L’incendio del Tmb Salario a Roma: cosa sappiamo finora

La procura di Roma ha avviato un’indagine per disastro colposo per quanto avvenuto nell'impianto di trattamento meccanico-biologico dei rifiuti. Arpa Lazio non esclude che le nubi sprigionate dal rogo fossero tossiche ICONA video LA TESTIMONIANZA: "Ecco che cosa subiamo da anni"  ICONA video Tmb Salario: oggi sale ancora il fumo ICONA recensioni La cronaca ICONA recensioni Raggi chiede aiuto alle altre Regioni per i rifiuti ICONA recensioni Ecco che cosa diceva la relazione dell'Arpa      

Le immagini delle nubi sprigionate dall'incendio avvenuto al Tmb Salario Incendio

Aggiornamento delle 22,25

Campidoglio chiede più sorveglianza ai siti per rifiuti

Dopo il grave rogo divampato ieri aláTmb Salario, il Campidoglio, a quanto si apprende, ha inviato al ministro dell’Ambiente Sergio Costa una lettera per chiedere, attraverso il coinvolgimento anche dei Ministeri dell’Interno e della Difesa, una maggiore sorveglianza e presidi di sicurezza per gli altri siti di deposito e trattamento rifiuti della città. In particolare, secondo quanto si apprende, si sarebbe chiesto di porre particolare attenzione al Tmb di Rocca Cencia.

 

Aggiornamento  delle 18.05

Arpa: in seguito al rogo c’è stato aumento dell’inquinamento dell’aria”. La centralina di villa Ada ha rilevato 56 microgrammi per metro cubo

L’Arpa Lazio ha rilevato, in seguito al rogo del Tmb di via Salaria, un aumento dell’inquinamento atmosferico registrato nella giornata di ieri dalla centralina di Villa Ada, che ha superato i limiti di legge: “Si ritiene – afferma l’Agenzia per la protezione ambientale nella relazione di stamattina – che il valore registrato risenta del contributo delle emissioni generate dall’incendio”. In particolare del valore del Pm10, cioè il particolato: lunedì 10 il valore di Villa Ada era di 21 microgrammi/metro cubo, mentre ieri era salito a 56, oltre cioè il limite di legge di 50.

Aggiornamento delle 11:50

Una denuncia alla procura della Repubblica per disastro ambientale. Un’azione forte della di Legambiente in risposta all’incendio del Tmb Salario di Roma. Un’azione necessaria, considerato che da questa notte il vasto rogo che ha divorato un’area intera dell’impianto di Ama a Roma, con tutti i rifiuti bruciati, ha riempito la Capitale di un enorme nuvola nera visibile da ogni angolo della città, così come della puzza percepita chiaramente dai romani.

A parlare per l’associazione ambientalista è Roberto Scacchi, presidente di Legambiente Lazio. “L’aria di Roma oggi è irrespirabile, un disastro ambientale. La discarica del Salario, come è ormai diventato il TMB da tempo, andava chiusa come chiedono cittadini, comitati e associazioni del territorio – dichiara -. Tante promesse pre-elettorali da tutti, ma nessuno ha mai avviato un cambio di rotta per chiudere un impianto dove si doveva lavorare l’indifferenziato per far uscire rifiuti trattati, e che invece è diventato una vera discarica nel cuore della città; colpa anche di una percentuale di differenziata che a Roma non cresce da tre anni e da nuovi impianti dei quali la capitale continua a non dotarsi. Oggi il fumo e la puzza stanno attanagliando ogni angolo di Roma, quando il vento li avrà spazzati via, rimarranno per il quartiere salario e i suoi cittadini esausti. Bisogna pretendere la costruzione dell’economia circolare e lo faremo nei prossimi giorni con il nostro Ecoforum perché una giornata del genere sia solo un brutto ricordo, ma vogliamo anche che un disastro simile non rimanga impunito e abbiamo perciò inviato una denuncia per disastro ambientale”.

L’impegno di Legambiente, però, non si ferma qui. L’appuntamento con l’associazione è per l’Ecoforum 2018, che si svolgerà a Roma in Villa Palestro il 18 dicembre. Sarà un’occasione per promuovere le buone pratiche e i Comuni ricicloni ma anche ragionare sulla costruzione di un ciclo virtuoso dei rifiuti nel Lazio. Una necessità impellente, alla luce di quanto avvenuto nelle ultime 24 ore.

