Due anni dal terremoto in Centro Italia: l’appello di Legambiente per accelerare la ricostruzione

L’associazione ambientalista lancia una serie di proposte al Governo per superare uno stallo che dura da ormai 24 mesi: maggiore sostegno ai Comuni, una legge quadro per affrontare le emergenze e l’istituzione di una struttura nazionale di coordinamento che collabori e aiuti gli Enti Locali / I numeri dell’emergenza post terremoto / Per i geologi servono scelte chiare / Video: il Progetto Sisma di Emergency

Amatrice Terremoto ricostruzione

Sono passati due anni dal terremoto che il 24 agosto del 2016 ha devastato Amatrice e vaste aree del Centro Italia. Ma da allora la ricostruzione procede ancora troppo a rilento, specie per ciò che concerne le scuole, la rimozione e il recupero delle macerie, la consegna delle SAE (soluzione abitativa in emergenza) e la messa in sicurezza del patrimonio culturale. La conferma arriva dai numeri raccolti da Legambiente nel report “Lo stato di avanzamento dei lavori nelle aree post sisma”. Uno studio da cui emergono gli evidenti ritardi dovuti anche alla mancanza di una pianificazione preventiva che ha fatto partire in ritardo la macchina.

Come si evince dal report dell’associazione ambientalista, a due anni di distanza è stato rimosso meno del 50% delle macerie pubbliche, solo 3 scuole sono state ricostruite rispetto alle 21 previste e 10 Comuni continuano ad attendere la consegna di 231 SAE. A tutto ciò si aggiunge l’incertezza sulla gestione sulla futura fruibilità del patrimonio culturale delle Marche.

Di fronte a questo stallo disarmante Legambiente ha lanciato una serie di proposte al Governo per una ricostruzione più celere e di qualità a partire da un maggiore e significativo sostegno ai Comuni, con personale adeguato numericamente e professionalmente. Per l’associazione ambientalista è inoltre necessario avviare una discussione seria e aperta su come dotare il nostro paese di una legge quadro per affrontare le emergenze, che faccia tesoro dell’esperienza, per evitare che per ogni disastro si ricominci ogni volta daccapo, secondo il Governo di turno. In particolare l’associazione chiede all’Esecutivo di istituire una struttura nazionale di coordinamento che collabori e aiuti gli Enti Locali.

“È ormai sempre più evidente che la ricostruzione nel Centro Italia continui a incontrare problemi, procedendo a rilento e a fatica rispetto a interventi fondamentali che riguardano edifici pubblici e privati. In questi due anni dal sisma – dichiara Edoardo Zanchini, Vicepresidente nazionale di Legambiente – si è continuato a intervenire con provvedimenti tampone, decreti e emendamenti alle norme vigenti. Per far accelerare sul serio la ricostruzione occorre rafforzare il supporto agli Enti Locali e costruire un quadro organico di riferimenti normativi per accelerare e rendere finalmente trasparenti le procedure di interventi. A ricordarci quanto sia urgente un cambio di passo sono i territori di Marche, Molise, Abruzzo e Emilia Romagna che in questi mesi hanno continuato a tremare. Al Governo chiediamo di fare chiarezza rispetto a come intende attrezzarsi per gestire i rischi del territorio italiano dopo che in questi anni sono stati tolti poteri e compiti della protezione civile e che nelle scorse settimane sono state chiuse le strutture di missione su scuole e dissesto, oltre che Casa Italia. A nostro avviso è fondamentale che l’Esecutivo istituisca in tempi rapidi una struttura nazionale di coordinamento per affrontare i rischi del territorio italiano, che collabori e aiuti gli Enti Locali. Una sfida fondamentale riguarda sicuramente la gestione delle macerie, e il nostro auspicio è che il Ministro dell’ambiente Costa, che ha appena ricevuto la delega sull’economia circolare, possa svolgere in questo campo un forte ruolo di indirizzo e coordinamento nei confronti delle Regioni”.