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Tirreno Power, 26 rinvii a giudizio per disastro ambientale

un'immagine della centrale di Vado Ligure

Manager ed ex manager di Tirreno Power saranno processati per le accuse di disastro ambientale e sanitario colposo. Lo ha stabilito il giudice di Savona, che ha così accolto le 26 richieste di rinvio a giudizio che erano state formalizzate dai pubblici ministeri Daniela Pischetola e Vincenzo Carusi. Il processo alla centrale inizierà il prossimo 11 dicembre e vedrà come parti civili sei associazioni ambientaliste – Greenpeace, Medicina democratica, Legambiente, Uniti per la salute, Wwf e Anpana – e il ministero dell’Ambiente.

Tirreno Power, in una nota della direzione aziendale, scrive che il rinvio a giudizio di alcuni suoi dirigenti e manager “è un passaggio obbligato dopo un decennio di indagini e imputazioni che si sono progressivamente alleggerite”. E il processo, prosegue la nota “sarà l’occasione per fare finalmente chiarezza su una vicenda in cui alcuni consulenti tecnici della procura sono gli stessi che avevano chiesto la chiusura dell’impianto a carbone e le cui metodologie sono già state sconfessate in altre sentenze. Tirreno Power ha sempre rispettato scrupolosamente tutte le leggi che regolavano l’esercizio della centrale alimentata a carbone e tutti i limiti di emissione, fatto non contestato dalla stessa accusa. Le rilevazioni ufficiali dimostrano che i contributi delle emissioni della centrale nell’ambiente erano irrilevanti e infatti a anni di distanza dalla chiusura dell’impianto a carbone i dati della qualità dell’aria non si sono modificati”. Tirreno Power, conclude la nota “è impegnata con le amministrazioni locali per un futuro di lavoro e di sviluppo del territorio nel quale continuerà a operare con la centrale alimentata a gas a Vado Ligure e con gli impianti idroelettrici sugli Appennini”.

Accuse fondate

“Siamo fiduciosi – commentano Santo Grammatico, presidente di Legambiente Liguria, e l’avvocato Stefano Bigliazzi, presidente del Centro di azione giuridica della stessa Legambiente Liguria – che il dibattimento dimostrerà la fondatezza delle accuse. La gravità della situazione è stata recentemente confermata anche da uno studio del Cnr non ancora agli atti del processo ma che non potrà che aumentare la valutazione di gravità dei fatti, confermando quello che tutte le associazioni ambientaliste, i comitati di cittadini, la rete savonese ‘Fermiamo il carbone’, hanno sempre sostenuto nelle denunce sui pericoli ambientali e sanitari per i cittadini e i lavoratori causati dalla attività della centrale”.

“Ora si esca davvero dal carbone”

“Il carbone fa male al clima, all’ambiente e alla salute dei cittadini come è emerso oggi con il rinvio a giudizio per la Tirreno Power di Vado Ligure – dichiara Stefano Ciafani, Presidente nazionale di Legambiente – Ora si acceleri l’uscita effettiva dal carbone entro il 2025 come stabilito dalla Sen. Per questo al prossimo governo ricordiamo l’urgenza di un cambio di rotta nella politica energetica di questo Paese con atti concreti e un impegno reale. È ora di dire basta anche ai sussidi e alle politiche a favore delle fonti fossili, ed è fondamentale incentivare sempre di più politiche che spingano l’efficienza, le fonti rinnovabili e la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio italiano”.

 

pubblicata il 12 aprile 2018 alle ore 18.00
aggiornata il 12 aprile 2018 alle ore 19.00
secondo aggiornamento il 12 aprile 2018 alle ore 19.30

 

Redazionehttps://www.lanuovaecologia.it
Nata nel 1979. è la voce storica dell'informazione ambientale in Italia. Vedi qui la voce sulla Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/La_Nuova_Ecologia

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