Aggiornamento delle 11:30

In un’intervista al Messaggero il sindaco di Roma Virgina Raggi ha fatto un punto sugli interventi in procinto di essere adottati dal Comune per far fronte al maxirogo avvenuto l’11 dicembre nell’impianto Tmb Salario.

Il sindaco ha dato anche indicazioni più precise sulla prossima chiusura dell’impianto. “Avevamo detto di chiuderlo entro la fine del mandato – ha spiegato -, questa vicenda anticipa i tempi” con la conseguenza che “ora dei costi potrebbero esserci”.

No al Tmb Salario

Sulle cifre che dovrà investire nel frattempo il Comune per far fronte a questa emergenza, la Raggi preferisce non sbilanciarsi, pur anticipando che il rischio di un aumento della Tari per i cittadini romani è concreto. “Dipende dalle tariffe che ci chiederanno gli impianti fuori Roma”. “Potremmo essere costretti” ad aumentare la tassa – ha specificato – “se qualcuno ora si approfitterà della necessita’ di Roma dopo l’incendio. Ovviamente cercheremo di scongiurarlo o contenerlo al massimo, l’aumento”.

Virginia Raggi insieme al ministro dell'Ambiente Costa

Infine, su dove andranno ora i rifiuti dell’ex Tmb, il sindaco fa sapere: “So che l’Ama, attraverso la Regione Lazio, ha già avviato trattative, in primis con l’Abruzzo”. “Noi – dice – guardiamo al futuro, la migliore soluzione sul mercato sono le tecnologie di ultima generazione in grado di separare i materiali dell’ indifferenziato, a volte anche solo dal colore, con lettori ottici o laser, una volta individuati i siti adeguati, si partirà con le autorizzazioni. I tempi non sono brevi ma gli impianti saranno utili, non solo oggi, ma in futuro”.

Aggiornamento delle 8:30

Il giorno dopo il rogo avvenuto nell’impianto Tmb (trattamento meccanico-biologico) Salario di Roma, le nubi scure sono sempre meno dense nel cielo della capitale. Restano però le tante domande che questo incendio si trascinerà dietro per parecchio tempo, e a cui il Comune dovrà dare delle risposte risolutive, possibilmente in tempi rapidi.

Basta Tmb Salario, dopo l'incendio

Al Tmb Salario, struttura gestita da Ama, sono andate in fiamme circa 700 tonnellate di rifiuti indifferenziati. Poco dopo il rogo le forze dell’ordine hanno blindato l’area intorno allo stabilimento trasformandola in zona rossa. Un asilo nido, situato tra Fidene e Villa Spada e distante 500 metri dal Tmb, è stato chiuso. Nell’arco di dieci ore l’incendio è stato domato: sul posto sono intervenuti 40 vigili del fuoco con 12 squadre e un mezzo aeroportuale.

Secondo  il direttore generale dell’Arpa Lazio, Marco Lupo, “sicuramente c’è stato un impatto ambientale, come avviene in tutti gli incendi di questo tipo, non si può negare. Allo stato non possiamo escludere la presenza di diossina nell’aria, i risultati delle analisi non arriveranno prima di venerdì». Secondo il direttore generale dell’Arpa Lazio, non può essere del tutto escluso che le nubi sprigionate dal rogo fossero tossiche: “Non posso escluderlo, le analisi della mattina erano di alcune centraline non nelle immediate vicinanze del rogo e hanno testato altri valori”.

Il Tmb Salario tratta in media 600 tonnellate di spazzatura al giorno, circa un quinto della produzione giornaliera di rifiuti di tutta la città, attesta sulle 4.500 tonnellate. Il sindaco di Roma, Virginia Raggi, ha chiesto un aiuto alle altre regioni soprattutto per i giorni delle festività natalizie.

Comune, Regione Lazio e Ama avrebbero studiato un piano per affrontare l’emergenza dei primissimi giorni: conferire un maggior numero di rifiuti nei tre impianti Tmb di Rocca Cencia (Ama) e di Malagrotta (del Colari di Manlio Cerroni); in parallelo, sfruttare maggiormente i Tmb di Aprilia, Viterbo e Frosinone.

La procura di Roma ha avviato un’indagine per disastro colposo in merito a quanto avvenuto. I magistrati hanno richiesto il sequestro di parte della struttura e l’analisi dei rifiuti presenti e dei fumi provocati dal rogo. Ieri, subito dopo l’incendio, Legambiente si era detta pronta a sporgere denuncia alla Procura per disastro ambientale.

Air Jordan VII 7 Retro Championship