di gas climalteranti. Secondo Ispra lo spreco alimentare genera 3,3 miliardi di tonnellate di CO2 l’anno. Le cause principali possono essere ricercate nell’eccesso di produzione e nella sbagliata conservazione dei cibi, ma soprattutto nella mancata educazione dei singoli alla sostenibilità, che comincia già tra le mura domestiche.

Grazie a Too Good To Go tutti possono diventare waste warrior: basta scaricare l’app, disponibile gratuitamente su App Store e Google Play, geocalizzare i punti vendita più vicini aderenti all’iniziativa e ordinare la propria Magic Box, ovvero una selezione a sorpresa di prodotti e piatti freschi rimasti invenduti “troppo buoni per essere buttati” a prezzi ribassati. La disponibilità delle bag viene indicata con un colore diverso da ogni commerciante: verde per indicare un’ampia disponibilità, gialla limitata e rossa per indicare un esaurimento del prodotto. Una volta effettuato il pagamento online, basterà recarsi in negozio nella fascia oraria specificata e scoprire cosa mangiare per cena. Per limitare l’uso di imballaggi, i negozi aderenti inoltre incoraggiano i clienti stessi a portare da casa contenitori e sacchetti propri. La magic box può contenere dolci, sushi, pizza, prodotti freschi e da forno a un prezzo pari a un terzo del loro valore reale (dai 2 ai 6 euro). Tutto ciò che il commerciante non avrebbe venduto il giorno dopo, anziché essere cestinato, grazie a un semplice “tap” può finire sulla nostra tavola, innescando un circolo virtuoso: limitare lo spreco di cibo, risparmiare denaro, ridurre le emissioni di C02 (ogni Magic Box evita l’emissione di circa 2,5 kg di CO2) e fidelizzare il consumatore a tornare in negozio. Insomma, un affare che conviene a tutti, al pianeta in primis.

Lanciata in Italia a marzo, l’iniziativa sta riscontrando il favore sia dei grandi player della Gdo, Eataly, NaturaSì, Carrefour, per citarne alcuni, ma anche di moltissimi commercianti locali, bar, panetterie, ristoranti, pasticcerie, hotel. A Roma sono già 200 i partner che hanno aderito all’iniziativa, tra cui supermercati di Carrefour ed Eataly, lo storico Gianfornaio, i box del Mercato di Testaccio, la pizza a taglio di Alice Pizza, fino alle delizie giapponesi di Sushi Daily e Sushi Shop.

Come riferisce Saponara, Too Good to go non è solo una semplice applicazione, ma un progetto ambizioso che si pone come un mouvement, un modello comunicativo rivoluzionario che utilizza la tecnologia per creare consapevolezza e sensibilizzare ognuno di noi ad agire attraverso piccoli gesti quotidiani utili a combattere concretamente lo spreco alimentare.

In vista dell’aumento vertiginoso della popolazione mondiale, che raggiungerà i 9,5 miliardi entro il 2050 facendo inevitabilmente schizzare la domanda di cibo, la riduzione degli sprechi e la redistribuzione delle eccedenze devono diventare i principali obiettivi di una strategia globale che garantisca la sicurezza alimentare e la sostenibilità ambientale.